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04 set 2017

Dal 2 novembre nuovi voli dall’aeroporto di Genova operati da FlyValan

di Roberto Lentini

Parte il 2 novembre il primo volo della nuova compagnia aerea flyValan con base all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova e destinazioni per gli aeroporti di Trieste, Ginevra, Zurigo, Bruxelles e Barcellona I servizi di linea saranno erogati da lunedì a venerdì, mentre durante il fine settimana FlyValan opererà connessioni a domanda (servizi charter) per tour operator, società sportive e altre parti interessate, quali il turismo religioso. Ecco gli operativi di volo: Per effettuare queste tratte FlyValan baserà presso lo scalo di Genova un aeromobile ATR72-500 a 68 posti. Il piano industriale di FlyValan prevede l’inserimento di un secondo velivolo a partire dalla stagione estiva 2018 e fino ad ulteriori tre aeromobili, per un totale complessivo di cinque macchine, entro il triennio 2017-2020. FlyValan, società di diritto rumeno basata a Bucarest, opera come marchio commerciale (il cosiddetto marketing carrier), mentre le operazioni di volo saranno realizzate dalla controllata FlyCompass, aerolinea con AOC (Air Operator’s Certificate) e licenza di volo rumeno, di cui FlyValan detiene il 51% delle azioni. Il 49% delle azioni di FlyCompass è invece posseduto da Valan, primaria realtà internazionale nel campo dei servizi per organizzazioni governative quali World Food Program e United Nations, con sede a Chisinau, Moldova. Le attività commerciali (marketing e vendite, network e revenue management, PR e rapporti con i media) sono curate per FlyValan da diciottofebbraio, primaria società di consulenza specializzata nel settore aviation, che ha anche realizzato per Valan il piano industriale “FlyValan”. FlyValan si posiziona come un vettore regionale al servizio delle esigenze di mobilità dei territori, con un occhio primario al traffico d’affari ma senza dimenticare le esigenze dei segmenti per diporto ed etnico. Le vendite al pubblico dei servizi di FlyValan, realizzate attraverso la sua piattaforma web (www.flyvalan.com) debutteranno ufficialmente intorno al prossimo 8 settembre. Ti potrebbe interessare: Il 4 settembre decolla la nuova compagnia aerea Fly Valan

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04 set 2017

Quattro treni straordinari per la Sagra del Fuoco di Recco

di mobilita

Torna l’appuntamento con la tradizionale sagra del fuoco di Recco e i festeggiamenti in onore di Nostra Signora del Suffragio che culmineranno con gli spettacoli pirotecnici del 7 e 8 settembre e per favorire l’afflusso di turisti Regione Liguria metterà a disposizione quattro treni straordinari. “Anche quest’anno - annuncia l’assessore regionale al Turismo e ai Trasporti Gianni Berrino - cittadini e turisti avranno a disposizione, grazie al contributo della Regione, treni straordinari, oltre a quelli previsti dalla normale programmazione, per raggiungere e ripartire da Recco”. Per favorire l’arrivo e il deflusso delle centinaia di visitatori previsti ai festeggiamenti, Trenitalia ha previsto variazioni di orario con quattro nuovi treni straordinari tra giovedì 7 e sabato 9 settembre. Nella notte tra il 7 e l’8 settembre il Regionale 23635 partirà alle 23.54 da Genova Brignole e arriverà alla Spezia Centrale alle 2.05. Nelle notti tra il 7 e l’8 settembre e tra l’8 e il 9 settembre, il Regionale 23636 con partenza da Recco alle 0.30 arriverà a Genova Brignole all’1.05 e proseguirà come regionale 11288 in partenza all’1.10 da Genova Brignole, direzione Savona (arrivo ore 2.10). L’8 settembre il treno straordinario R 23638 partirà da Sarzana alle 18.40 e arriverà a Recco alle 20.40. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre, il Regionale 23637 partirà da Recco alle 0.40 e arriverà a Sarzana alle 2.35. Tutti i dettagli di orari e fermate, nella locandina in allegato. I treni straordinari garantiranno i collegamenti, da Ponente a Levante, tra Savona, Genova Brignole, Recco e Sestri Levante, La Spezia e Sarzana.

