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20 mar 2017

Sciopero aereo, ecco l’elenco dei voli cancellati e quelli garantiti

di Roberto Lentini

Giornata difficile oggi per chi dovrà viaggiare in aereo a causa di due scioperi nazionali. Il primo di 24 ore - a eccezione delle fasce garantite 7-10 e 18-21 - del comparto aereo, aeroportuale e indotto degli aeroporti proclamato dal sindacato autonomo Cub Trasporti, il secondo di 4 ore (dalle 13 alle 17) dei controllori di volo indetto dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl-Ta e Unica.  Alitalia ha cancellato il 40% dei voli programmati per oggi, sia nazionali che internazionali. Sul sito alitalia.com è disponibile la lista completa dei voli cancellati, insieme alle informazioni dettagliate sulle modalità di riprotezione che prevedono il rimborso del biglietto o la possibilità di cambiare il proprio volo senza alcuna penale fino al 4 aprile. La Compagnia ha immediatamente attivato un piano straordinario per riproteggere sui primi voli disponibili – possibilmente in giornata – il maggior numero di passeggeri coinvolti nelle cancellazioni. Alitalia invita tutti i viaggiatori che acquistato un biglietto per volare il 20 marzo a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, chiamando il numero verde 800.65.00.55 (dall’Italia) o il numero +39.06.65649 (dall’estero), oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. Il 20 marzo Alitalia impiegherà su alcune rotte domestiche e internazionali aerei più capienti per facilitare la riprotezione dei passeggeri. Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate la Compagnia ha previsto un rafforzamento del proprio personale per assicurare la massima assistenza ai clienti. E’ stato anche incrementato il numero degli addetti al call center. Anche Ryanair è stata costretta a cancellare, in data odierna, numerosi voli. In questo link potete trovare l'elenco completo dei voli cancellati. In questo link troverete invece tutti i voli garantiti in base alla legge 146/90.  

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20 mar 2017

Alitalia, in arrivo un Boeing 777-300ER per la tratta Roma-Buenos Aires

di Roberto Lentini

Nel piano di rilancio approvato dal nuovo Cda di Alitalia sono previsti, dal 2019, circa 2900 esuberi tra il solo personale di terra e l'assunzione di circa 500 persone sugli aerei tra assistenti di volo e piloti. Sono previsti inoltre 8 nuovi aerei che verranno utilizzati per una decina di nuove rotte di lungo raggio. Tra questi ci sarà il primo Boeing 777-300ER che diventerà così la nuova ammiraglia della Compagnia italiana. L'aereo ha circa otto anni ed è stato utilizzato da Air Austral fino allo scorso novembre. Verrà utilizzato dal 4 settembre sulla rotta Roma-Buenos Aires tre volte la settimana con partenza il  lunedi, mercoledi e venerdi, mentre gli altri giorni rimarrà il Boeing 772. La pianta della mappa mostra una configurazione a tre classi: Business, Premium Economy ed Economy. In Business Class i passeggeri saranno 30, in Premium Economy 24  e 328 in Economy. Una capacità totale di 382 posti a sedere, con 89 posti in più rispetto al Boeing 772. Il Boeing 777 è un Aereo di linea Wide-body a lungo raggio prodotto dall'industria statunitense Boeing a partire dalla metà degli anni novanta.Dotato di due motori a turboventola, è il più grande bimotore del mondo. Il 777-300ER è caratterizzato dalle estremità alari allungate e inclinate all'indietro, da un nuovo carrello principale e da un carrello anteriore rinforzato, e da serbatoi di carburante ausiliari. Il 300ER ha anche subito irrobustimenti della fusoliera, delle ali, degli impennaggi e degli attacchi dei motori. I propulsori standard della serie 300ER, i turbofan General Electric GE90-115B, sono i motori a reazione più potenti in servizio, con una spinta massima in condizioni normali di 513 kN (115 300 lbf). L'autonomia massima di 14.690 chilometri (7 930 miglia nautiche) è resa possibile da un aumento del peso massimo al decollo rispetto al modello 300 e da un aumento corrispondente della capacità di carburante. Il 300ER può volare a pieno carico su distanze del 34% più lunghe rispetto al 300. In seguito ad accurati test di volo alcune variazioni nel peso, unite al miglioramento dei motori e dell'aerodinamica dell'ala hanno permesso di ridurre il consumo di carburante di un ulteriore 1,4%. Foto di copertina: Boeing 777-200 ER Alitalia

