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26 nov 2020

Dal 2023 la linea Brescia-Iseo-Edolo sarà servita da treni a idrogeno

di Fabio Nicolosi

FNM e Trenord promuoveranno nel Sebino e in Valcamonica la prima "Hydrogen Valley" italiana. I punti principali del progetto, denominato H2iseO, sono: l'acquisto di nuovi treni alimentati a idrogeno, che serviranno dal 2023 la linea non elettrificata - gestita da FERROVIENORD (società al 100% di FNM) - Brescia-Iseo-Edolo, in sostituzione degli attuali a motore diesel; la realizzazione di centrali per la produzione di idrogeno, destinato inizialmente ai nuovi convogli ad energia pulita. NUOVI TRENI - Il Consiglio di Amministrazione di FNM ha deliberato l'acquisto di 6 elettrotreni alimentati a idrogeno, con l'opzione per la fornitura di altri 8. L'investimento è stato preliminarmente stimato in oltre 160 milioni. I primi di questi convogli, prodotti da Alstom, saranno consegnati entro il 2023 e saranno affidati, tramite locazione, a Trenord. I vecchi convogli diesel che saranno inizialmente sostituiti sono in servizio dai primi anni '90 (tipologia: Aln 668). CARATTERISTICHE CONVOGLI - In Europa Alstom ha già dato prova dell'affidabilità dei suoi sistemi di trazione a emissioni 0. In Germania il treno iLint, il primo treno a idrogeno al mondo, da settembre 2018 ha percorso ~250.000 km in servizio passeggeri su una tratta in Bassa Sassonia. I nuovi treni alimentati ad idrogeno che FNM ha deciso di acquistare sono sviluppati sulla base della piattaforma Alstom Coradia Stream e sono in larga misura identici ai treni Donizetti già in uso a Trenord. Ciò consente di ridurre i tempi di consegna e conseguire possibili sinergie in ambito manutentivo. IMPIANTI ALIMENTAZIONE – Lo stesso Consiglio di Amministrazione di FNM ha inoltre analizzato la fattibilità preliminare degli impianti di produzione dell'idrogeno necessari per attivare il servizio ferroviario. Il primo impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno sarà realizzato da FNM a Iseo tra il 2021 e il 2023. Sorgerà nell'area del Deposito di Trenord dove attualmente viene effettuato il rifornimento dei treni diesel, nonché l'attività manutentiva dei convogli. Il piano di fattibilità, in corso di ultimazione, prevede il ricorso iniziale alla tecnologia Steam Methane Reforming (SMR), da metano/biometano, con cattura e stoccaggio della CO2 prodotta, per la produzione di "idrogeno blu". Entro il 2025 saranno inoltre realizzati uno o due ulteriori impianti di produzione e distribuzione di idrogeno da elettrolisi (cosiddetto idrogeno verde) lungo il tracciato della ferrovia, in partnership con operatori energetici di primario standing con cui FNM sta definendo un'intesa. TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – Si prevede infine, sempre entro il 2025, di estendere la soluzione idrogeno al trasporto pubblico locale, a partire dai circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica da FNMAutoservizi (società al 100% di FNM), con la possibilità di aprire all'utilizzo da parte della logistica merci e/o privata. "Il progetto H2iseO è un tassello importante di una strategia più ampia del Gruppo FNM – commenta il presidente di FNM Andrea Gibelli – che vuole rendersi protagonista dello sviluppo di una piattaforma integrata di servizi di mobilità, costruita secondo criteri di sostenibilità ambientale ed economica, che metta a sistema e crei nuove connessioni allo scopo di favorire il benessere dei cittadini e la produttività del territori. H2iseO è un progetto molto innovativo che mira alla creazione di un viaggio a zero impatto ambientale, attraverso la decarbonizzazione del trasporto e lo sviluppo di una filiera territoriale dell'idrogeno. E' una iniziativa in grado di creare un alto valore aggiunto in termini ambientali, economici e sociali". "I treni a idrogeno proiettano Trenord nel cuore del futuro – spiega l'amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri -. Con FNM che nel ruolo di Rosco sostiene l'investimento, iniziamo oggi un viaggio green sapendo che molti in Italia e in Europa ci seguiranno. Quello che sta avvenendo in Lombardia non ha precedenti nella storia della ferrovia: i 176 treni nuovi acquistati da Regione e Ferrovie Nord stanno progressivamente entrando in servizio; ora i treni a idrogeno spingono l'innovazione ancora oltre, fino a questo progetto di decarbonizzazione del trasporto. La svolta green di Trenord prevede inoltre che, entro il 2023, entreranno in servizio i primi treni elettrici a batteria, che sostituiranno i vecchi treni Diesel e potranno circolare anche su reti elettrificate. Ci sentiamo parte di un grande piano di sviluppo, sostenuti da Regione Lombardia e in sintonia con gli indirizzi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dello sviluppo Economico, che si prepara a varare la "National hydrogen strategy preliminary guidance".

