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07 nov 2018

Arriva la sorveglianza 5G per le stazioni ferroviarie

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In occasione dell’evento “Vodafone 5G Experience Day” dedicato a partner, start up e imprese coinvolte nella sperimentazione 5G a Milano, Vodafone ha presentato una soluzione innovativa di video sorveglianza con video analisi per le stazioni ferroviarie su tecnologia 5G, sviluppata con IBM e Ferrovie dello Stato Italiane in sperimentazione presso la Stazione Centrale di Milano. La soluzione consiste in un sistema di videocamere ad altissima risoluzione collegate tramite rete 5G a un sistema di elaborazione e video analisi delle immagini gestito sull’architettura di Multi-Access Edge Computing (MEC) della rete Vodafone. Il sistema di video analisi consente di identificare in maniera automatica una serie di situazioni anomale o di pericolo mentre l’acquisizione dei video e l’applicazione degli algoritmi di analisi intelligente su piattaforma 5G fornisce allarmi in tempo reale, consentendo di reagire in maniera tempestiva. L’operatore della centrale di controllo della stazione ferroviaria viene allertato in tempo reale nel caso di intrusioni in aree non consentite, rimozione e danneggiamento di oggetti, assembramenti anomali e può visualizzare i particolari tramite video e immagini, nel pieno rispetto delle norme relative alla privacy, per decidere prontamente la modalità di intervento più appropriata. “L’introduzione del 5G consente di dislocare le telecamere all’interno della stazione ferroviaria con la massima flessibilità, senza dover eseguire cablaggi di rete" – afferma Sabrina Baggioni, Direttore Programma 5G di Vodafone Italia. "Questo consente di ridurre drasticamente i tempi e i costi di implementazione degli impianti senza rinunciare alla qualità delle immagini acquisite, che grazie al 5G possono essere trasmesse ad altissima risoluzione. Inoltre, la collocazione e gestione dei sistemi di video analisi nell’infrastruttura di edge cloud all’interno della rete Vodafone fornisce le informazioni in tempo reale e garantisce la massima sicurezza ed affidabilità”. “Le infrastrutture ferroviarie sono presenti in tutto il territorio nazionale, per questo motivo abbiamo partecipato con grande interesse, insieme a Vodafone Italia e IBM, alla sperimentazione della tecnologia 5G nella Stazione Centrale di Milano” – ha dichiarato Alessandro La Rocca, Direttore Innovazione e Sistemi informativi di FS Italiane. “Il lavoro fatto ci permetterà di allargare il campo d’azione e di sviluppo di questa nuova tecnologia non solo all’ambito della security, ma anche al più ampio scenario dell’Internet of Things. Continueremo quindi a sostenere con interesse le iniziative di sviluppo della tecnologia 5G”. Vodafone è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l'obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.  Sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e industria 4.0, education e entertainment, digital divide.

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05 nov 2018

GENOVA | A breve riapertura al traffico veicolare di corso Perrone

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A breve corso Perrone potrà essere riaperta al traffico veicolare e potranno anche riprendere le attività produttive delle aziende in zona rossa (lato ponente). Oggi è infatti arrivato il via libera da parte della Commissione tecnica, dopo la definizione delle soglie di attenzione del sistema di monitoraggio, sulle pile sovrastanti la strada, del troncone di ponente di Ponte Morandi. Per la riapertura saranno necessari alcuni lavori per garantire la sicurezza: un impianto semaforico collegato al sistema di monitoraggio a sensori (come per via 30 giugno) e la creazione di una mantovana a protezione della strada da eventuali cadute di materiali dal viadotto. Contestualmente, anche le aziende della zona rossa dovranno applicare delle regole sulla sicurezza e prevedere piani efficaci per eventuali evacuazioni. La riapertura di questa strada permetterà anche di riattivare i collegamenti dei mezzi pubblici tra i quartieri a nord di ponte Morandi e l’area di Campi, permettendo così ai dipendenti della zona tempi più celeri per gli spostamenti da e per il posto di lavoro

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04 nov 2018

CAGLIARI | Chiusi parchi, cimiteri e siti dei Beni Culturali per le forti piogge

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La pioggia intensa e i temporali che stanno interessando la città di Cagliari hanno portato alla chiusura di cimiteri, parchi, musei e tutti i siti dei Beni Culturali cittadini. Fa eccezione il Parco della Musica all’interno del quale non ci sono situazioni di pericolo. La chiusura dello stesso causerebbe disagi a chi lo attraversa e a chi utilizza il relativo parcheggio. La riapertura di tutti i luoghi pubblici verrà comunicata non appena cesseranno le condizioni di pericolo.