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17 mar 2017

A Roma Termini una nuova Sala Blu

di Roberto Lentini

Una Sala Blu completamente rinnovata a Roma Termini darà assistenza ai viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità (anche temporanea), così come agli anziani e alle donne in gravidanza che viaggiano in treno. I nuovi locali si sviluppano su circa 100 metri quadrati di superficie e sono caratterizzati dai colori blu, arancione e grigio. Nel nuovo spazio di assistenza i viaggiatori troveranno, oltre a un ampio desk con tre postazioni per gli operatori, un touch screen e un monitor per conoscere tutti i servizi di assistenza a disposizione, due monitor per gli orari di arrivo e partenza dei treni e un confortevole punto di attesa per l’accoglienza. Aperta tutti i giorni dalle 6.45 alle 21.30, la nuova Sala Blu di Roma Termini programma e coordina i servizi di assistenza in  30 stazioni: 22 nel Lazio, una in Abruzzo e sette in Sardegna. Per contattare la Sala Blu Roma Termini si può chiamare da rete fissa e mobile il numero telefonico 02.32.32.32 (a tariffazione ordinaria) e da rete fissa il numero verde gratuito 800.90.60.60, attivo 7 giorni su 7, dalle 6.45 alle 21.30, oppure scrivere a salablu.roma@rfi.it La sala è stata presentata ieri da Vito Episcopo, Direttore Territoriale Produzione di Roma di Rete Ferroviaria Italiana, ai presidenti delle principali associazioni nazionali impegnate nel campo della disabilità. Negli anni, il numero degli interventi nel Lazio è più che raddoppiato, passando dai 22.500 del 2011 ai 48.200 del 2016, in linea con il trend nazionale che ha registrato un salto dalle circa 150mila richieste del 2011 alle oltre 300mila nel 2016. La massima concentrazione di richieste (oltre l’80%) si registra a Roma Termini dove nel 2016 sono stati eseguiti oltre 39.000 interventi di assistenza. Cresce anche la soddisfazione di quanti utilizzano il servizio, che rilasciano un giudizio positivo per il 98% dei casi. Per prenotare il servizio, completamente gratuito, sono sufficienti solo 12 ore di preavviso, se chiesto telefonicamente durante l’orario di apertura delle Sale, e 24 ore per le richieste con e-mail. Il preavviso scende a un’ora se le località richieste per la partenza e l’arrivo sono inserite nel circuito FAST che comprende le 14 stazioni principali che ospitano Sale Blu (Ancona, Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Piazza Principe, Messina Centrale, Milano Centrale, Napoli Centrale, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Trieste Centrale, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova), cui si aggiungono altri 15 scali (Venezia Mestre, Padova, Milano Porta Garibaldi, Milano Porta Garibaldi Sotterranea, Torino Porta Susa, Genova Brignole, Genova Piazza Principe Sotterranea, Bologna Centrale AV, Pisa Centrale, Roma Tiburtina, Fiumicino Aeroporto, Civitavecchia, Napoli Piazza Garibaldi, Salerno e Palermo Centrale).

