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09 gen 2018

REGIONE SICILIANA | Il presidente Musumeci insoddisfatto del servizio ferroviario offerto in Sicilia

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Il neo presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, esponendo il  programma del suo governo all'Assemblea Regionale Siciliana,  ha affermato di aver avuto un incontro con i vertici di Trenitalia esprimendo la propria insoddisfazione del servizio ferroviario offerto in Sicilia. "Vogliamo clausole a esclusiva tutela dei passeggeri. Ci confronteremo con consumatori, pendolari e docenti universitari trasportisti per accogliere i loro consigli". ha affermato Musumeci.

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09 gen 2018

MILANO | Avviato l’iter per la fusione di atm servizi in Atm

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Avviato l'iter per la fusione di Atm Servizi in Atm. Nei giorni scorsi la Giunta di Milano si è espressa positivamente sulla proposta di delibera di approvazione del progetto di fusione di Atm Servizi S.p.a. in Atm S.p.a. che verrà sottoposta al Consiglio comunale. Procede quindi l’iter che potrebbe portare all’incorporazione in Atm S.p.a. di Atm Servizi, interamente controllata da Atm, che al momento gestisce il trasporto pubblico locale di Milano e la concentrazione in capo ad un'unica società, Atm S.p.a. appunto, del servizio e della proprietà dei beni. Percorso parallelo è stato avviato anche all’interno dell’Azienda di trasporto pubblico milanese:  il 5 gennaio, l’Assemblea di Atm ha infatti approvato il progetto di fusione. La fusione di Atm Servizi S.p.a. in Atm S.p.a. ha la finalità di rafforzare e rendere più competitiva la società di trasporto milanese oltre che di semplificare la governance fluidificando i processi a beneficio di una migliore qualità del servizio per i cittadini.

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09 gen 2018

AEROPORTO MALPENSA | Dal 25 marzo un nuovo collegamento con Porto operato da Tap Portugal

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Dal 25 marzo Tap Portugal, compagnia aerea di bandiera portoghese, effettuerà un nuovo collegamento aereo bi-giornaliero tra Milano Malpensa e Porto. Ecco gli operativi del volo: MXP 10:50 → OPO 12:35   TP0819   -1-2-3-4-5-6-7- MXP 22:20 → OPO 00:05   TP0817   -1-2-3-4-5-6-7- OPO  06:30 → MXP 10:05   TP0818  -1-2-3-4-5-6-7- OPO  17:55 → MXP 21:30   TP0818  -1-2-3-4-5-6-7- «Tap crede fortemente nel mercato italiano e tornare a operare il Milano-Porto è una sfida vinta e la conferma che l’Italia è un Paese chiave su cui investire – ha dichiarato Araci Coimbra, director global leisure sales and south&west european markets e general manager Italia e Grecia della compagnia portoghese -. In generale Tap sta continuando a investire non solo in termini di network ma anche di flotta e di servizi offerti e i continui successi ottenuti nel 2017 dimostrano come la nostra visione strategica sia vincente». Il vettore ha  chiuso il 2017 «con il numero record di oltre 14 milioni di passeggeri trasportati su base annua, dato mai raggiunto prima in 72 anni di storia, per un incremento del 21,7% e un load factor dell’82,9%, 4,3 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Oggi voliamo verso 83 destinazioni, otto in più rispetto al 2016, e in 34 paesi, quattro in più sul 2016. E questa strategia di espansione continuerà nel 2018».

