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13 dic 2017

Col 2018 Eurowings introdurrà una BIZclass

di mobilita

Con l’orario estivo 2018 Eurowings sarà la prima compagnia aerea low-cost ad introdurre una Business Class su alcune rotte a lungo raggio. Non si chiamerà Business Class ma BIZclass e festeggerà il proprio debutto in occasione dell’ITB di Berlino, la più importante fiera dedicata al turismo, nel marzo 2018. Sarà disponibile a partire da fine aprile 2018, ma sarà prenotabile già prima in data da definirsi. Una prima foto della nuova BIZclass è stata pubblicata oggi da Eurowings sui suoi canali social Facebook e Twitter. Il teaser lascia intuire quale sarà la nuova offerta dell’anno prossimo per i clienti della compagnia low-cost: Eurowings offrirà posti con più spazio per le gambe, maggiori servizi e naturalmente una poltrona più grande. Con la semplice pressione di un bottone la poltrona di BIZclass si trasformerà in un letto “full flat” di circa due metri: ideale per riposarsi durante un volo lungo. Le classi di Eurowings, BASIC, SMART e BEST rimangono inalterate. Il nuovo prodotto BIZclass offrirà non solo una poltrona più confortevole, ma anche un catering speciale e altri nuovi servizi. “Stiamo affinando l’offerta e abbiamo in serbo ancora un paio di sorprese” ha commentato l’amministratore e CCO di Eurowings Oliver Wagner. “Le presenteremo il prossimo marzo in occasione dell’ITB.” Low-cost e BIZclass non sono una contraddizione per Eurowings. “Sulle rotte con maggior traffico business, ad esempio quelle da Düsseldorf per gli Stati Uniti, New York, Miami e Fort Myers, vediamo una crescente domanda per un prodotto top” ha detto Wagner. E’ chiaro che per il cliente anche il prezzo è importante: “Lanceremo la BIZclass in linea con i prezzi convenienti di Eurowings”.

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13 dic 2017

Frecciargento Genova-Roma verso cambio orario nel 2018

di Roberto Lentini

Il Frecciargento che collega Genova a Roma nel 2018 potrebbe cambiare orario e partire alle 6 del mattino per tornare dalla capitale nel primo pomeriggiointorno alle 15.30. "Stiamo ragionando con Trenitalia di orari che possano essere comodi per il traffico piu' consono a quel genere di convoglio, - ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, - Non e' assolutamente un tema di contrasto con Trenitalia ma una collaborazione per rispondere anche alle richieste degli utenti. Stiamo lavorando a un piano integrato dei trasporti".  In ogni caso secondo il governatore tutto verra' concordato il 12 gennaio quando il nuovo amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, sarà in Liguria per siglare il nuovo contratto di servizio e presentare i nuovi convogli per i pendolari che entreranno in funzione a partire dalla prossima primavera sulla tratta Genova-Ventimiglia per rinnovare tutto il parco circolante entro il 2025, ma con il 60% entro i prossimi tre anni. Per il sindaco di Genova, Marco Bucci, "partire un po' prima sarebbe una cosa positiva perche' si arriverebbe prima a Roma, verso le 10 e non le 11, e si avrebbe piu' tempo per lavorare, con una giornata produttiva. Ritornare alle tre del pomeriggio, invece, sarebbe un disastro, sarei fortemente contrario. Il ritorno deve essere verso le 18 o le 19"