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16 mar 2017

Test positivo per il primo treno ad idrogeno Alstom

di Fabio Nicolosi

Alstom ha eseguito con successo il primo test a 80 km/h del primo treno al mondo a celle a combustibile, Coradia iLint, sulla propria pista di prova a Salzgitter, Bassa Sassonia (Germania). Una vasta campagna di prove sarà condotta in Germania e Repubblica Ceca nei prossimi mesi, prima che Coradia iLint esegua il suo primo test con passeggeri. I test che si stanno svolgendo da quattro settimane mirano a confermare la stabilità del sistema di approvvigionamento energetico basato sulla interazione coordinata tra l'unità, la pila a combustibile e la batteria del veicolo. La frenatura è attualmente testato per verificare l'interfaccia fra il pneumatico ed il freno elettrico. Il Coradia iLint è il primo treno passeggeri a pianale ribassato in tutto il mondo alimentato da una cella a combustibile a idrogeno, il che genera energia elettrica per la trazione. Questo treno a emissioni zero è silenziosa ed emette solo vapore e condensa. Coradia iLint è speciale per la sua combinazione di diversi elementi innovativi: una conversione di energia pulita, di accumulo di energia flessibili nelle batterie, e una gestione intelligente della potenza di trazione e di energia disponibile. Sulla base di punta Coradia Lint treno diesel di Alstom, Coradia iLint è particolarmente adatto per il funzionamento su reti non elettrificate. Esso consente il funzionamento del treno sostenibile, pur mantenendo elevate prestazioni del treno. "Questo test è una pietra miliare significativa nella tutela dell'ambiente e l'innovazione tecnica. Con il Coradia iLint e la sua tecnologia delle celle a combustibile, Alstom è il primo produttore ferrovia ad offrire un'alternativa a emissioni zero per i treni di trasporto di massa. Oggi il nostro nuovo sistema di trazione, finora dimostrato con successo sull'anello di prova, viene utilizzato su un treno per la prima volta - un passo importante verso una mobilità più pulita in Europa ", ha detto Didier Pfleger, Vice Presidente di Alstom Germania e Austria. Le prove dinamiche vengono eseguite a Salzgitter a 80 km/h a Velim (Repubblica Ceca) fino a 140 km/h, la velocità massima del Coradia iLint. Ai fini delle prove, una stazione mobile è stato costruita a Salzgitter per pompare idrogeno gassoso nel serbatoio in pressione del Coradia iLint. L'idrogeno usato per l'esecuzione del test è il sottoprodotto di un processo industriale, che è ragionevolmente riutilizzato come prodotto di scarto. A lungo termine, Alstom ha l'intenzione di sostenere la produzione di idrogeno derivato da energia eolica. Il veicolo ha già completato con successo il processo di messa in statica. Tutte le funzioni elettriche e pneumatiche dei treni sono stati testati e verificati da fermo. TÜV Süd ha certificato la sicurezza della batteria, il sistema serbatoio a pressione e la cella a combustibile per le fasi di prova provenienti. Il Coradia iLint è stato progettato da squadra Alstom in Germania presso il sito di Salzgitter, centro di eccellenza per i treni regionali e in particolare in Francia a Tarbes, centro di eccellenza per sistemi di trazione e Ornans per i motori. Questo progetto beneficia del sostegno del ministero tedesco dei Trasporti e Digital infrastrutture. Alstom ha già firmato lettere di intenti per 60 treni con gli stati tedeschi della Bassa Sassonia, Nord Reno-Westfalia, Baden-Württemberg e la tela di iuta associazione trasporti 'Rhein-Main-Verkehrsverbund'.