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09 gen 2018

BOLZANO | Frana in Val Venosta, interrotta la linea ferroviaria

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Una forte ondata di maltempo ha investito nelle scorse ore l'Alto Adige, con precipitazione di notevole intensità su tutto il territorio. La pioggia ha provocato, alle 6.10 di questa mattina, il distacco di una piccola frana di neve e sassi lungo un pendio sovrastante la linea ferroviaria della Val Venosta proprio mentre stava transitando uno dei convogli in servizio: lo smottamento, avvenuto in località Holzbrugg, tra Covelano e Silandro, ha invaso i binari per circa 10 metri con un'altezza compresa fra i 30 e i 40 centimetri, e il treno partito alle 5.42 da Malles vi è transitato sopra. Inevitabile l'arresto automatico del mezzo e la leggera uscita dai binari: all'interno del treno, che ha subito danni molto limitati, vi erano il macchinista e 25 persone, nessuna delle quali ha riportato ferite. Sul posto i vigili del fuoco volontari di Covelano che hanno soccorso ed evacuato i passeggeri e li hanno trasportati presso la stazione ferroviaria di Silandro. "Le cause della frana - ha spiegato il presidente Arno Kompatscher dopo aver lodato il pronto intervento di tecnici e soccorritori allertati dal 112 - risiedono nella combinazione fra le forti nevicate dei giorni scorsi, la pioggia e l'innalzamento delle temperature. Secondo i geologi provinciali, una situazione del genere non si è mai verificata negli ultimi 90 anni, si tratta di un fenomeno naturale assolutamente raro e dunque non prevedibile. Tra l'altro la zona di distacco della frana si trova ampiamente al di sopra dei binari, che distano circa 650 metri". Il treno coinvolto nell'incidente è stato rimesso sui binari ed ha raggiunto senza bisogno di ulteriori interventi l'officina di Malles, i tecnici sono all'opera per valutare lo stato dei binari e delle infrastrutture e gli eventuali danni che necessitano di riparazioni. "Già nel corso del pomeriggio - ha aggiunto Kompatscher - potremmo sapere se la linea sarà riaperta entro la giornata oppure se sarà necessario attendere". Non solo in Val Venosta, però, si sono verificati dei disagi: i tecnici del Servizio strade, infatti, sono all'opera dalle prime ore della giornata per intervenire a causa di piccole frane e cadute di massi. Uno smottamento si è verificato lungo la strada della Val d'Ega, dove la situazione è già tornata alla normalità, mentre su altre arterie, come ad esempio la statale di Passo Mendola, vi sono state delle piccole slavine che comunque non hanno interrotto la circolazione. Breve chiusura, invece, per la strada provinciale Castelrotto-Ponte Gardena per caduta massi, ma anche qui la situazione è tornata sotto controllo e il traffico è ripreso in maniera regolare. Oltre ai tecnici, decine gli uomini dei vigili del fuoco volontari che hanno collaborato agli interventi. "Colgo l'occasione - ha aggiunto l'assessore alla mobilità e al Servizio strade Florian Mussner - per ringraziare i 600 collaboratori che, con l'aiuto di 270 mezzi, si occupano della manutenzione degli oltre 2.800 km. della rete stradale di competenza provinciale. Grazie al loro impegno garantito 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, è possibile offrire agli automobilisti le migliori condizioni di sicurezza possibili in tutte le stagioni".

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09 gen 2018

FIRENZE | Una pista ciclabile sul Lungarno Vespucci

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La giunta comunale di Firenze ha approvato il progetto esecutivo del percorso in sede propria su tutto il lungarno Vespucci, da piazza Vittorio Veneto a piazza Goldoni, in continuità con la pista di lungarno Corsini. Costo previsto quasi 294mila euro.  Farà eccezione il tratto prospiciente il consolato Usa dove non è previsto un intervento specifico dato che in quel punto il lungarno è pedonalizzato. La pista ciclabile disporrà di sede propria sulla carreggiata stradale, separata dalla parte carrabile da un cordolo mentre il marciapiede lato fiume tornerà ad essere dedicato esclusivamente ai pedoni. La realizzazione della pista sulla carreggiata comporterà una riorganizzazione della viabilità veicolare. Prima di tutto il tratto del lungarno Vespucci tra piazza Ognissanti e piazza Goldoni diventerà a senso unico verso Ponte alla Carraia. La viabilità inversa sarà comunque garantita dal lungarno Soderini, già a senso unico verso Ponte Vespucci. Il tratto successivo del lungarno, ovvero quello tra piazza Ognissanti e Ponte Vespucci, rimarrà invece a doppio senso di circolazione. Il mantenimento del doppio senso è previsto anche nel tratto tra via Magenta e il consolato Usa; nessuna variazione neanche per il tratto piazza Vittorio Veneto-via Magenta che rimarrà a senso unico in direzione centro. Per quanto riguarda i materiali, per la pavimentazione sarà utilizzato conglomerato bituminoso in continuità con la sede stradale destinata ai veicoli a motore. Nell’occasione sarà anche rifatta la pavimentazione dei marciapiedi per eliminare sia i tratti deteriorati sia i residui di colore rosso della ciclabile in promiscuo. Per il cordolo sarà utilizzata la stessa tipologia di materiale usato per la delimitazione del marciapiede, ovvero granito, affiancando due liste parallele delle stesse dimensioni in modo da avere una larghezza di 50 centimetri e un’altezza di 15. In questo modo sarà garantita un’immagine omogenea su ambo i lati della ciclabile e unitaria con gli stessi elementi utilizzati storicamente nella zona. Per quanto riguarda i tempi, la gara di appalto sarà bandita a breve in modo da aggiudicare i lavori a marzo e poter così avviare l'opera in estate e portarla a termine entro il 2018.