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04 set 2017

Nuovi voli diretti Italia-Ucraina operati da Ernest Airlines

di mobilita

A partire dal 20 ottobre 2017, cominceranno i voli di linea Ernest Airlines tra MILANO BERGAMO e LVIV, conosciuta in Italia come Leopoli (Ucraina). Inizialmente la frequenza sarà bisettimanale – ogni venerdì e domenica – e dal prossimo dicembre diventerà trisettimanale con il volo del martedì. La rotta Milano Bergamo – Lviv è solo il primo passo verso il mercato ucraino, infatti con la stagione invernale, e più precisamente da dicembre, saranno aperte altre quattro rotte: Napoli – Lviv da dicembre; venerdì e domenica. Venezia – Lviv da dicembre; martedì, venerdì e domenica. Milano Bergamo – Kiev da dicembre; lunedì, mercoledì e sabato. Napoli – Kiev da dicembre; lunedì, mercoledì e sabato. Il CEO e fondatore di Ernest Airlines David Girhammar ha dichiarato: “La nostra azienda è dinamica e ricettiva, il personale è molto cortese e disponibile e al primo posto tra le priorità del nostro staff c’è la soddisfazione del cliente”. Il sito web flyernest.com va in questa direzione: è molto user friendly e permette di acquistare biglietti in modo semplice e intuitivo. Girhammar ha continuato: “Vorremmo che il passeggero, quando sale a bordo di uno dei nostri aerei, sentisse di essere entrato a far parte di una famiglia. Siamo felici di continuare il nostro viaggio con le nuove destinazioni in Ucraina: ci aspettiamo una buona risposta dai passeggeri e speriamo che in molti entrino a far parte del mondo Ernest sin da subito.” “Ernest Airlines apre il mercato Italia - Ucraina per ovviare a una carenza di collegamenti tra i due Paesi”, spiega il dottor El Tannir, Business Developer della compagnia. “Puntiamo molto sul traffico etnico. Abbiamo infatti iniziato con l’Albania, collegando la sua capitale Tirana con 10 aeroporti italiani. L’Ucraina è il secondo mercato che Ernest apre” continua El Tannir, “ma l’espansione continua e il nostro business plan prevede la l’ingresso in altri mercati europei, ma sempre con un’attenzione particolare al traffico etnico.” Con i nuovi voli verso Lviv e Kiev, Ernest Airlines si pone l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per tutti gli ucraini che vivono in Italia e di contribuire al consolidamento dei già buoni rapporti commerciali tra i due Paesi.

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04 set 2017

Easyjet lancia l’opzione “hands free” per i bagagli a mano

di Roberto Lentini

La compagnia aerea easyJet ha lanciato un nuovo servizio che si chiama “hands free” e consente ai passeggeri di consegnare il bagaglio a mano appena prima di imbarcarsi su un volo. Il costo dell'opzione è di 5 euro a persona e il bagaglio consegnato viene trattato dal personale di terra con la priorità, quindi sarà tra i primi bagagli a essere scaricato sul tapis roulant all’aeroporto di arrivo. Ai passeggeri che scelgono l'opzione verranno date piccole buste di plastica per mettervi le cose essenziali e potranno anche portare sull'aereo gli ultimi acquisti fatti in aeroporto. Potranno inoltre imbarcarsi subito dopo coloro che hanno acquistato l'imbarco prioritario. Lo scopo è quello di incentivare i passeggeri a consegnare il proprio bagaglio a mano per viaggiare più leggeri e senza stress e, soprattutto, per non occupare lo spazio nelle cappelliere che potrebbe essere indispensabile ad altri. L'idea è stata già sperimentata questa primavera in Francia, e in sole quattro settimane oltre 9mila passeggeri hanno scelto di provarla. Ora "hands free" sarà estesa a tutti gli aeroporti in cui vola la compagnia, ad eccezione del londinese Gatwick.