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16 mar 2017

In arrivo Boom: il jet per “pendolari” transatlantici

di Alessandra Santoni

Un volo dall'Italia a New York (mettendoci un qualche scalo nel mezzo) dura all'incirca 10 ore. Cosa saranno mai per andare dall'altra parte del mondo? Se poi voli di notte, ti fai una bella dormita e al tuo risveglio sei già nella Grande Mela, senza che tu ti sia accorto "quasi" di niente. Ecco, ora prova ad immaginare di metterci solo 3 ore. O, meglio ancora, prova a pensare di raggiungere l'Australia in 7 ore. Non è fantascienza, ma quello che riuscirà a fare Boom, un aereo lungo 52 metri, con una apertura alare di 18, e che potrà raggiungere una velocità di 2.2 Mach, ovvero ben 2716 km/h (oltre il doppio della velocità del suono) senza che i passeggeri neanche se ne accorgano. Dovremo ancora aspettare qualche anno per vederlo all'opera, ma dopo il flop del Concorde che dal 2003 è parcheggiato in un hangar per appagare solamente la curiosità dei visitatori, oggi si torna a parlare di jet supersonici. La start-up americana Boom Technology, finanziati da svariati fondi di investimento e anche da Richard Branson, patron di Virgin, ha raccolto un gruppo di "cervelli" dalla Nasa, Boeing, SpaceX, Lockheed Martin e Gulfstream per lavorare a questo progetto epocale. Erin Fisher, head of flight controls del progetto, ha anticipato che l'aereo avrà dai 42 ai 50 posti, e che il biglietto avrà lo stesso prezzo di un volo in lasse Business, 500 euro andata e ritorno nei voli transatlantici, anche se ovviamente la tariffa sarà scelta dalle singole compagnie. Il primo prototipo biposto uscirà, XB-1, uscirà entro la fine dell'anno e per il 2020 si prevede l'entrata in funzione del jet vero e proprio. Con Boom il termine 'pendolare' potrebbe ampliare notevolmente la sua accezione...  

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15 mar 2017

Il corriere DHL sperimenta la cargo-bike

di Fabio Nicolosi

DHL Express sta sperimentando un nuovo concetto di hub metropolitano per incrementare l'uso delle sue biciclette per la consegna delle merci. Primi test a Utrecht e Francoforte. L'espansione del commercio online ha portato le multinazionali del trasporto espresso a investire molto nella logistica a pedali. La società controllata da Deutsche Post compie un ulteriore passo avanti e ha avviato un progetto pilota che consentirà un maggiore utilizzo della sua cargo bike Cubicycle. Si chiama City Hub ed è un rimorchio personalizzato in grado di trasportare fino a quattro piccoli container di circa un metro cubo di volume (80 x 120 x 100 cm). Il progetto prevede che un furgone trasporti il rimorchio nel centro delle città, dove i contenitori potranno essere caricati rapidamente sulle Cubicycle, le bici cargo create specificatamente da DHL per i vani dalla portata di 125 chilogrammi. Questo tipo di soluzione riduce le emissioni di gas nocivi, minimizzando il chilometraggio e il tempo speso per la strada dai veicoli di consegna standard: infatti, ogni City Hub può sostituire fino a due furgoni, con un risparmio significativo di CO2 (circa 16 tonnellate all'anno). L'uso di contenitori standardizzati, che corrispondono alle dimensioni di un pallet, in abbinata alle cargo bike, consentirà al corriere espresso di trasferire la merce in maniera più rapida all'interno della propria rete, oltre a migliorare le consegne dell'ultimo miglio, soprattutto documenti e piccoli pacchi. DHL Express ha introdotto Cubicycle nel 2015 dopo una sperimentazione avvenuta nella città di Almere, in Olanda. È una bici reclinata a quattro ruote, dove il ciclista è seduto sull'asse anteriore, mentre il carico grava principalmente su quello posteriore. Il trasporto del container è facilitato dalla pedalata assistita elettricamente: una batteria consente non solo di aumentare la velocità ma di superare piccole pendenze, il tutto garantendo un'autonomia di circa cinquanta chilometri. "Il 60 percento delle nostre rotte all'interno delle città è svolto da biciclette e ci aspettiamo che City Hub aiuti ad accelerare questa soluzione. Le biciclette si muovono agevolmente in mezzo al traffico e ogni ora possono compiere il doppio delle consegne di un normale veicolo e soprattutto riducono al minimo l'impatto ambientale" ha dichiarato John Pearson, amministratore delegato di DHL Express Europe. Potrebbe interessarti anche: Bici-Camper: l’innovativa soluzione per le vacanze “green”  