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09 gen 2018

Metropolitana di Napoli, linea 6 | Problemi per immettere i nuovi treni sulla linea

di Roberto Lentini

A dicembre del 2018 dovrebbero aprire  le nuove stazioni San Pasquale e Arco Mirelli della Linea 6 della metropolitana di Napoli, chiusa dal 2013 per i lavori di estensione della tratta. Il condizionale è d'obbligo visto che ancora manca il deposito treni dove si dovrebbero immettere i nuovi treni, non ancora ordinati, lunghi 39 metri, sui binari. Al momento esiste solo il progetto del deposito che è previsto nell'area Campegna-Arsenale, verso Bagnoli, ma ci vorranno almeno cinque anni per realizzarlo una volta bandita la gara. L'unica apertura attualmente utilizzabile per far scendere i treni sulle rotaie si trova a piazzale Tecchio, dove attualmente si trova un deposito-officina temporaneo, ma il foro ha un'ampiezza massima di 27 metri che non permette il passaggio dei nuovi treni. Per evitare la chiusura, in attesa del nuovo deposito, si utilizzeranno i sei vecchi treni a due casse che furono comprati in vista dei mondiali di calcio di Italia 90. I convogli sono le vetture T67 di Firema, con caratteristiche tipiche di una vettura tranviaria dal momento che al tempo furono ordinate per essere adoperate sulla rete tranviaria, tanto che hanno anche gli indicatori di direzione, ed erano inizialmente provvisti anche di dispositivi di captazione ad asta e rotella. Mezzi che però sono già vecchi e necessitano di manutenzione straordinaria e i cui pezzi di ricambio si trovano con estrema difficoltà e a costi elevati.  

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09 gen 2018

Il primo trasportatore BelugaXL esce dalla catena di montaggio

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E' uscito dal suo hangar di montaggio a Tolosa, in Francia, il primo  BelugaXL la nuova generazione di aereo da trasporto del costruttore europeo Airbus, derivato dalla versatile linea dei grandi A330 widebody. Una volta operativa, una flotta di questi aerotrasportatori di nuova generazione verrà utilizzata per trasportare sezioni complete di aeromobili Airbus tra i siti di produzione europei dell'azienda e le linee di assemblaggio finali in Francia, Germania e Spagna. Il BelugaXL è uno dei velivoli più grandi esistenti al mondo e deriva dall'airbus A330-200. "Siamo partiti dall'A330 - ha affermato Bertrand George, responsabile del programma BelugaXL, - ma sono state introdotte molte modifiche nell'aeromobile. Trasformare un prodotto esistente in un super transporter non è un compito semplice. " Questo primo BelugaXL dovrebbe volare entro la metà del 2018. "L'intero team non vede l'ora di vedere il suo primo volo e, naturalmente, la sua livrea sorridente", ha detto George, riferendosi al grande sorriso che sarà dipinto sul "volto" del grande aereo. Prima del primo volo  l'aeromobile subirà una serie di test per testare i suoi due motori a reazione. Mentre si avviano i test  per il primo BelugaXL è già arrivato a Tolosa il secondo A330 da convertire in un altro BelugaXL Il programma BelugaXL è partito nel novembre 2014 per rispondere alle crescenti esigenze di trasporto di Airbus. Con una lunghezza di sei metri, un metro più largo e una capacità di sollevamento del carico utile di oltre sei tonnellate rispetto alla versione di trasportatore BelugaST che sta sostituendo, il BelugaXL sarà in grado di trasportare entrambe le ali del jet A350 XWB invece dell'ala singola attualmente alloggiata sul BelugaST. Saranno cinque i BelugaXL  programmati per entrare in servizio per le esigenze del trasporto aereo di Airbus. Ti potrebbe interessare: Airbus inizia l’assemblaggio del primo Beluga XL