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02 set 2017

Il volo Bari-Francoforte operato da Lufthansa al via dal 30 ottobre

di mobilita

Il collegamento con il principale hub di Lufthansa verrà effettuato tre volte a settimana. Dal prossimo lunedì 30 ottobre, con l’inizio della stagione invernale 2017/18,  Lufthansa avvierà il volo  Bari – Francoforte. Il collegamento,  sul quale verrà utilizzato un aeromobile Bombardier CRJ da 90 posti, avrà una frequenza trisettimanale (lunedì, giovedì e sabato)  e opererà con il seguente schedulato: Francoforte (FRA) – Bari (BRI)   LH 294                 p. 15.35                a. 17.35   (Lun-Gio-Sab) Bari (BRI) – Francoforte (FRA)     LH 295                 p. 18.15                a. 20.20   (Lun-Gio-Sab) “Bari e Brindisi sono la naturale porta di ingresso a un’area che, anche sotto l’aspetto turistico e culturale, si caratterizza per dinamismo e vivacità, ospitando eventi di portata internazionale e di forte attrattività – commenta Tiziano Onesti, Presidente di Aeroporti di Puglia -. Si pensi, solo per citare alcune manifestazioni, al Festival della Valle d’Itria, appuntamento di livello internazionale per la lirica, alla Notte della Taranta, kermesse musicale di grande popolarità, alle mostre e alle esposizioni allestite in numerose città pugliesi e anche agli eventi organizzati nell’ambito di Matera 2019.  Per questo – conclude il Presidente Tiziano Onesti – è fondamentale disporre, oltre che di collegamenti capillari e diretti con le principali destinazioni internazionali, di voli sui grandi hub europei indispensabili a garantire le migliori connessioni con destinazioni al di fuori dell’ambito continentale.”.  “L’avvio del collegamento, anche per l’importanza del vettore, rappresenta per la rete aeroportuale pugliese un ottimo risultato, sia dal punto di vista commerciale, sia sotto il profilo strategico – dichiara Marco Franchini, Direttore Generale di Aeroporti di Puglia -, poiché consolida quel processo di espansione del network e di miglioramento dell’accessibilità al territorio – anche attraverso hub fondamentali in chiave prosecuzioni – cui dedichiamo particolare attenzione.”.  “La scelta di introdurre i voli diretti da Bari verso il nostro principale scalo di Francoforte testimonia l’importanza che il capoluogo pugliese riveste sia per il traffico d’affari che per quello turistico. Francoforte è la capitale economica della Germania e rappresenta anche un bacino molto promettente sul fronte turistico: questo significa che da un lato le aziende pugliesi avranno un importante strumento in più per sviluppare il proprio business e dall’altro che migliaia di turisti tedeschi potranno raggiungere comodamente la Puglia- afferma Steffen Weinstok, Senior Director Sales Italy & Malta Lufthansa Group – Con questi collegamenti diretti, saremo in grado di offrire ai passeggeri un numero ancora maggiore di comode coincidenze da Francoforte verso il nostro esteso network globale di oltre 174 destinazioni in 71 Paesi nel mondo”.

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02 set 2017

Valle d’Aosta, pubblicato bando per il trasporto pubblico ferroviario

di mobilita

L'Assessorato del Turismo, sport, commercio e trasporti informa che la Centrale Unica di Committenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, in qualità di Stazione Unica Appaltante con funzioni di committenza ausiliaria, ha pubblicato venerdì 1° settembre, il bando per l'affidamento del nuovo servizio di trasporto pubblico ferroviario della Regione autonoma Valle d'Aosta, per un periodo di 5 anni, con possibilità di proroga di ulteriori 5 anni. Il bando resterà pubblicato fino al 21 dicembre 2017, termine ultimo per le Società interessate per presentare la propria offerta. Il bando prevede, per la scelta del contraente, la procedura aperta, ai sensi dell'art. 60 del D. Lgs. 50/2016 e s.m.i., per un importo complessivo presunto a base d'asta di 179 milioni 235 mila 895,26 euro - IVA esclusa - comprensivo dell'eventuale proroga, con aggiudicazione mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il nuovo servizio ferroviario regionale riguarda l'intera linea ferroviaria di competenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, riferito alle tratte Aosta/Torino e Aosta/Pré-Saint-Didier, come stabilito dalla legge regionale n. 22/2016. "Per la Regione autonoma Valle d'Aosta - dichiara l'Assessore Claudio Restano - è una sfida importantissima che le permetterà di valutare l'offerta migliore al fine di assicurare un servizio ferroviario maggiormente efficiente e rispondente alle esigenze dell'utenza valdostana".