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13 dic 2017

Aeroporto di Genova | Nel 2018 salgono a 40 le destinazioni

di mobilita

Voli di linea diretti per Manchester, Bristol e Londra Luton, cui presto si aggiungerà anche Berlino: sono queste le novità più importanti annunciate oggi nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella sede di Regione Liguria. Al tavolo il Presidente della Regione, Giovanni Toti, quello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, il Sindaco di Genova, Marco Bucci, e il Presidente dell’Aeroporto di Genova, Paolo Odone. Il 2018 si presenta come l’anno della svolta per il Cristoforo Colombo, che passerà dalle 25 destinazioni dirette del 2017 alle 40 del prossimo anno. Tra le novità, i collegamenti con Copenaghen (SAS), Madrid, Mykonos e Lampedusa (Volotea), Tel-Aviv (Israir), che si affiancheranno alle nuove rotte verso Gran Bretagna e Germania. Confermati tutti i voli già operati nel 2017, tra cui le novità di Francoforte (con Lufthansa), Atene (che nel 2018 vedrà anche il nuovo collegamento di Aegean Airlines al fianco di quello di Volotea) e Santorini (con Volotea). In alcuni casi i voli esistenti saranno potenziati, come quello per Amsterdam (il volo, giornaliero, vedrà due frequenze in più nei weekend del periodo di picco estivo) e quello per Parigi (sempre in estate, Air France aumenterà del 27% l’offerta di posti su volo da Genova, operato tre volte al giorno). In tutto saranno 14 le compagnie aeree operanti sul Cristoforo Colombo. “Le novità presentate oggi sono un ulteriore importante segnale per questa città – afferma il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti– I nuovi voli diretti per raggiungere nuove destinazioni in Europa e nel mondo sono il frutto della sinergia e collaborazione tra le Istituzioni di questo territorio. Un segno dell’attrattività della Liguria e delle nuove potenzialità turistiche, sia per coloro che sono diretti all’estero, sia per l’incoming. Di sicuro il 2018 si configura come un momento di crescita e di sviluppo per il nostro territorio che si sta muovendo. Gli investimenti pianificati dall’aeroporto per i prossimi anni che aumenteranno significativamente le superfici disponibili e consentiranno un decisivo ammodernamento dell’aerostazione, garantiranno una maggiore qualità e funzionalità dello scalo e rappresenteranno una preziosa occasione per creare anche nuovo lavoro per il territorio. L’aeroporto di Genova, dopo un periodo di difficoltà legato sia a crisi esterne che alla situazione internazionale, grazie ai numeri del turismo in crescita, delle crociere e del business in generale della Liguria, ha riacquistato, nel 2017, una centralità testimoniata anche dal suo posizionamento tra gli scali di prima fascia”. Grazie ai collegamenti con gli hub di Parigi, Amsterdam, Monaco, Francoforte, Roma, Copenaghen, Atene, Londra, Mosca e Barcellona, ogni giorno sarà possibile volare da Genova verso oltre 600 destinazioni nel mondo con un solo scalo (contro le 400 destinazioni raggiungibili nel 2017). La varietà di compagnie presenti sullo scalo di Genova consentirà ai viaggiatori di scegliere la formula di viaggio migliore optando tra vettori, orari, tariffe, durata del viaggio e aeroporti di scalo preferiti. L’ELENCO COMPLETO DEI VOLI DIRETTI PER IL 2018 Nazionali: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Lampedusa, Napoli, Olbia, Palermo, Roma, Trapani e Trieste. Internazionali: Amsterdam, Atene (Volotea ed Aegean Airlines), Barcellona, Berlino (in vendita nelle prossime settimane), Bristol, Bruxelles, Copenaghen, Francoforte, Ibiza, Londra (Luton, Gatwick e Stansted), Madrid, Manchester, Minorca, Mykonos, Monaco, Mosca, Palma di Maiorca, Parigi, Santorini, Tel-Aviv, Tirana, Vienna e Zurigo. In aggiunta: nuovo collegamento con la Calabria (ancora da definire) e volo charter da Glasgow.