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08 mar 2017

Volvo sperimenta camion pesante ibrido

di Fabio Nicolosi

Il costruttore svedese ha annunciato di avere equipaggiato il suo autoarticolato sperimentale Volvo Concept Truck con una trasmissione diesel-elettrica. La trazione ibrida diesel-elettrica è già venduta da alcuni costruttori nel segmento dei veicoli industriali da distribuzione medi, ma potrebbe avere un futuro anche nei trattori di linea. Volvo ha presentato il Volvo Concept Truck per la prima volta nel maggio del 2016. Ha ulteriormente sviluppato e perfezionato il veicolo in materia di aerodinamica, resistenza al rotolamento e riduzione del peso. Ma la nuova versione dispone anche di una catena cinematica ibrida, una delle prime di questo tipo in veicoli per trasporti pesanti utilizzati per applicazioni a lungo raggio. L'obiettivo della catena cinematica ibrida è recuperare energia nei tragitti in discesa su pendenze superiori all'1% o durante le frenate. L'energia recuperata viene immagazzinata nelle batterie del veicolo e utilizzata per alimentare il camion quando si trova in modalità elettrica su strade pianeggianti o in leggera salita. Per la catena cinematica ibrida, è stata sviluppata una speciale versione avanzata del sistema di supporto alla guida I-See di Volvo Trucks, che analizza la topografia dell'itinerario per stabilire se sia più economico ed efficiente utilizzare il motore diesel o quello elettrico e calcolare il tempo ottimale di utilizzo dell'energia recuperata. È stato stimato che, nei trasporti a lungo raggio, la catena cinematica ibrida consentirà di procedere con il motore a combustione spento per un massimo del 30% del tempo di guida. Questo permetterà di risparmiare il 5-10% di carburante, a seconda del tipo di veicolo e delle relative caratteristiche, oltre che del ciclo di guida. Consentirà inoltre di guidare in modalità completamente elettrica per 10 chilometri, permettendo al veicolo di operare a zero emissioni e rumorosità minima.

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06 mar 2017

Aerei di nuova generazione, più leggeri e meno stress per i passeggeri

di Roberto Lentini

Gli  spazi, l'aria e l'umidità sono certamente dei fattori che creano stress al viaggiatore  soprattutto per quello che riguarda l'umidità interna spesso insufficiente a garantire un adeguato livello di umidità relativa. In genere l'umidità nelle cabine degli aeroplani è inferiore al 10%, ciò non comporta rischi per la salute, ma può causare secchezza cutanea e disagio a occhi, bocca e naso. Su un articolo riportato dal The Economist, si legge che molti dei disagi legati al volare derivano proprio dalla pressione atmosferica e dall’umidità. A un’altezza di diecimila metri, la pressione dell’ossigeno nell’atmosfera è troppo bassa per la vita umana così gli ambienti all’interno degli aerei devono essere pressurizzati. Gli standard FAA impongono di mantenere la pressione dell’aria uguale a quella che si otterrebbe naturalmente all’altezza di 2400 metri con un'umidità relativa bassa. In genere questo fenomeno non dovrebbe causare grossi danni alla maggior parte delle persone ma può essere un rischio per persone che presentano già problemi cardiaci o respiratori generando mal di testa, vertigini, stanchezza, ecc... Il motivo per cui si impone una presurizzazione pari a 2400 metri con un'umidità molto bassa  è dovuto al fatto che una pressione pari al livello del mare sottoporrebbe a uno sforzo enorme l’aereo, inoltre le strutture in alluminio degli aerei  di vecchia generazione si corrodono in ambienti troppo umidi. Oggi grazie alle nuove tecnologie è possibile migliorare il confort all'interno degli aerei utilizzando materiali compositi formati da una matrice polimerica in cui vengono inserite delle fibre, come quelle di vetro o di carbonio per ottenere dei nuovi materiali da costruzione sempre più resistenti, performanti e leggeri che possano sostituire quelli tradizionali, come l'acciaio e l'alluminio. In campo aeronautico i materiali compositi sono molto utilizzati soprattutto grazie al risparmio in peso unito all’alta resistenza a fatica e alla corrosione. Basta pensare che risparmiando un chilogrammo su un aero medio-piccolo come l’Airbus A320, in un anno si risparmiano circa 300 kg di carburante. Con l’impiego di CFRP (fibre di carbonio in resina polimerica) si arriva ad una riduzione in peso del 20% rispetto all’alluminio. Grazie all’elevata resistenza garantita dalla fibra di carbonio è stato possibile alzare la pressione interna, corrispondente a 1.800 metri sul livello del mare e aumentare il tasso di umidità, garantendo una migliore comodità per i passeggeri, soprattutto nelle lunghe percorrenze. Due sono i gruppi più importanti a livello mondiale che producono aerei di nuova generazione, la statunitense Boeing con il Boeing 787 e il consorzio europeo Airbus con l’Airbus A-350 e l'Airbus A-380. Il Boeing 787 è realizzato al 50% in fibra di carbonio e permette di risparmiare circa il 20% in meno di carburante con un confort maggiore per i viaggiatori. Ha sedute più ergonomiche e gli oblò grandi riducono la sensazione di “chiuso” che può generare un senso di claustrofobia. L'Airbus A-350 è realizzato con la fusoliera in fibra di carbonio, mentre i comandi pneumatici e idraulici sono stati sostituiti dall'elettronica, riuscendo a tagliare i consumi del 25% con un aumento del confort dei passeggeri. L'Airbus A-380 è il più grande aereo mai commercializzato al mondo, si affida a componenti che ne riducono drasticamente il peso e gli consentono di trasportare 555 passeggeri per 15.000 km senza scalo. E' costituito per circa il 25% da compositi strutturali, utilizzati per le ali, sezioni di fusoliera, impennaggio di coda e porte. Grazie a questi nuovi materiali viaggiare su questi aerei diventa più piacevole e i passeggeri arrivano a destinazione più riposati e senza stress.    