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09 gen 2018

AEROPORTO DI CROTONE | Il comunicato dell’amministratore Unico Sacal GH S.p.A.

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In merito alla vicenda dell’aeroporto di Crotone vi riportiamo integralmente il comunicato dell'ing. Manlio Guadagnuolo, Consigliere di Amministrazione S.A.Cal. S.p.A. e Amministratore Unico Sacal GH S.p.A. La vicenda dell’aeroporto di Crotone, che è stata nei giorni scorsi stigmatizzata sui media regionali e nazionali, è sintomatica di una gestione inappropriata della S.A.Cal. S.p.A., che si sta operando da circa otto mesi. Fin dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, avvenuto l’11 maggio scorso, sono emerse, in forma chiara ed evidente, due scuole di pensiero e due “modi operandi” totalmente diversi: da un lato, chi, come me, ha promosso azioni volte ad una gestione esclusivamente manageriale e mirata al raggiungimento di obiettivi di sviluppo, di traffico aereo e di bilancio, a breve, medio e lungo termine; dall’altro, chi ha avuto il timone in mano, ed ha effettuato una navigazione a vista, senza alcuna preventiva programmazione e organizzazione. Fin da subito, ho evidenziato che “in una gestione manageriale i sentimenti e i desideri devono trovare conforto nei numeri” e che sarebbe stato necessario predisporre, senza indugio, piani industriali aggiornati e attendibili per gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, nonché il nuovo piano industriale della S.A.Cal., riguardante le prospettive della gestione integrata dei tre scali calabresi, mantenendo quale fulcro l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, non a caso collocato tra gli scali strategici nel Piano Nazionale degli Aeroporti. Tutto ciò sarebbe stato indispensabile per fare una seria previsione e programmazione della gestione unitaria dei tre scali calabresi, con dati attendibili, prospettive concrete e lungimiranti, e obiettivi raggiungibili. Tali considerazioni sono state da me effettuate nell’ambito delle riunioni dei C.d.A. della S.A.Cal., nonché dettagliatamente evidenziate nella relazione da me presentata nella seduta del Consiglio Comunale di Lamezia Terme dello scorso 19 settembre – per la quale ho ricevuto gli apprezzamenti unanimi di tutti i Consiglieri Comunali (sia di maggioranza che di opposizione) – e poi depositata e allegata al verbale del C.d.A. tenutosi nel pomeriggio dello stesso giorno, nel quale ho evidenziato anche le priorità deliberate nello stesso Consiglio Comunale, tra cui, in primis, la realizzazione della nuova aerostazione nello scalo di Lamezia Terme, la redazione dei piani industriali e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Proprio per questo, ritengo siano non peregrine le preoccupazioni del Sindaco di Crotone sul futuro dello scalo pitagorico, avendo evidenziato “lentezza”, “improvvisazione”, “leggerezza”, “assenza di un reale piano di rilancio”, e che “la S.A.Cal. non ha il management necessario per affrontare la sfida della gestione unitaria dei tre scali calabresi”. Ma se è stata operata una gestione improvvisata e raffazzonata da parte della S.A.Cal., nonché priva di alcuna visione strategica, non si può non evidenziare che il management della S.A.Cal., fin dal nostro insediamento, è stato ed è attualmente rappresentato solo ed esclusivamente dal Presidente e Amministratore Delegato Dott. Arturo De Felice, che assomma in sé tutte le deleghe e, quindi, tutte le responsabilità sui risultati presenti e futuri. Al riguardo, nel Consiglio di Amministrazione abbiamo fin dal principio offerto disponibilità e aiuto al Dott. De Felice, con proposte e azioni concrete, non avendo certo l’intenzione di ledere maestà, ma il Presidente ha fortemente voluto operare in forma di “uomo solo al comando”, senza condividere e accettare idee e suggerimenti. Pertanto, pur in assenza dei piani industriali e di una seria e concreta programmazione, l’azione della S.A.Cal. è stata improntata, dapprima, sull’acquisizione della gestione dello scalo di Reggio Calabria, e, immediatamente a seguire, sulla riapertura e gestione dello scalo di Crotone, affidandosi incautamente ad un intermediario commerciale di una compagnia aerea, con i risultati che ben conosciamo. In molti si stanno chiedendo quali