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12 dic 2017

REGIONE MARCHE |15,413 milioni di euro per nuovi autobus

di mobilita

La Giunta regionale delle Marche ha approvato i criteri per la concessione dei contributi per il rinnovo del parco autobus. Lo stanziamento iniziale ammonta a circa 15 milioni e 413mila euro. Altri fondi saranno sbloccati nel corso del 2018.  “Investiamo nel trasporto pubblico locale – informa l’assessore ai Trasporti Angelo Sciapichetti – cogliendo le opportunità offerte da varie linee di finanziamento che si stanno concretizzando  in questo periodo. L’obiettivo è quello di dare continuità al servizio con un parco veicoli qualitativamente adeguato, riducendo l’indice di vetustà media dei mezzi, pari oggi a 14 anni. Prende avvio una nuova stagione di investimenti e rinnovo dei materiali rotabili del trasporto locale, attraverso risorse europee, nazionali e regionali. Ne beneficerà l’ambiente, la vivibilità delle città, il confort degli utenti, la qualità del servizio e la sicurezza”. Sulla base delle stime relative alla vecchiaia dei singoli parchi rotabili in funzione dei fondi attualmente attivati, si prevede una ripartizione per provincia di circa 4,59 milioni per Ancona, 1,517 milioni per Ascoli Piceno, 1,295 milioni per Fermo, 3,704 milioni per Macerata, 4,306 per Pesaro – Urbino. Il riparto definitivo avverrà solo dopo le richieste di assegnazione da parte dei beneficiari. I destinatari dei contributi sono le aziende che gestiscono servizi di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano, singole o associate, destinatarie dei corrispettivi regionali in base al programma triennale dei servizi vigente. La spesa massima ammessa a contributo varia in base alla lunghezza degli autobus. Il contributo pubblico varierà tra il 50% (fondi POR Fesr Marche a cui si aggiunge un 35% di prestito a tasso zero) e il 70% (fondi statali) della spesa ammissibile. Relativamente alla spesa ammissibile, in particolare si va dai 70mila euro per mezzi da cinque a 6,29 metri, fino ai 700mila euro per filobus autosnodati di lunghezza di circa 18 metri. Sono ammissibili a contributo anche i mezzi con non più di sei mesi di vita, in questo caso però i tetti di spesa saranno pari all’80% di quelli relativi ai mezzi nuovi. Nella concessione dei contributi verrà data priorità alle sostituzioni degli autobus più vecchi, che abbiano non meno di 15 anni. Particolare priorità verrà data alla sostituzione di quelli con più 20 anni di età. Per poter essere ammessi a contributo i veicoli dovranno avere determinate caratteristiche antinquinamento, a cominciare, per i mezzi dedicati al trasporto urbano, da motorizzazioni alimentate a metano, elettriche o ibride, salvo che tali alimentazioni non permettano il loro regolare utilizzo per la particolare conformazione orografica dei luoghi d’esercizio. I mezzi dovranno essere dotati, tra l’altro, di dispositivi per disabili, di videosorveglianza e predisposti per il wi fi. La quota del costo d’acquisto degli autobus non coperta da contributo regionale rimarrà a carico dei beneficiari a titolo di cofinanziamento e non potrà essere coperta da nessun’altra forma di contribuzione pubblica

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12 dic 2017

TRIESTE | Tram Opicina presto il ripristino

di Roberto Lentini

E' stato depositato un emendamento alla legge di Stabilità regionale, che assegna un finanziamento di oltre tre milioni in tre anni per la completa messa in sicurezza della linea tranviaria Trieste-Opicina, ora interrotta. Il 16 agosto 2016 due convogli si scontarono frontalmente e da allora il servizio non è stato più ripreso. Caratteristica unica in Europa è quella di possedere un tratto di circa 800 m in forte pendenza (fino al 26%) lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da carri-scudo vincolati ad un impianto funicolare. Serracchiani, che aveva sottoscritto la petizione lanciata dal comitato sorto per la salvezza dello storico tram, ha sottolineato che "l'Amministrazione regionale attribuisce giusta importanza a uno dei più radicati simboli di Trieste, e si muove anche in coerenza con la politica di recupero e valorizzazione di linee ferroviarie storiche, che hanno impatto ambientale sostenibile e sono dotate di attrattiva turistica".

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11 dic 2017

Napoli e Kiev più vicine con Ernest Airlines

di mobilita

Un nuovo collegamento aereo operato da una nuova compagnia aerea, Ernest Airlines,  collegherà l'aeroporto di Napoli con Kiev tre volte la settimana, il lunedì, mercoledì e sabato. Il volo sarà operato con B737-400 da AlbaStar. Sempre dall'aeroporto di Napoli è operativo il volo Napoli – Lviv due volte la settimana il venerdì e domenica.