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01 mar 2017

Un’auto elettrica per gli spostamenti di Papa Francesco

di Fabio Nicolosi

Una Nissan Leaf per Papa Francesco. A donare un esemplare dell'elettrica giapponese al Santo Padre è stato il fondo d’investimento tedesco Wermuth Asset Management, in collaborazione con la piattaforma italiana per la gestione della mobilità elettrica DriWE, che ha voluto così celebrare l'ottantesimo compleanno del Pontefice. La vettura a emissioni zero, dotata di un pannello fotovoltaico per tenere l’abitacolo fresco durante la sosta, sarà utilizzata dal Papa per gli spostamenti di routine. La scelta di donargli un’elettrica è in linea con la filosofia esposta da Francesco nel “Laudato sì” , l’enciclica pubblicata nel giugno del 2015 che si occupa della tutela dell’ambiente e dei cambiamenti climatici. Anche Benedetto XVI spinse perun Vaticano più "green" Prima di lui papa Benedetto XVI aveva fatto un passo nella stessa direzione “green”, facendo installare sul tetto dell’Aula delle udienze progettata da Nervi 2400 moduli fotovoltaici. L’obiettivo, probabilmente, è quello di rendere totalmente green il piccolo stato Vaticano, che si estende su una superficie di 44 ettari e vanta una popolazione di 572 abitanti. “Uno dei primi progetti - evidenzia Luca Secco, Ceo di DriWe, società che si occupa della piattaforma integrata per la gestione della mobilità elettrica - sarà proprio quello di conversione elettrica della flotta di veicoli della Santa Sede”. Non solo mobilità elettrica ma anche diritto alle risorse L’iniziativa sembra esser supportata anche dall’enciclica “Laudato sì”, pubblicata nel giugno del 2015, pochi mesi prima della conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi in cui il Papa chiedeva il rapido sviluppo di politiche verdi in grado di ridurre drasticamente, e in tempi rapidi, le emissioni di anidride carbonica e di tutti i gas altamente inquinanti. A questa si aggiunge il passo deciso verso una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’acqua, risorsa fondamentale per la vita e, come tale, risorsa alla quale tutti devono poter aver libero accesso. La Pontificia Accademia, si legge ancora sulle pagine del quotidiano di via Solferino, proprio su questo importante tema ha convocato un workshop, aperto ai rappresentanti delle varie religioni. Di recente il Vaticano ha lanciato un pacchetto di interventi contro la desertificazione in Sahel. Le numerose vetture del Papa. Durante i vari viaggi intrapresi negli ultimi tempi, sono molteplici le vetture che hanno ospitato Papa Francesco: negli Stati Uniti, per esempio, ha viaggiato a bordo di una Fiat 500L, donata da FCA e poi battuta a un’asta di beneficenza a circa 300 mila dollari, mentre a Rio de Janeiro si era spostato utilizzando una Fiat Idea. Tra le auto utilizzate dal Pontefice c'è anche una Toyota Yaris ibrida, sulla quale è stato avvistato a Roma la scorsa estate.