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02 set 2017

Cernobbio, studio FS Italiane – Ambrosetti: risparmi fino a 12 miliardi di euro con trasporti urbani efficienti

di mobilita

Possibili risparmi complessivi fino a 12 miliardi di euro all’anno, quasi un punto in percentuale del Prodotto Interno Lordo, con trasporti urbani più efficienti. Questi gli impatti potenziali di una organizzazione ottimale della mobilità nelle 14 Città Metropolitane del Paese in termini di risparmio di tempo, decongestionamento, miglioramento dell’ambiente e della sicurezza. Solo dimezzando i tempi di spostamento, in linea con quelli dei principali Paesi europei, gli italiani potrebbero risparmiare tra i 5,5 e i 7 miliardi di euro all’anno, ovvero tra lo 0,34 e lo 0,44 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL). I dati emergono dallo studio condotto da The European House - Ambrosetti in collaborazione con FS Italiane, presentato ieri a Cernobbio dall’ad e dg del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini. Chi utilizza il mezzo pubblico nelle quattordici aree metropolitane del Paese (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) impiega in media il doppio del tempo che a Parigi, Madrid, Berlino o Londra: 61 minuti per coprire solo 5 chilometri e mezzo. Secondo lo studio FS Italiane-Ambrosetti esiste, però, un margine di miglioramento che può portare a un’inversione di tendenza nell’arco di tre-cinque anni fondata su tre pilastri: la creazione di un solido sistema di infrastrutture di trasporto urbano su rete fissa e la forte integrazione modale correlata a un’efficace pianificazione urbanistica; lo sviluppo di un modello di gestione del servizio collettivo che sia sostenibile a livello ambientale ed efficiente in termini economici; l’aumento degli investimenti in innovazione tecnologica che, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme di servizi integrati, rendano il sistema capace di offrire una migliore esperienza di viaggio. Significativo innanzitutto il deficit infrastrutturale degli impianti a rete fissa che vede l’Italia con 3,8 chilometri di rete metropolitana per milione di abitanti. Lo split modale è fortemente sbilanciato verso la mobilità individuale, autovetture e motocicli (610 autovetture ogni 1.000 abitanti) con il 48,3 per cento a Milano, il 45 per cento a Torino, il 65,5 per cento a Roma e il 78 per cento a Palermo contro il 41,1 per cento di Madrid, il 39,2 per cento di Berlino, il 33,1 per cento di Londra e il 16,6 per cento di Parigi. Lo studio, in modo del tutto originale, elabora l’Indice di Mobilità Urbana che consente di comparare la mobilità delle 14 Città Metropolitane italiane, calcolandone la qualità: ai primi posti Milano con un valore di 8,07, Torino (7,12) e Venezia (6,41). Seguono Roma con 5,60 e Napoli con 5,07 per il Centro-Sud. In coda alla stessa graduatoria si trovano Messina con 4,28, Reggio Calabria (4,26) e Palermo (3,90). Il nostro Paese sconta inoltre una forte frammentazione in fatto di pianificazione e competenze, con una carente integrazione tra scelte urbanistiche e governance della mobilità. Il futuro della mobilità urbana italiana dipende insomma dalla capacità di realizzare un riequilibrio modale verso soluzioni di trasporto collettivo, shift in cui il Gruppo FS Italiane si candida per essere protagonista, player polivalente come pochi altri operatori di trasporto al mondo che può contare sul contributo differenziato delle sue molte partecipate: progettando e realizzando nuove infrastrutture, partecipando a gare per la gestione dei servizi e, laddove possibile, acquisendo operatori strategici.

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01 set 2017

FCU: Chianella “parte un programma di lavori per milioni di euro. altro che chiusura o soppressione!”