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11 dic 2017

Sciopero dei controllori di volo del 15 dicembre: Ecco i voli Alitalia cancellati

di mobilita

A seguito dell’agitazione proclamata da alcune sigle sindacali dei controllori di volo per venerdì 15 dicembre (dalle 13:00 alle 17:00), potrebbero verificarsi alcune modifiche dell’operativo dei voli Alitalia.  La Compagnia, inoltre, si è vista costretta a cancellare alcuni voli, sia nazionali che internazionali, previsti per la giornata del 15 dicembre. QUI la lista dei voli cancellati.  Alitalia ha attivato un piano straordinario per limitare i disagi dei passeggeri, riprenotando sui primi voli disponibili il maggior numero possibile di viaggiatori coinvolti nelle cancellazioni: l’80% riuscirà a volare nella stessa giornata del 15 dicembre. Alitalia invita tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per il 15 dicembre a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, sul sito alitalia.com, chiamando il numero verde 800.65.00.55 (dall’Italia) o il numero +39.06.65649 (dall’estero), oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. I passeggeri che hanno acquistato un biglietto Alitalia per viaggiare il 15 dicembre, in caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo nel caso in cui il volo sia stato cancellato o abbia subito un ritardo superiore alle 5 ore) fino al 22 dicembre. Sempre per la giornata del 15 dicembre è prevista un’agitazione del comparto aereo di 24 ore, ad eccezione delle fasce garantite 7-10 e 18-21, proclamata dalla sigla CUB Trasporti.

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11 dic 2017

L’aeroporto di Verona continua a crescere: + 17% i passeggeri registrati a novembre

di mobilita

I dati di novembre confermano la crescita dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona. I passeggeri registrati nel mese sono stati oltre 150.000, in aumento del 17% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le prime tre compagnie per volume di traffico sono state Volotea, Ryanair e Alitalia, che insieme hanno rappresentato il 51% dei volumi complessivi dello scalo. A seguire, Lufthansa e Neos. L’Italia si è confermata il primo paese di destinazione, con una quota di mercato del 42%, seguita da Germania, Gran Bretagna e Spagna. Roma si è attestata come prima destinazione per flussi di traffico, seguita da Palermo e Catania. In quarta posizione Francoforte, che ha superato Londra grazie al nuovo volo giornaliero di Lufthansa che collega il Catullo con il suo hub con tre voli giornalieri. Da gennaio a novembre il volume di passeggeri è stato di oltre 2,9 milioni, in incremento del 10,5% sullo stesso periodo del 2016.

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11 dic 2017

A Bologna gli “Stati generali del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana”

