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16 feb 2018

SICILIA | Anas: aggiudicati i lavori per la ricostruzione del viadotto Imera in direzione Catania

di mobilita

Anas comunica che sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, venerdì 16 febbraio, è stato pubblicato l’esito della gara d’appalto per la ricostruzione della carreggiata in direzione Catania del viadotto “Imera”, tra le pile 16 e 22, sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”. I lavori di ricostruzione del viadotto, che il 10 aprile 2015 fu danneggiato da un movimento franoso che ne rese necessaria la successiva demolizione, prevedono un investimento di quasi 11 milioni di euro e una durata dell’intervento pari a 570 giorni. Il nuovo viadotto sarà realizzato in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale da 130 metri consentirà di scavalcare la porzione del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, saranno dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. L’appalto è stato aggiudicato mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, assegnando un massimo di 30 punti al prezzo e un massimo di 70 punti alla componente qualitativa, con la finalità di valorizzare pienamente la qualità delle offerte. “Quest’appalto - ha dichiarato il Coordinatore Territoriale di Anas Sicilia, Valerio Mele - conferma l’impegno di Anas per l’autostrada A19 Palermo-Catania, per la quale è previsto, peraltro, un piano quinquennale di manutenzione straordinaria per un investimento complessivo di 870 milioni di euro fino al 2020, con svariati interventi già in corso di esecuzione”. Aggiudicatario della gara è il Raggruppamento Temporaneo di Imprese Gecob srl - Colnisa Costruzioni - Bua Costruzioni srl, con sede in Catania. In calce al comunicato, le tappe che hanno permesso di raggiungere l’obiettivo. 5 maggio 2015 - Anas trasmette al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i progetti esecutivi di demolizione e collegamento in sede provvisoria per il ripristino della transitabilità. 18 maggio 2015 - Il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato d'emergenza e viene nominato un commissario che approva i progetti redatti da Anas. 30 maggio 2015 - Il capo della Protezione Civile nomina un dirigente del ministero delle Infrastrutture, Commissario delegato per l`emergenza. Il Commissario si avvale delle strutture e del personale di Anas (in qualità di soggetto attuatore). 17 luglio - Ad esito delle procedure di autorizzazione ambientale e della Conferenza di Servizi, il Commissario delegato approva i progetti di realizzazione della bretella di collegamento provvisorio e di demolizione del viadotto danneggiato e dà il via libera ad Anas per l'avvio delle gare per affidare i lavori. In particolare, i progetti sono tre: 1. la demolizione della carreggiata del Viadotto Imera in direzione Catania. 2. l'adeguamento della viabilità esistente (tra cui la strada provinciale 24 dallo svincolo di Scillato fino al viadotto, lungo un percorso di circa 1800 metri). 3. la costruzione di una nuova rampa di accesso all'autostrada. I lavori, per un costo netto complessivo di 7,4 milioni di euro, sono finanziati interamente con fondi Anas. 3 agosto - I lavori sono aggiudicati alle tre imprese risultate prime nelle tre rispettive gare: Mazzei Salvatore S.r.l.; Truscelli Salvatore S.r.l.; Gecob S.r.l. 7 agosto 2015 - Inizio lavori. 10-11 ottobre 2015 - Viene eseguita la demolizione della prima campata del viadotto (lato Catania), situata tra le pile 21 e 22, che incombe sulla Strada Provinciale 24. 16 novembre 2015 - Viene aperto in entrambi i sensi di marcia il bypass e cessa l'interruzione dell'autostrada, al termine di lavori che hanno coinvolto 60 operai e 52 mezzi di cantiere, con l'utilizzo di 4.000 mc di calcestruzzo, 5.300 mc di conglomerati bituminosi, oltre 1.000 tonnellate di acciaio. 22 dicembre 2015 - Dopo le operazioni di spostamento/raddrizzamento tramite tiraggio del viadotto in direzione Catania, durate 48 ore, ne vengono demoliti oltre 200 metri. Per il tiraggio sono stati impiegati 19 mila metri di cavo d`acciaio e blocchi di tiraggio ancorati a 33 metri di profondità. Per la demolizione utilizzati 250 Kg di esplosivo. Gennaio 2016 - Avviate analisi sperimentali e cognitive, sia geotecniche che strutturali, per la valutazione degli interventi necessari alla riapertura della carreggiata in direzione Palermo che non erano eseguibili prima della demolizione del viadotto. Vengono inoltre installati sistemi di monitoraggio sia per le strutture che per la pendice interessata dal movimento franoso. Il sistema di monitoraggio, in caso di superamento delle soglie di allarme, allerta tutti i soggetti deputati alla gestione dell`emergenza. Febbraio 2016 - Avvio progettazione del nuovo tratto del viadotto Imera tra le pile 16 e 22: sarà in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale di luce 130 metri consentirà di scavalcare tutta la parte centrale del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, saranno dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti. 30 aprile 2016 - A seguito della conclusione delle indagini strutturali viene riaperta la carreggiata in direzione Palermo. Il transito in direzione Palermo torna alla normalità, con l’intera carreggiata originaria a disposizione. Il traffico in direzione Catania continua ad essere deviato sul bypass, con un disagio ridotto però a pochi minuti di percorrenza in più rispetto a prima della frana. 12 ottobre 2016 - La Conferenza dei Servizi approva il progetto esecutivo per la ricostruzione della carreggiata in direzione Catania. 7 agosto 2017 - Pubblicazione del bando di gara, in seguito agli adempimenti di verifica per la validazione del progetto esecutivo e alla successiva predisposizione del bando di gara.