di mobilita

  L'assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella puntualizza la situazione di Ferrovia Centrale Umbra, dopo la conferenza stampa di ieri, nel corso della quale è stata annunciata la temporanea sospensione, con la contemporanea attivazione di servizi sostitutivi su gomma, per permettere l'esecuzione dei lavori necessari a rendere questa infrastruttura definitivamente efficiente e adeguata ai nuovi standard di sicurezza richiesti.  "Nessuna chiusura né soppressione! L'azienda ha ritenuto necessario disporre la temporanea sospensione dell'esercizio commerciale, in quanto le attuali  condizioni della rete non consentono l'ordinario svolgimento dei servizi di TPL. La rete rimane infatti operativa per garantire l'espletamento di tutti gli altri servizi in sub affidamento  e per il collegamento con  l'officina della manutenzione del materiale rotabile". "Come Regione – ha affermato Chianella - abbiamo predisposto un Piano operativo di interventi puntualmente notificato, nel mese di giugno, al Ministero Infrastrutture e Trasporti, riguardante l'Infrastruttura Ferroviaria. E, sempre nel mese di giugno, è stato altresì sottoscritto l'Accordo tra Regione, Umbria TPL e Mobilità e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A per la realizzazione sull'infrastruttura ferroviaria regionale umbra, a cura di RFI S.p.A., degli interventi di adeguamento delle infrastrutture ferroviarie regionali attualmente gestite da Umbria TPL e Mobilità S.p.A. Tali interventi si sono resi non più rinviabili in conseguenza dell' avvenuto assoggettamento della rete al controllo da parte dell'Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria dopo l'incidente ferroviario dello scorso anno. In molti, con atteggiamenti populistici e strumentali – ha sottolineato Chianella -, vogliono far credere che l'Umbria stia dismettendo il proprio servizio ferroviario. E' vero esattamente l'opposto e già dalla prossime settimane potremo vedere i cantieri aperti. A cominciare da quello tra Umbertide e Città di Castello. E' stato attivato un imponente programma di investimenti (il più importante realizzato negli ultimi decenni) volto a superare le criticità connesse ad un'infrastruttura che – giova ricordarlo – ha oltre cento anni di vita. Tale programma ha riguardato il superamento del deficit a carattere manutentivo straordinario che si è accumulato nel corso degli anni e l'adeguamento ai nuovi standard di sicurezza richiesti dall'Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria (ANSF)". "Il percorso intrapreso peraltro è il frutto di precise intese tra Regione e Governo e rientra perfettamente nelle strategie nazionali dello stesso Gruppo Ferrovie dello Stato teso ad integrare la rete di trasporto nazionale con le reti locali. E proprio questa è la garanzia che Rfi porterà avanti il programma concordato La realizzazione di questi interventi prelude al definitivo  trasferimento dell'intera rete FCU all'interno del perimetro dell'infrastruttura ferroviaria nazionale al quale si sta da tempo lavorando. Tale situazione apre scenari e prospettive importanti   sia in termini di miglioramento e potenziamento dei servizi ferroviari  che di incremento  della sicurezza dell'intera linea". Il Piano di investimenti riguarda l'Installazione di Sistemi di Protezione Marcia Treni (SCMT) sull'intera rete di 153 Km - Sottosistema di terra con "encoder" da segnale per linee da attrezzare integralmente con impianti segnalamento e di blocco (18 milioni di euro); l'adeguamento standard  di sede ed impianti per la linea con priorità sui tratti armati con traverse in legno (33 milioni di euro); l'apparato Centrale Computerizzato Multistazione (ACC-M) con telecomando da PC terra che di bordo, installato in opera compreso l'attrezzaggio dei posti periferici, della dorsale di comunicazione in fibra ottica, del controllo P.L., compreso le necessarie opere civili e fabbricati tecnologici, dell'alimentazione telefonia e dei sistemi ausiliari (2,27 milioni di euro); l'acquisto di treni diesel e/o elettrici, in composizione bloccata, a 4/5 carrozze, diesel o elettricità media ed alta capacità (6,6 milioni di euro); l'adeguamento e/o soppressione di Passaggi a livello1,4 milioni di euro. "Occorre anche ricordare – ha sostenuto Chianella - che l'assoggettamento al controllo dell'ANSF in luogo del precedente USTIF, in conseguenza dell'incidente ferroviario di S. Giuliano di Puglia, ha accentuato tali criticità e determinato conseguenze in termini di prestazioni di servizio che hanno ulteriormente evidenziato la necessità di accelerare la transizione verso un nuovo modello di esercizio nella direzione prevista dal Piano Regionale dei Trasporti".  "Passi in avanti – ha sottolineato l'assessore Chianella - sono stati fatti anche nella direzione del processo di integrazione che prelude alla prevista introduzione di un modello di esercizio integrato ferro-gomma unico regionale. Tale processo ha subito una forte accelerazione dopo l'approvazione della manovra finanziaria che ha previsto la possibilità di avvalersi di RFI per la realizzazione degli interventi ed anche l'ulteriore possibilità di far rientrare la rete FCU nel perimetro dell'infrastruttura ferroviaria nazionale. Alcuni lavori (per circa 50 milioni di euro) sono stati già eseguiti ed altri sono in procinto di essere avviati (tratta Umbertide-Città di Castello, Raddoppio ferroviario Perugia-Ponte S. Giovanni. PG S. Anna, Galleria Baldeschi, Passaggi a Livello) e che sono destinati a rendere la linea più efficiente e moderna, secondo gli standard nazionali. L'esecuzione di tutti questi lavori programmati – ha concluso Chianella - può risultare incompatibile con il normale esercizio commerciale e dunque si è giunti alla decisione di sospendere i servizi ferroviari programmati per il periodo strettamente necessario al completamento dei lavori e dunque fino alla ripresa dell'esercizio che la Regione attualmente stima nel settembre del prossimo anno e tutto ciò senza nessuna ripercussione sul versante occupazionale. Compito della Regione sarà quello di monitorare costantemente, anche attraverso specifici sopralluoghi, il regolare svolgimento dei lavori ad opera del soggetto attuatore".