di mobilita

Con Connettere l’Italia, il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo in campo un nuovo Piano per la Mobilità Quotidiana che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese. L’Italia ne ha un grande bisogno, perché presenta un grosso ritardo rispetto agli altri paesi europei per la mobilità urbana e locale. Le ragioni sono molte: infrastrutture inadeguate, invecchiamento dei mezzi di trasporto pubblico, un sistema organizzativo che provoca impatti sull’ambiente e che pesa sulla vivibilità delle nostre città. Tutto ciò grava sulle famiglie anche con un costo – spesso obbligato - di oltre 1500 euro all’anno per chi è costretto ad usare l’automobile  per raggiungere il luogo di lavoro. Ora, per la prima volta nella storia italiana, dal dopoguerra in poi, la mobilità quotidiana è  al centro delle politiche dello Stato per risorse, regole e incentivi messi in campo, e si propone di coniugare ecologia ed economia in un programma di sviluppo che ha importanti ricadute in campo industriale. Un Piano per le linee Metro, Tram e Ferrovie che in soli 3 anni ha messo a disposizione per nuove linee 10 miliardi, dopo che nei 20 anni precedenti gli investimenti di tutti i Governi messi insieme sono ammontanti ad appena 12 miliardi complessivi. Gli ingenti investimenti di questi ultimi tre anni hanno portato dal 2014 ad oggi 27,4 Km di nuove metropolitane con 35 nuove stazioni e 31,8 Km di nuove tramvie con 67 nuove fermate. E sono in corso di realizzazione 63 Km di nuove metropolitane per 74 nuove stazioni e 27,3 Km nuove tramvie/filobus con 117 nuove fermate. Ancora più impegnativo il Piano Mezzi Pubblici che non ha eguali negli ultimi 50 anni, durante i quali lo Stato aveva investito solo 500 milioni complessivi rivolti  al rinnovo del parco mezzi. Negli ultimi 3 anni, invece, sono stati messi a disposizione dal Governo, circa 8 miliardi per il rinnovo del 50% del parco autobus circolante. Nei prossimi 18 mesi entreranno in servizio 5/6.000 autobus a cui faranno seguito dal 2019 al 2033 2.000 autobus/anno, a cui si aggiungono 250 treni entro il 2022 e 300 milioni per nuovi mezzi navali destinati al trasporto pubblico locale. Il Piano per la Mobilità Quotidiana fornirà al Paese anche un’occasione irripetibile per il rilancio di una importante filiera industriale, quella della produzione di treni, tram e autobus e di tutto l’indotto ad essi collegato. Nell’ottica di porre il cittadino al centro dei servizi, molte sono le misure adottate dal Mit in questi tre anni, dalle gare come metodo abituale degli affidamenti, alle misure per disservizi e per contrastare il mancato pagamento del biglietto, ai nuovi criteri per il riparto del Fondo per il trasporto pubblico alle Regioni, con nuovi criteri di riparto che guarderanno anche alla qualità dei servizi superando la spesa storica. Da ultimo la Legge di Bilancio 2018 in corso di approvazione prevede un cambiamento significativo: per la prima volta sono previste agevolazioni fiscali per utenti del trasporto pubblico locale, con particolare riferimento alle grandi aree urbane: detraibilità al 19% dall’imposta lorda delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di TPL, regionale e interregionale  su un costo annuale complessivo  sino a 250 euro; introduzione del “buono TPL”, stabilendo che le somme rimborsate dal datore di lavoro o direttamente sostenute da quest’ultimo per l’acquisto di abbonamenti del dipendente e dei familiari, per effetto della contrattazione integrativa aziendale di imprese e organizzazioni pubbliche, non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente. Le nuove regole, dopo vent’anni dall’ultima riforma, consentono e stimolano una transizione verso una vera concorrenza fra gli operatori dei servizi su gomma e su ferro ed una gestione finalmente industriale della filiera. Le detrazioni fiscali alle famiglie e ai datori di lavoro sugli abbonamenti spingono ad un uso più intenso e più conveniente  del trasporto pubblico. Ma il successo di queste politiche, la svolta definitiva della mobilità quotidiana, non sarà possibile senza il ruolo attivo e centrale di Regioni, Città metropolitane e Comuni ai quali è affidata la responsabilità del trasporto pubblico locale. È per questo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con Anci, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Bologna Città Metropolitana e Ram, ha voluto questi Stati Generali: per informare del lavoro di questi tre anni ma soprattutto per affidare il testimone di queste politiche alle regioni e agli enti locali, alle imprese e ai lavoratori.