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03 nov 2018

FIRENZE | Domani inaugurazione della nuova via Gioberti

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Domenica 4 novembre alle 16,30 si terrà l'inaugurazione della nuova via Gioberti dopo gli interventi di riqualificazione della mobilità, sia pedonale che viaria, voluti dall'Amministrazione. I lavori hanno riguardato in particolare il tratto da via Beccaria a via Villari Per i marciapiedi si è utilizzato il lastrico in pietra forte fiammata delimitata da una lista nello stesso materiale e una zanella in cemento. La stessa pavimentazione è stata proposta in corrispondenza degli incroci dove saranno realizzati spazi pedonali protetti con dissuasori di sosta. L'intrattenimento vedrà l'intervento di sbandieratori, di artisti di strada, spettacoli di ballo e animazione per bambini. Ti potrebbe interessare: FIRENZE | Al via i lavori in via Gioberti

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01 nov 2018

NAPOLI | Allerta meteo idrogeologica ed idraulica

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La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo idrogeologica ed idraulica valevole a partire dalle 8 di oggi e fino alla stessa ora di venerdì 2 novembre. Sulle zone 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Area vesuviana),2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini) e 5 (Tusciano e Alto Sele), in ordine alle criticità idrogeologiche derivanti dalle precipitazioni, ossia rispetto all'impatto al suolo delle piogge, il livello di allerta ha un codice colore Arancione. Il quadro meteo, da questo punto di vista, evidenzia, infatti, “precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o locale temporale, puntualmente di moderata o forte intensità”.In relazione a tali previsioni, si evidenzia dal punto di vista del rischio, la possibilità, tra l'altro, di “frane superficiali e colate rapide di detriti o di fango; significativi ruscellamenti superficiali; allagamenti di locali interrati e al pian terreno; innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua minori con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, anche per effetto delle criticità locali come tombature, restringimenti, occlusioni delle luci e dei ponti; cadute massi e instabilità di versante”. Sulle altre zone di allerta (4, 6, 7, 8, ossia la restante parte del territorio regionale) sempre dal punto di vista del dissesto idrogeologico , il livello di criticità connesso alle precipitazioni piovose, è invece Giallo nonostante vi siano gli stessi fenomeni attesi in ordine a rovesci e temporali, poiché diverso è l'effetto al suolo atteso. Il codice colore riguarda solo ed esclusivamente il livello di allerta connesso al dissesto idrogeologico e il rischio idraulico derivante da piogge e temporali.L'avviso meteo della Protezione civile, tra i fenomeni rilevanti evidenzia anche vento forte o temporaneamente molto forte sud orientale con raffiche nei temporali e conseguente mare agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. Questo aspetto dell'allerta per vento e mare non ha correlazione con la criticità idrogeologica e del codice colore. In particolare, anche in zone in cui vige l'allerta idrogeologica Gialla, si prevede vento molto forte. Si precisa che i Comuni e le autorità competenti in materia di Protezione civile dovranno tenere conto dei Bollettini meteo, degli avvisi e delle avvertenze in essi contenute che vengono diramati dalla Sala operativa regionale (Soru) ai referenti istituzionali. La Protezione civile regionale raccomanda di porre in essere o mantenere in vigore tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni attesi, sia in ordine al rischio idrogeologico che in merito al vento atteso e quindi di prestare attenzione al verde pubblico e a tutte le strutture esposte alla sollecitazioni dei venti e del mare. L'allerta che scatta in considerazione del bollettino meteorologico nazionale del Dipartimento della Protezione civile e del bollettino meteo regionale e rispetta il vigente sistema di allertamento regionale, contiene l'avviso meteo, l'avviso di criticità idrogeologica ed idraulica con il relativo codice colore e i principali scenari di evento ed effetti al suolo attesi in relazione alle precipitazioni piovose previste.