saranno gli effetti sul bilancio 2017, ma soprattutto su quello del 2018, della S.A.Cal. S.p.A., per via degli investimenti infruttuosi effettuati finora su Crotone e di quelli effettuati su Reggio Calabria (comprese le spese per le attrezzature e per il personale). Ma di ciò, ad oggi, nessuno è a conoscenza, come non si è a conoscenza delle previsioni di “break even point” per ciascuna delle due nuove gestioni. Ma vi è di più. Pur rappresentando lo scalo lametino il “core business” della S.A.Cal. S.p.A., tale discutibile opera gestionale ha, peraltro, finora, penalizzato lo scalo “strategico” internazionale di Lamezia Terme, per il quale in questi mesi nulla è stato fatto, nonostante le mie sollecitazioni in C.d.A. a potenziare, a brevissimo termine, l’attuale aerostazione (anche implementando nuove aree check-in ed efficienti e moderne infrastrutture informatiche), nonché ad accelerare la realizzazione della nuova aerostazione, indispensabili per scongiurare gli attuali pericoli di sicurezza per i passeggeri nei casi di “troppo pieno” dell’aerostazione, migliorare sensibilmente la qualità dei servizi ai passeggeri ed attrarre nuove aliquote di traffico passeggeri sulle rotte nazionali e internazionali. Infine, nell’ultimo C.d.A. di S.A.Cal. dello scorso mese di dicembre – ancora una volta senza aver prodotto alcun preventivo studio di fattibilità sulla migliore soluzione tecnico-economica da adottare – su proposta del Presidente e A.D. Dott. De Felice, è stato deliberato, con il mio voto contrario, di affidare a terzi la gestione dei servizi di handling negli scali di Reggio Calabria e Crotone, senza valutare se potesse essere più conveniente gestirli attraverso la controllata Sacal GH, godendo in tali scali del monopolio sulla gestione di tali servizi, essendo al di sotto della soglia dei 2 milioni di passeggeri. Diversamente dalla gestione S.A.Cal. sono andate le cose in Sacal GH S.p.A., società controllata da S.A.Cal. S.p.A., che si occupa della gestione dei servizi a terra, ai passeggeri e agli aeromobili, nello scalo lametino, nella quale Sacal GH, dallo scorso 11 maggio, rivesto il ruolo di Amministratore Unico, su nomina del C.d.A. di S.A.Cal. e su proposta del Presidente De Felice “in considerazione della esperienza e professionalità”, come si rileva dal mio curriculum e dal verbale del C.d.A.. Difatti, sulla mia gestione altamente manageriale della Sacal GH, i Consiglieri di Amministrazione della S.A.Cal., tra cui il Presidente De Felice, nella seduta dello scorso 14 settembre “apprezzano l’operato svolto nell’interesse della società controllata”, mentre nell’Assemblea dei Soci della S.A.Cal. dello scorso 9 ottobre e nell’Assemblea del Socio Unico (S.A.Cal.) della Sacal GH dello scorso 14 novembre, sono state evidenziate le risultanze positive dei primi mesi della mia gestione e le previsioni incoraggianti dei risultati di fine anno 2017. Inoltre, nel corso dell’incontro della Sacal GH con le Organizzazioni Sindacali, dello scorso 18 ottobre, su mia proposta, è stato approvato il “Regolamento di valutazione e valorizzazione del personale”, e le OO.SS. hanno dichiarato che si è trattato di un accordo che rappresenta una “svolta epocale” in quanto i lavoratori “non saranno più valutati sulla base di simpatie o raccomandazioni politiche ma sul merito e sul valore di ciascun dipendente”. È chiaro ed evidente, pertanto, che la mia esperienza e opera manageriale rappresenta, in S.A.Cal., elemento di disturbo per “il manovratore” o “i manovratori” del momento. Ma è altrettanto evidente che io sia stato nominato nel C.d.A. della S.A.Cal. non dal Comune di Lamezia Terme ma dall’Assemblea dei Soci della S.A.Cal., e che io sia stato nominato Amministratore Unico della Sacal GH non dal Comune di Lamezia Terme bensì dal C.d.A. della S.A.Cal.. Resta il fatto che la preoccupante vicenda di Crotone è soltanto la punta dell’iceberg dell’attuale discutibile gestione degli aeroporti calabresi. La Calabria, per volare alto, non ha bisogno di presunti manager docili e plaudenti, ma di manager e tecnici autorevoli, seri e competenti, per incentivare (e non spaventare) gli investimenti, soprattutto quelli privati, assolutamente indispensabili per ricreare lo sviluppo e l’occupazione di questa regione. ing. Manlio Guadagnuolo