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11 dic 2017

Le 10 linee peggiori 2017 secondo Legambiente

di mobilita

Con l'entrata in vigore dell’orario invernale Legambiente lancia la campagna Pendolaria 2017 con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Pendolaria ci racconta un’ Italia a due velocità soprattutto tra le regioni e riguardano il numero dei treni in circolazione, l’età dei treni e l’entità dei tagli avvenuta in questi anni. Solo in pochissime regioni si è mantenuto o aumentato il servizio (il caso migliore è la provincia di Bolzano), in tutte le altre è stato ridotto o al limite è numericamente rimasto uguale ma con tagli in alcune linee (o vera e propria cancellazione di collegamenti) per trasferirli su altre ritenute prioritarie. Nel suo rapporto Pendolaria stila una classifica delle 10 peggiori linee d'Italia. Ecco quali sono: 1) Roma-Lido Continua anche nel 2017 l’odissea dei pendolari della linea Roma-Ostia Lido, che si conferma tra le peggiori d’Italia per i continui disagi, interruzioni del servizio ed anzianità dei treni e delle stazioni. Il servizio di questa linea suburbana gestita da Atac non è assolutamente adeguato ad un bacino d’utenza enorme ed i risultati sono purtroppo evidenti: ormai la linea registra un afflusso giornaliero di 55.000 tra studenti e lavoratori contro i circa 100.000 stimati fino a pochi anni fa, con un calo del 45%. L’età media dei 23 convogli (erano 24 nel 2015) che la frequentano sfiora i 20 anni. Una simile qualità del servizio c’è sulla Roma Nord-Viterbo, sempre gestita da Atac, con treni lentissimi e problemi nelle stazioni che si trovano anche su alcune linee di Trenitalia. Pessima è la situazione anche delle metropolitane, in particolare nella linea B, utilizzata ogni giorno da oltre 345.000 romani, che soffre problemi tecnici incredibili. In teoria la linea B dovrebbe effettuare ogni giorno 428 corse, con una frequenza ufficiale nelle ore di punta di un treno ogni 4 minuti per scendere ad un treno ogni 5 o 6 minuti nelle ore di morbida. La realtà dei fatti è molto diversa, con attese medie di 15 minuti con picchi di 20-25 nella linea B1 per la stazione Jonio, impensabili per una linea metropolitana di una capitale europea. 2) Circumvesuviana Ed un’altra conferma in negativo, ancora un volta, e’ rappresentata dalla ex Ferrovia Circumvesuviana. Questa ferrovia collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per circa 142 km (distribuiti su 6 linee e 96 stazioni) che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerinosarnese. I numeri pubblicati danno un quadro sconfortante: aumento delle soppressioni (4.252 treni), aumento dei ritardi oltre i 15 minuti (26.533 nel 2016), oltre alla quasi assenza di treni a composizione tripla. Eppure c’erano maggiori risorse finanziarie disponibili rispetto all’anno 2015, basti pensare alle decine di milioni di euro di penali che la Regione ha deciso di non applicare restituendo le stesse all’azienda. Nel dettaglio le performance peggiori sono della linea Napoli-Nola-Baiano: 498 soppressi nel 2015, 1.090 nel 2016. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Basti dire che rispetto al 2012 i passeggeri ogni giorno sulla Circumvesuviana si sono ridotti del 22%. 3) Reggio Calabria-Taranto Una linea storica, una straordinaria eredità dei nostri nonni che versa in situazioni di penoso abbandono. La ferrovia Jonica è una linea di 472 km, che collega tre regioni e tanti centri portuali e turistici e che ha visto negli ultimi anni un peggioramento drastico del servizio ferroviario. Tagli ai collegamenti e una situazione mortificante per i pendolari. Con il nuovo orario da Reggio a Taranto, vi saranno 6 collegamenti giornalieri. Il treno più veloce impiega 6 ore e 15 minuti, con tre cambi: a Paola, Castiglione Cosentino, Sibari. Ma da Sibari il treno non c'è più, per cui si continua in pullman. La linea ha continuato a vedere ennesimi assurdi tagli al servizio, pari al 20% rispetto al 2010, con la cancellazione di 4 intercity notte, 5 treni espresso, 7 treni espresso cuccetta, 2 treni interregionali. Si assiste da parte del Governo e delle Regioni all’assenza di qualsiasi idea di rilancio, che porta di fatto all’abbandono della linea jonica a vantaggio del trasporto attraverso pullman spinto anche da investimenti stradali. 4) Verona-Rovigo Ritorna tra le linee peggiori a distanza di due anni la Verona-Rovigo perché troppo poco è stato fatto su questa tratta ferroviaria di 96,6 km che collega due capoluoghi di provincia ed uno snodo importante come quello di Legnago. Il servizio passeggeri è effettuato da Sistemi Territoriali azienda controllata dalla Regione Veneto e la linea è a binario unico se non per due piccoli tratti (per un totale di 15 km). La linea vede 12 coppie di treni transitare ogni giorno mentre nel 2012 se ne contavano 14. E per fare un confronto con il passato, 15 anni fa il treno più veloce ci mettevo 1 ora e 25 minuti, oggi impiega 16 minuti in più. Non c’è poi un sistema di bigliettazione unica che agevolerebbe gli spostamenti tra le diverse località lungo la linea. 