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14 lug 2017

Anas si aggiudica finanziamenti europei per l’A90 “GRA di Roma” ed il progetto Smart Road lungo l’A2 “Autostrada del Mediterraneo” e l’A19 “Palermo – Catania”

di mobilita

Anas si è aggiudicata i finanziamenti della Commissione Europea per la realizzazione di importanti opere necessarie per il potenziamento tecnologico e l’innovazione della propria rete infrastrutturale. L’azienda delle strade ha infatti ricevuto il via libera dall’Europa per l’ottenimento di contributi europei per 21 milioni di euro dal “Programma Operativo Nazionale Infrastrutture e Reti 2014-2020 (PON)”, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il progetto “Installazione di infrastruttura tecnologica avanzata Smart Road per la connettività di utenti ed operatori Anas sull’Autostrada A3 Salerno Reggio Calabria (ora A2 “Autostrada del Mediterraneo”) e sul Raccordo Autostradale RA02 Salerno Avellino”. Si tratta di uno degli interventi avviati da Anas per implementare la tecnologia Smart Road e promuovere soluzioni ITS (applicazioni per la sicurezza stradale e per la security del trasporto) a contenuto fortemente innovativo lungo la rete in gestione Anas. Nell’ambito del “Programma di Lavoro Pluriennale 2014-2020 del Connecting Europe Facility per le Reti Transeuropee di Trasporto”, Anas ha anche vinto il bando europeo pubblicato lo scorso ottobre ottenendo l’ammissione al finanziamento per entrambi i progetti presentati. Delle 331 proposte, 33 sono state quelle italiane. Di queste 13 hanno superato la selezione. Entrambe le proposte di Anas sono state selezionate. Il primo progetto vede Anas all’interno del partenariato internazionale “Ursa Major Neo”, attraverso il programma “Smart Road A19 Palermo - Catania”, scelto per l’eccellente rilevanza e maturità dell’azione che coinvolge molti Stati Membri ed include sia sezioni cross-border sia colli di bottiglia per la bontà della qualità progettuale e la presenza di un team di progetto con elevate potenzialità per realizzare performance di alto livello. Il piano fa parte del portafoglio di interventi volti a promuovere l’ITS lungo i corridoi europei proposti dal partenariato internazionale “Ursa Major Neo”, che punta a migliorare il traffico delle merci lungo la rete stradale TEN-T ed in particolare nell’ambito dei Corridoi Reno Alpino e Scandinavo Mediterraneo, ed è proprio lungo quest’ultimo che si colloca la A19 Palermo – Catania. Il suo valore è di 10 milioni di euro e la Commissione Europea ne finanzierà il 20%. Il secondo progetto è il “Nodo urbano core di Roma – Miglioramento dei servizi di trasporto pubblico e rimozione dei colli di bottiglia lungo la A90 - Grande Raccordo Anulare di Roma”, presentato in partenariato con l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. Il progetto è stato valutato positivamente per la rilevanza del tema proposto, la maturità delle iniziative descritte, la qualità progettuale ed il positivo impatto del sostegno europeo in termini di redditività dell’investimento e verte su uno studio relativo ad interventi in grado di migliorare l’accesso all’area urbana di Roma ed agli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, lungo il quadrante sud-est/sud-ovest del Grande Raccordo Anulare, favorendone l’intermodalità e riducendone la congestione stradale, sia sul GRA sia sulle strade di penetrazione interna. In particolare, il progetto che sarà elaborato prevede di potenziare alcuni svincoli, completare delle complanari e implementare un nuovo assetto della rete di trasporto multimodale coinvolgendo le infrastrutture stradali, i corridoi della mobilità ed i nodi intermodali. Il progetto ha un valore di 2,4 milioni di euro e verrà cofinanziato dalla Commissione Europea al 50%. Il resto del costo verrà diviso fra Anas e l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità.