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27 feb 2017

ERSAT EAV: conclusi test tecnologie satellitari per traffico ferroviario regionale

di Roberto Lentini

Conclusi in Sardegna i test di ERSAT EAV, la tecnologia satellitare per controllare e gestire in sicurezza il traffico ferroviario delle linee convenzionali secondarie, locali e regionali. Oggi l’ultimo viaggio prova fra Cagliari e Decimomannu (linea Cagliari - San Gavino), dove è stato collocato il centro sperimentale. A bordo del treno i vertici delle agenzie europee ferroviarie e di navigazione satellitare. L’obiettivo di Rete Ferroviaria Italiana è omologare e certificare la nuova tecnologia secondo le normative dettate dall’EUAR a livello europeo e ANSF su scala nazionale, attivando la prima linea in Italia entro il 2020. Il nuovo sistema ERSAT EAV è stato illustrato da Maurizio Gentile, Ad e Dg Rete Ferroviaria Italiana (RFI), a Carlo des Dorides, direttore Agenzia Europea per i Sistemi di Navigazione Satellitari Globali (GSA), Joseph Doppelbauer, direttore dell’European Union Agency for Railways (EUAR) e Jean-Pierre Loubinoux, direttore della Union internationale des chemins de fer (UIC). Presenti anche ingegneri e tecnici specialisti di Ansaldo STS (a Hitachi Group Company) e Trenitalia, partner del progetto. ERSAT EAV, primo caso in Europa, integra il sistema ferroviario European Rail Traffic Management System (ERTMS) con quello di navigazione e localizzazione satellitare, GALILEO, e le reti di telecomunicazioni pubbliche. La nuova tecnologia localizza via satellite i treni e si interfaccia con l’ERTMS, sistema che supervisiona il traffico ferroviario. Il dialogo terra/treno (dati e informazioni) è possibile grazie ai dispositivi installati a bordo treno e alle radio base posizionate lungo il tracciato ferroviario. In futuro, il sistema potrà essere installato su circa 28mila km di linee ferroviarie europee, trovando applicazione anche sulle ferrovie concesse. Infatti, grazie alla geolocalizzazione satellitare e alle comunicazioni su reti pubbliche, saranno ridotti i costi di installazione e gestione, rendendo economicamente sostenibili le linee regionali a minor traffico, aumentando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario. Avviata nel 2012, grazie al contributo delle Agenzie Spaziali Italiana ed Europea e di GSA, la piattaforma tecnologica è frutto della collaborazione fra RFI e Ansaldo STS - prima azienda al mondo a mettere in esercizio, su una linea ferroviaria dedicata al traffico merci, il segnalamento ferroviario ERTMS SIL 4 integrato con la localizzazione satellitare. Ansaldo STS ha contribuito a definire i requisiti per supportare l’integrazione fra satelliti e reti di comunicazione radio pubbliche. Inoltre, ha realizzato il sito in Sardegna dove ha verificato la tecnologia utilizzata per il progetto Roy Hill Iron Ore, in Australia occidentale. È in forte crescita l’applicazione di sistemi di navigazione satellitare in campo ferroviario, con l’obiettivo di rafforzare competitività e sostenibilità del settore ferroviario. GSA sta lavorando per integrare le tecnologie di navigazione satellitare esistenti - in particolare GALILEO ed EGNOS – nei sistemi di segnalamento e controllo del traffico ferroviario, aumentando la sicurezza e la comunicazione fra il treno e la tecnologia presente sulla rete.

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