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01 nov 2018

ROMA | Nuove aeree di sosta per il bike sharing

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Incentivare il bike sharing garantendo standard minimi di servizio, nuove aree dedicate alla sosta delle bici e aprendo il mercato a nuovi operatori pubblici o privati.  Con questi obiettivi la Giunta capitolina ha approvato le linee guida per lo svolgimento del servizio sul territorio di Roma Capitale, attraverso una sperimentazione di tre anni. Il Dipartimento Mobilità e trasporti dovrà quindi individuare, mediante avviso pubblico, le aziende interessate. Viene inoltre avviata un’attività di “ricognizione delle aree pubbliche” da destinare alla sosta delle biciclette. Il tutto in collaborazione con le strutture municipali. Le nuove linee guida sul bike sharing a flusso libero prevedono standard minimi di servizio che tutti gli operatori interessati saranno tenuti a rispettare, sia per quanto riguarda le aree di sosta da utilizzare, sia per il ritiro delle bici non più utilizzabili o soggette a eventuali atti vandalici. I mezzi dovranno essere geolocalizzati attraverso un’applicazione o sito web e i gestori dovranno svolgere indagini periodiche sul gradimento del servizio. “Vogliamo che il bike sharing diventi uno dei pilastri della mobilità sostenibile della nostra città. Abbiamo fissato regole certe con l’obiettivo di garantire ordine e incentivare gli operatori a investire su Roma. Promuovere modelli di mobilità integrata e sostenibile rimane nostro obiettivo primario”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo già avviato un confronto con il territorio per individuare le aree da dedicare al posteggio delle biciclette. La manifestazione d’interesse chiarirà in che direzione sta andando il mercato, così come l’individuazione delle aree di sosta rappresenta una spinta in più allo sviluppo del bike sharing”, spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

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31 ott 2018

PORTO DI TREMESTIERI | Chiuso per le mareggiate dei giorni scorsi

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Chiuso il porto di Tremestieri per le mareggiate dei giorni scorsi che hanno trasportato circa 50 mila tonnellate di sabbia non consentendo l'ingresso e l'uscita delle navi. La prossima settima, non appena arriverà la draga da Chioggia, inizierà il dragaggio, nel frattempo il traffico è deviato per la città di Messina "La Capitaneria - dice la Uil Trasporti -, come abbiamo più volte sollecitato, deve intervenire preventivamente senza attendere che siano i comandanti a prendersi rischi sulla sicurezza delle manovre di approdo che in questi giorni abbiamo riscontrato".

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30 ott 2018

VENEZIA | Domani riaprono scuole e palestre

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In seguito all'eccezionale acqua alta che ha interessato Venezia negli ultimi giorni e in vista della riapertura delle scuole della Città di ogni ordine e grado prevista per domani, mercoledì 31 ottobre, i tecnici del Comune di Venezia, assieme a quelli di Ames, hanno effettuato nella giornata di oggi una serie di sopralluoghi e di interventi di pulizia che, grazie all'impegno dei dipendenti comunali e della società partecipata, continueranno anche dalle ore 7 di domani mattina, così da permettere il regolare svolgimento delle lezioni. All'esito del monitoraggio è emerso che tutte le scuole dell'infanzia e gli asili nido potranno essere riaperti regolarmente ad eccezione della scuola d'infanzia comunale Diego Valeri (Dorsoduro, Fondamenta dei Cereri 2447/i, dietro Piazzale Roma), dove è stata rilevata una perdita di gas dal pavimento. Italgas, Vigili del Fuoco e Manutencoop sono già all'opera per risolvere il guasto, ma si è ritenuto di non riaprire la scuola per la giornata di domani. Mercoledì 31 ottobre inoltre, come comunicato dal Settore Sport del Comune di Venezia, potranno riprendere anche tutte le attività ludico/sportive nelle palestre e in tutti gli spazi dedicati a tali discipline.

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30 ott 2018

ROMA | Riaperta via Masaniello, sarà dedicata al trasporto pubblico

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Via Masaniello, la strada che collega via Tiburtina all'omonima stazione, è stata riaperta al traffico pedonale e a quello del trasporto pubblico. La strada era chiusa dal 2015, per motivi di sicurezza che hanno reso necessaria la manutenzione. I lavori, oltre al rifacimento del manto stradale, hanno riguardato interventi di ripristino del marciapiede, del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, delle caditoie e delle condotte fognarie. A seguito delle necessarie valutazioni, è stato deciso che via Masaniello sarà una preferenziale dedicata ai mezzi di trasporto pubblico, per consentire un migliore flusso verso il capolinea della stazione Tiburtina. Ripristinati i percorsi delle linee di bus C2, 111, 111F, 120F, 163, 211, 309, 409, 441, 448, 545, N2, N17, N23. Ripristinato anche il capolinea in piazzale della Stazione Tiburtina per le linee 71 e 492.