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09 nov 2015

AGRIGENTO| SS 640: report fotografico dei lavori nei due maxi lotti

di Mauro Indelicato

Procedono i lavori per il completamento della SS 640; la statale, che collegherà Agrigento con la A19, è pronta nel 90% del suo percorso in provincia di Agrigento, mentre nel tratto nisseno, che va da contrada Grottarossa fino al raccordo con lo svincolo di Caltanissetta della Palermo - Catania, si procede con la costruzione delle principali opere tra viadotti e gallerie. Nella foto sopra, siamo proprio all'ingresso del futuro nuovo percorso della SS 640 partendo dall'autostrada A19; di recente, tramite alcune fonti locali, si è saputo che la bretella posta tra questa zona e la città di Caltanissetta sarà pronta il prossimo 4 dicembre, chiudendo quindi la deviazione che, sfruttando la statale per Pietraperzia, conduce sulla SS 626 (Caltanissetta - Gela) e da lì quindi poi allo svincolo autostradale. Percorrendo verso Agrigento la SS 640, si incontra la base del cantiere della galleria 'Caltanissetta', la più importante infrastruttura compresa nel lotto nisseno dei lavori della statale; pochi giorni fa, si è avuto l'abbattimento del diaframma della prima canna della galleria, scavata con la moderna talpa TBM denominata 'Barbara', tra le più importanti in Europa e capace di realizzare ben due record nazionali di scavo in un solo giorno di galleria. A questo punto la statale diventa, o meglio diventerà, un unico grande rettilineo fino al suo innesto con il tratto agrigentino; si 'dribbla' la zona industriale di San Cataldo, passando a sinistra rispetto all'attuale incrocio per il paese nisseno posto sul tracciato vecchio della statale grazie al costruendo viadotto Fosso Mumia ed incontrando quindi la galleria Papazzo, le cui due canne sono state già ultimate con i rispettivi diaframmi abbattuti tra i mesi di febbraio ed agosto e sul quale adesso si lavora per ultimare le infrastrutture stradali. La galleria Papazzo troverà il suo sbocco quindi, procedendo sempre verso Agrigento, sull'attuale rettilineo posto nel comune di Serradifalco della SS 640, con il quale verrà collegata tramite il viadotto Favarella, i cui lavori sono nella loro fase iniziale; in questo piccolo tratto si sta procedendo al raddoppio del tracciato ed alla costruzione del nuovo svincolo per Serradifalco. Il raddoppio di questo rettilineo, sembra procedere celermente con i rilevati già realizzati e tra non molto si potrebbe già procedere alla posa dell'asfalto, così come dimostra la foto seguente. Dopo questo rettilineo, l'attuale tracciato della SS 640 ad unica carreggiata curva a sinistra in località Grotta D'acqua, seguendo l'altimetria della zona; la nuova statale invece, continuerà ad andare dritta grazie al viadotto Giulfo. Il rettilineo che segue il viadotto Giulfo, sarà quello che immetterà poi verso Grottarossa e quindi nel tratto agrigentino della SS 640; qui i lavori sono già ultimati, con le linee della segnaletica orizzontale bianche che indicano come l'area non è più soggetta a cantiere. La doppia carreggiata qui è realtà; anche l'asfalto sembra in condizioni migliori rispetto a quello provvisorio che vi era fino ai mesi scorsi; poco più avanti, le linee ridiventano gialle e segnano l'ingresso in una nuova area in cui devono essere ultimati gli ultimi dettagli, pur tuttavia il tratto prosegue a doppia carreggiata in maniera lineare e senza deviazioni fino ad oltre il viadotto Serracazzola ed all'altezza del centro commerciale Le Vigne. Subito dopo, vi è la penultima 'strozzatura' del tratto a doppia carreggiata rimasto sul lotto agrigentino; si entra infatti in contrada Noce, territorio di Racalmuto: sulla sinistra, nella carreggiata verso Caltanissetta, insiste ancora un distributore di benzina Esso che attualmente occupa la strada e che impedisce l'apertura di un tratto di poco più di 200 metri che risultato completato. C'è da dire comunque che, pare, a livello burocratico le pratiche si siano sbloccate ed il distributore appare sigillato e forse già pronto ad essere smontato, consentendo l'apertura della nuova carreggiata e l'eliminazione della corsia unica su questo rettilineo. Poco più avanti, procedono i lavori sul secondo tratto di rettilineo di contrada Noce; le opere qui sono procedute a rilento per via del ritrovamento di reperti archeologici ma adesso si lavora per consegnare entro pochi mesi le due nuove corsie. Non sembrano esserci, in tal senso, particolari difficoltà essendo il tratto di contrada Noce interamente in rettilineo e senza viadotti od altre opere più complesse da realizzare. Da qui in avanti, si riprende con il tratto a doppia carreggiata già ultimato; la SS 640 risulta quindi interamente completa fino al tratto conclusivo in territorio di Agrigento. Precisamente, tra le contrade Gasena e Petrusa si lavora da inizio anno per cercare di aprire entro marzo gli ultimi chilometri di tratto agrigentino ancora non ultimato. Nella zona immortalata nella foto di sopra, il traffico è ancora regolato dall'ultimo semaforo posto lungo il tracciato della SS 640; si nota sulla destra, la bretella dello svincolo Petrusa che collegherà, una volta terminata, la SS 122 con la corsia per Caltanissetta. Il piccolo viadotto di sopra, introduce (scendendo sempre verso Agrigento) nell'ultimo tratto di rettilineo prima della rotonda all'altezza del distributore Erg che segnerà la fine della SS 640. Nel mese di settembre, è entrata in funzione proprio tale rotonda, aprendo contestualmente la corsia verso Caltanissetta e chiudendo il vecchio tracciato che scorre parallelo, il quale è interessato adesso dai lavori che lo trasformeranno nella futura corsia in direzione Valle dei Templi/Zona balneare di Agrigento. Cronometro alla mano, il sottoscritto senza oltrepassare i limiti di velocità, ha impiegato da Canicattì ad Agrigento appena 23 minuti e nonostante due deviazioni; segno questo che, a lavori ultimati, queste due zone della provincia saranno molto più vicine ma soprattutto l'intera provincia agrigentina sarà finalmente degnamente collegata con il nodo autostradale e ciò vorrà dire abbattere i tempi di percorrenza per Catania e l'aeroporto Fontanarossa.