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09 gen 2018

Ryanair: dal 15 Gennaio bagaglio in stiva a chi non ha l’imbarco prioritario

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Ryanair ricorda ai propri clienti la nuova policy sui bagagli, parte del programma “Always Getting Better”. Ryanair ha introdotto nuove tariffe ora ridotte per il bagaglio da stiva (e ne ha aumentato le dimensioni) per incoraggiare un maggior numero di clienti ad acquistare il bagaglio registrato e ridurre il numero dei passeggeri che si recano al gate d’imbarco con due bagagli. Poiché troppi clienti hanno usufruito della possibilità offerta da Ryanair di portare in cabina gratuitamente due bagagli a mano e alla luce dell’elevato coefficiente di riempimento (95% nel mese di dicembre), nelle cappelliere non c’è spazio a sufficienza e ciò causa ritardi nelle procedure di imbarco e del volo stesso. Per incoraggiare un maggior numero di clienti a imbarcare in stiva i propri bagagli e per ridurre il volume di quelli destinati alla cabina, Ryanair ha introdotto dei cambiamenti della sua policy sui bagagli su tutti i voli come segue: – Il peso consentito del bagaglio da stiva è stato aumentato da 15kg a 20kg per tutti i bagagli – La tariffa per acquistare un bagaglio da stiva è stata ridotta da €35 a €25 per tutti i bagagli da 20kg – Solamente i clienti che hanno acquistato l’Imbarco Prioritario (incluse le tariffe Plus, Flexi Plus e Family Plus) potranno imbarcare due bagagli a mano in cabina* dal 15 gennaio 2018 – Tutti gli altri clienti (quelli senza Imbarco Prioritario) potranno trasportare in cabina il bagaglio a mano più piccolo mentre il più grande (trolley con ruote) sarà collocato gratuitamente in stiva al gate d’imbarco dal 15 gennaio 2018 Kenny Jacobs, Chief Marketing Officer Ryanair, ha affermato: “Ricordiamo ai nostri clienti che da lunedì (15 gennaio 2018), solamente i clienti con l’Imbarco Prioritario saranno autorizzati a portare due bagagli a mano sull’aereo. Tutti gli altri clienti saranno autorizzati a portare in cabina il bagaglio a mano più piccolo, mentre il secondo bagaglio (quello più grande) sarà collocato in stiva (gratuitamente) al gate d’imbarco. In questo modo si potranno rendere più veloci le procedure di imbarco ed eliminare eventuali ritardi. Inoltre la nuova policy bagagli offre ai nostri clienti tariffe più basse per il bagaglio registrato, aumentandone del 33% il peso consentito“. *L’Imbarco Prioritario può essere acquistato a soli €5 al momento della prenotazione, oppure aggiunto successivamente alla prenotazione al costo di €6 ed è acquistabile fino a due ore prima della partenza del volo (su Ryanair.com) e 30 minuti (tramite app Ryanair) prima dell’orario di partenza previsto .