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01 set 2017

Utilizzare l’energia dei treni come in formula 1

di Fabio Nicolosi

Il trasporto su rotaia si prepara ad una vera e propria rivoluzione ecologica con un progetto che prevede di ridurre il consumo di energia elettrica su tutta la rete ferroviaria europea: due tecnologie, una importata dalle competizioni automobilistiche. Si chiama MyRails il progetto che coinvolge diversi Paesi europei e sedici partner fra cui Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana(Rfi), la metropolitana di Londra e di Madrid, ma soprattutto l'Inrim un ente pubblico di ricerca scientifica che svolge per l'Italia le funzioni di istituto metrologico nazionale, costituendo il presidio di gran parte della metrologia, la scienza delle misure (metro, chilogrammo, secondo, ampere, kelvin, mole e candela). Lo studio prevede l'utilizzo combinato di due tecnologie in grado di evitare la dissipazione dell'energia elettrica impiegata dai convogli ferroviari. La prima è il Kers (Kinetic Energy Recover System), dispositivo elettromeccanico già montato sulle macchine di Formula 1, che consente di recuperare parte dell'energia cinetica del treno durante la fase di frenata e di trasformarla in energia meccanica o elettrica, nuovamente spendibile per la trazione del mezzo o per l'alimentazione dei suoi dispositivi elettrici. La seconda prevede l'installazione di sottostazioni bidirezionali, una sorta di caricabatterie posizionati sotto i binari, in grado di accumulare l'energia liberata dal treno quando si ferma in stazione. L'elettricità, solitamente, viene trasformata in calore e dispersa, ma con questi generatori sotterranei potrà essere trasferita ad altri vagoni vicini o venduta alle locali società energetiche. Si tratta di una svolta verde nel mondo della strada ferrata, con risvolti positivi anche da un punto di vista economico: infatti, secondo gli studi si eviteranno oltre due milioni di tonnellate di emissioni in atmosfera di anidride carbonica, con un risparmio che varierà dall'11 al 20 per cento di tutta l'elettricità consumata ogni anno dalla rete ferroviaria europea, circa 400milioni di euro. La fase di sperimentazione inizierà a settembre 2017 (fino al 2020), per un costo di 2,5milioni di euro finanziati da Horizon 2020, il programma europeo dedicato alla ricerca applicata e all'innovazione tecnologica e da Euramet, la rete internazionale degli istituti di metrologia. "La ricerca servirà anche a quantificare con precisione i consumi elettrici dei treni. Fino ad oggi le società di gestione delle ferrovie in Europa hanno sempre pagato un forfait annuale per l'elettricità, ma dal 2019 il conto sarà bilanciato sul consumo effettivo di energia" ha spiegato Domenico Giordano, ricercatore dell'Inrim e coordinatore del progetto.

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31 ago 2017

Avviati i collegamenti dal porto di Capo d’Orlando verso le Isole Eolie

di Fabio Nicolosi

Sono stati due bambini i primi passeggeri dell’Eolian Princess, la motonave della Tar.Nav. che da oggi effettua il collegamento con le Isole Eolie dal Porto di Capo d’Orlando. Al primo imbarco, che ha fatto registrare il pienone di passeggeri, era presente anche il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata Militello, Giovanni Pigna, che ha firmato l’ultimo atto autorizzativo sul pontile destinato all’attracco. “Tassello dopo tassello, la struttura portuale prende forma – commenta il sindaco Franco Ingrillì – il collegamento con le Eolie è un servizio fondamentale che si integra al meglio in un’opera che sta dando dimostrazione di grande vitalità”. Il Sindaco Ingrillì ringrazia sia il Comandante Pigna che il responsabile dell’Ufficio Locale Marittimo Giuseppe Biondo “per l’attività svolta finalizzata all’apertura del bacino portuale di contrada Bagnoli che è un esempio di funzionalità e sicurezza”.

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