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03 giu 2015

Nessun pedaggio per gli autotrasportatori da Palermo a Catania

di Fabio Nicolosi

Finalmente anche gli autotrasportatori siciliani possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo la chiusura del viadotto Himera la via più semplice e veloce di collegamento tra i due capoluoghi di regione è diventata propria la Palermo - Messina e la Messina - Catania. L’unico problema è il pedaggio, che fa lievitare notevolmente i costi di viaggio e trasporto delle merci. Ecco quindi che il Ministero nella figura del ministro Delrio ha fatto approvare la seguente soluzione che permette quindi agli autotrasportatori di limitare i disagi. Riportiamo la notizia diffusa da trasportoeuropa.it Una nota del ministero dei Trasporti diffusa nel pomeriggio di venerdì 29 maggio 2014 annuncia che dal 1° maggio 2015 sono esentati dal pagamento del pedaggio gli autotrasportatori che devono percorrere le autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania come alternativa all'autostrada A19. La nota ministeriale afferma che "i pedaggi per i veicoli pesanti che percorrono l'intero itinerario dell'autostrada A18 e A20, deviati a causa del cedimento del viadotto Himera sull'A19, a decorrere quindi dal prossimo 1° giugno e fino a quanto non saranno ripristinate le condizioni per la viabilità alternativa non saranno dovuti". Il ministero precisa anche le tre condizioni per beneficiare dell'esonero: percorrenza dell'intero itinerario Buonfornello-Messina-Catania ovvero con origine dai caselli di Buonfornello e Cefalù e destinazione Giarre o Catania nord, o viceversa, nell'ambito dello stesso viaggio; appartenenza dei veicoli pesanti alle classi di pedaggio 3, 4 e 5, nonché alla classe B (2 assi), limitatamente ai mezzi adibiti ad autotrasporto con massa complessiva superiore a 3,5 t; dotazione, da parte del veicolo, del sistema di pedaggio elettronico (Telepass) che consente, tramite il tracciamento dell'itinerario, il riconoscimento del requisito per l'esenzione. È compreso nell'esenzione il Telepass ricaricabile, limitatamente ai veicoli classe B adibiti ad autotrasporto. L'esenzione dei pedaggi autostradali a causa dell'interruzione dell'autostrada A19 è una delle principali richieste dell'autotrasporto siciliano cui il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, si era impegnato ad accogliere nella riunione dello scorso 28 maggio 2015.

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