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08 gen 2018

FIRENZE | Con i fondi PONmetro arrivano 30.000 nuovi led

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Partono da oggi gli interventi di sostituzione dei vecchi corpi illuminanti a vapori di sodio e di mercurio con le nuove 30.000 luci a led. La “rivoluzione della luce” coinvolgerà l'intera città fino ad agosto: 1.572 strade, piazze e giardini di tutti e cinque i quartieri saranno interessati dalle sostituzioni (324 nel Q1, 356 nel Q2, 191 nel Q3, 280 nel Q4 e 421 nel Q5). Prosegue così l’operazione di modernizzazione ed efficientamento elettrico degli asset cittadini, iniziata a gennaio 2017 con l’installazione di luci a led su tutti i 3.682 semafori di Firenze, che ha già ridotto di 160mila euro la relativa bolletta elettrica dei fiorentini, passando da 240mila euro/anno a 80mila euro/anno per l’energia dei semafori. Il progetto, quasi interamente finanziato con fondi comunitari PONmetro, è stato messo a punto da Comune di Firenze e SILFIspa. Tante le novità in arrivo rispetto all’illuminazione esistente, con quattro obiettivi principali: più sicurezza, più smart city, meno consumi, meno emissioni di CO2. Per quanto riguarda la sicurezza, il passaggio dalla luce gialla/arancione (le vecchie lampade al sodio e e mercurio) alla luce bianca del led, ad alta resa cromatica, migliorerà la percezione notturna dei colori e la visibilità notturna, a netto vantaggio della sicurezza stradale, aumentando la possibilità, per chi guida e si sposta di notte, di distinguere meglio gli ostacoli. Maggior sicurezza verrà garantita anche dal mantenimento dell’accensione di tutte le luci per tutta la notte: stop allo spegnimento di circa il 30% dei lampioni alle 23.15, come avviene attualmente per ridurre i consumi energetici. Con i nuovi led Firenze diventerà poi ancor più una smart city, con l'implementazione di soluzioni e tecnologie “smart”: nuovi strumenti per il monitoraggio ambientale o acustico della città e possibili nuovi servizi ai cittadini (wifi, sicurezza, ecc.) si potranno installare grazie ai “socket” (punti di connessione elettrica) presenti su ogni corpo illuminante. Meno consumi grazie alla riduzione prevista da 5,2 milioni a 3 milioni della bolletta elettrica cittadina (-40% di spesa, a parità di luce emessa): questo permetterà al Comune di Firenze e a SILFIspa di rientrare dall’investimento in poco più di tre anni. Ed è prevista anche la riduzione dei costi di manutenzione e del numero dei guasti, data l’alta affidabilità dei nuovi corpi illuminanti a led. E ancora, tra gli obiettivi quello di una minore emissione di CO2 nell’ambiente: il minor fabbisogno energetico consentirà una consistente riduzione delle emissioni di CO2, coerentemente con gli impegni presi dal Comune di Firenze nel Patto dei Sindaci (-20% di CO2 entro il 2020). Sarà poi ridotto anche l’inquinamento luminoso dato dalla dispersione della luce emessa direttamente verso l’alto. L’installazione della nuova illuminazione a led in città sarà curata strada per strada, in relazione ai diversi fabbisogni luminosi e alle particolarità di ogni luogo. I nuovi corpi illuminanti a led sono conformi alla normativa RoHS, non contengono materiali dannosi per l’ambiente e, dal punto di vista della tutela della salute dei cittadini, non provocano alcuna emissione di raggi UV e IR.

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