5) Brescia-Casalmaggiore-Parma Una delle tratte pendolari più in difficoltà in Lombardia è la Brescia-Casalmaggiore-Parma che  collega centri urbani importanti ed addirittura due tra le regioni a maggiore domanda di pendolarismo in Italia. Si tratta di 92 km, percorsi a 46 km/h di media su cui i pendolari riscontrano quotidiani disagi e condizioni non degne di un collegamento di questa importanza. Il servizio è migliorato rispetto al passato, con 12 coppie treni diretti al giorno, ma ora tutti i convogli impiegano 1 ora e 50 minuti mentre nel 2009 esistevano due coppie di treni che effettuavano meno fermate ed il tempo di percorrenza si riduceva ad 1 ora e 30 minuti. La linea ferroviaria versa in una condizione di abbandono e proprio nel corso dell’ultimo anno si sono verificati una serie di gravi guasti alla linea, che hanno messo a repentaglio la salute e la sicurezza di molti pendolari. Ed il problema e’ che su questa linea il materiale rotabile ha età media superiore ai 30 anni. 6) Agrigento-Palermo I pendolari siciliani rimangono tra i più bistrattati d’Italia, visto che i 5 milioni di abitanti dell’isola ancora aspettano che la Regione stipuli un vero e proprio contratto di servizio con Trenitalia, visto che quello cosiddetto “ponte” e’ scaduto a fine 2016. Per fare un esempio, ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte, ma a livello di popolazione la Lombardia conta “solo” il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni). Un esempio sono i disagi della linea Agrigento-Palermo, lunga 137 km ed elettrificata dagli anni ’90, ma senza un servizio adeguato. 7) Settimo Torinese-Pont Canavese La ferrovia Canavesana è una linea di 40 km, gestita da GTT, che collega Settimo Torinese ai Comuni del Canavese, e da fine 2012 rappresenta parte della linea 1 del Sistema Ferroviario Metropolitano di Torino attraversando la città per arrivare a Chieri. Il servizio è svolto a cadenza oraria fino a Rivarolo, mentre il proseguimento verso Pont Canavese quasi sempre viene effettuato con autobus sostitutivi. 8) Campobasso-Roma Ritorna dopo alcuni anni anche un’ altra linea tra le peggiori d’Italia, la CampobassoRoma, ed il motivo è semplice: un graduale peggioramento del servizio e delle corse a disposizione dei pendolari. La linea è frequentata da molti pendolari, ma sono 7 le coppie giornaliere di treni diretti (per oltre 3 ore e 10 minuti di viaggio), mentre nel 2010 se ne contavano 10, con una diminuzione del 42,8%. La linea è complessivamente di 244 chilometri, ma i problemi sono nella tratta tra Campobasso e Roccaravindola di 75 km a binario unico non elettrificato, che è la principale ragione della lentezza e inadeguatezza del servizio (53 minuti nella tratta tra Campobasso ed Isernia con una velocità media di nemmeno 55 km/h). 9) Genova-Savona-Ventimiglia Con il cambio d'orario di dicembre 2016 è stata attivata la variante di tracciato a doppio binario fra Andora e San Lorenzo al Mare, incluse le nuove stazioni di Andora, Diano e Imperia e sono 17 le coppie di treni diretti tra regionali ed intercity che percorrono il nuovo tracciato giornalmente. Il problema è che il materiale rotabile non risulta assolutamente in grado di soddisfare le richieste dei pendolari e dei turisti con carrozze in condizioni penose, specialmente nel caso dei treni regionali. I convogli sono infatti vecchi, con sedili rattoppati ed i bagni sporchi e maleodoranti specialmente in estate. Ed al contrario nei periodi più freddi i pendolari vedono il passaggio di “treni-frigorifero” con carrozze al ghiaccio perché il riscaldamento spesso risulta guasto. Su questo basta ricordare che la Liguria è l’unica Regione del Nord Italia ad avere una età media dei treni superiore a 19 anni. 10) Bari-Corato-Barletta La ferrovia Bari-Barletta è una linea ferroviaria di 70 km, gestita da Ferrotramviaria, che attraversa un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti e che era fino a due anni fa un esempio di successo nel trasporto ferroviario pendolare. La linea è diventata purtroppo famosa il 12 luglio 2016 quando uno scontro frontale tra due treni, avvenuto nel tratto a binario unico tra Andria e Corato, ha causato la morte di 23 persone e oltre 50 feriti. A seguito dell’incidente la linea è stata chiusa tra Andria e Corato, e sono partiti i lavori per il raddoppio della tratta di 10 km. Su questa linea in precedenza viaggiavano 48 treni al giorno con un tempo di percorrenza di circa 50 minuti ed una velocità media di 60 km/h, mentre ora funziona un servizio sostitutivo di autobus. Nei mesi scorsi Ferrotramviaria aveva annunciato che i convogli avrebbero ripreso a viaggiare in direzione di Bari al massimo in concomitanza con la riapertura delle scuole, a settembre. Invece ad oggi continuano ad operare gli autobus sostitutivi con allungamenti dei tempi per la riapertura della tratta ferroviaria Corato-Ruvo. Qui potete trovare il dossier completo di Legambiente  

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