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31 lug 2020

Via libera dalla UE alla fusione Alstom – Bombardier

di mobilita

Nasce il ‘supertreno’ europeo. Via libera della Commissione UE alla fusione Alstom-Bombardier. L’antitrust comunitario ha approvato con condizioni la proposta di acquisizione avanzata dalla casa costruttrice francese, e adesso vigilerà sull’effettivo rispetto delle condizioni poste per portare a termine l’operazione. Alstom e Bombardier sono i principali costruttori di treni utilizzati ogni giorno da milioni di passeggeri in tutta l’Unione europea. Oltre alle vetture, le due compagnie sono attive anche nella produzione di materiale rotabile (urbano, tradizionale e ad alta velocità) e nelle soluzioni di segnalazione urbana. Bruxelles aveva rilevato dei rischi per la concorrenza e il mercato, temendo la nascita di un gruppo nei fatti dominante, e ha espresso un parere priliminare contrario all’operazione. Alstom ha negoziato con la Commissione europea i termini dell’acquisizione, e alla fine l’ha spuntata. Per poter convolare a nozze Alstom deve cedere la propria piattaforma Coradia Polyvalent, la piattaforma Talent 3 di Bombardier, gli impianti di produzione di Reichshoffen (Francia) e Hennigsdorf (Germania). Ancora, Alstom deve disfarsi delle forniture delle componenti di unità di bordo per ProRail, gestore della rete ferroviaria olandese, a favore di tutti gli operatori interessati. Infine Alstom deve rinunciare all’alta velocità, disinvestendo alla partecipazione nella piattaforma ‘Zefiro’ costituita da Bombardier e Hitachi. Soddisfatta Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo della Commissione europea e a capo dell’Antitrust a dodici stelle. “Emergerà un’entità combinata più forte di Alstom e Bombardier. Allo stesso tempo, grazie a questi rimedi, la nuova società continuerà anche a essere sfidata nei suoi mercati principali a beneficio di clienti e consumatori europei”.

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21 gen 2019

Pop e Rock: report sull’accessibilità

di mobilita

Un confronto con le associazioni delle persone con disabilità che inizia nel settembre 2017 direttamente dai luoghi di progettazione e produzione, insieme agli ingegneri di Trenitalia, Alstom Ferroviaria e Hitachi Rail, per proseguire nel corso dell’ultimo anno in 12 fra le più importanti piazze italiane, da Torino a Palermo, passando per Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Bari e molte altre. In occasione del roadshow #lamusicastacambiando, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha mostrato i modelli in scala reale 1:1 dei nuovi treni regionali Pop e Rock, in servizio dalla primavera 2019, non solo ai cittadini e alle istituzioni ma anche alle rappresentanze nazionali e regionali delle principali associazioni delle persone con disabilità. Ed è proprio grazie a questa particolare attenzione, al dialogo ma soprattutto all’ascolto dei viaggiatori a ridotta mobilità, che l’azienda ha reso le prestazioni dei nuovi convogli più performanti e accessibili rispetto a quelle obbligatorie previste nella normativa europea. Le azioni concretamente intraprese, frutto di un lungo lavoro sinergico, sono state sintetizzate in un report, disponibile in allegato). Questo percorso virtuoso ha trovato eco in un articolo pubblicato su la Repubblica di oggi, lunedì 21 gennaio.

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