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29 ott 2018

Ecosistema Urbano 2018, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città capoluogo

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Ecco l’Italia che fa, che fa bene e spende bene: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza guidano la classifica del rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città. Traballa il cliché del centro urbano ricco, medio-piccolo e settentrionale come luogo predestinato alla qualità ambientale: il vero divario è tra città formica, laboriose, e città cicala, che assecondano la crisi ambientale urbana.  Smog, trasporti e gestione idrica: andamento troppo lento nelle performance ambientali delle città italiane. Tra le metropoli male Torino. Malissimo Roma, Napoli, Palermo e Catania. L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. È l’Italia dei capoluoghi in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano di quest’anno: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza. Ed è anche l’Italia dell’AreaC e della mobilità condivisa di Milano, della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, della tramvia di Firenze (e magari in prospettiva quella dell’ambiziosa rete su binari di Palermo), che contiene lo spreco di acqua come Macerata e Monza, che investe sul solare come Padova, che teleriscalda 6mila studenti delle superiori come ha fatto Udine esattamente un anno fa. O ancora è quella parte di Paese che amplia gli spazi a disposizione dei pedoni come ha fatto Firenze, che allarga come Bergamo la Ztl fino a farla diventare la più estesa d’Italia o diventa bike friendly come Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano con la sua ciclopolitana e Pesaro con la bicipolitana. Attenzione a non leggere queste esperienze come casi isolati, best practice solitarie. Se è vero che persiste, ben salda, l’altra faccia della medaglia (i capoluoghi a tutt’oggi in allarme ora per smog e congestione, ora per i rifiuti o l’acqua) è altrettanto evidente una dinamicità, un cambiamento, uno sforzo di uscire dal passato che ha contaminato diverse città, che è ben strutturato e ha bisogno di essere sostenuto e agevolato. È in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente, giunto alla sua venticinquesima edizione, presentato oggi a Milano e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici. Quella urbana è grande questione nazionale. E non si può lasciare solo alla capacità e alla buona volontà di questo o quel sindaco la scelta se affrontare o meno - e con efficacia - criticità, inefficienze, emergenze. Dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. «Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico. Su alcuni fronti le politiche ambientali nelle nostre città migliorano anche in modo inaspettato, come nel caso dei rifiuti e dell’economia circolare, su altri, ancora troppi, c’è molto da lavorare. Spesso è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia, come fatto ad esempio sulle leggi italiane per la lotta all’inquinamento da plastica, più volte copiate nella UE. Speriamo che questo possa avvenire non solo per le politiche urbane ma per tutte quelle ambientali del nostro Paese”. «Ci sono evidenti comportamenti dinamici di una parte dei centri urbani – aggiunge Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti e Lorenzo Bono del report – e una stasi altrettanto chiara in altri che ci porta a distinguere due specie distinte, due categorie opposte, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte città formica, laboriose, che non s’accontentano, dall’altra città cicala, che cantano future trasformazioni e in realtà assecondano la crisi ambientale urbana anziché cercare di correggerla. Insomma il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido Lo dimostrano i balzi avanti della metropoli Milano e della meridionale Cosenza. Non più liquidabili come singole eccezioni, dal momento che Ecosistema Urbano registra prestazioni positive anche a Oristano, Macerata, Pesaro». E sono proprio queste città cicala a fare da zavorra a una rapida e positiva evoluzione della qualità ambientale urbana. Infatti la sfida per migliorare lo stato di salute delle città italiane procede troppo a rilento e per di più è ancora affidata alla lungimiranza e alla buona volontà del sindaco di turno. Più in generale di fronte alle difficili sfide della lotta ai cambiamenti climatici, della riduzione di tutti gli impatti ambientali, della tutela della salute e della maggiore vivibilità delle città italiane, ancora non ci siamo. Quest’anno in coda alla classifica di Ecosistema Urbano si piazzano Catania, Agrigento e Massa. Mentre uno sguardo alle grandi città mostra situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel ’94 Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime trenta, Torino addirittura quarta nel ‘98 e nona l’anno successivo e poi, da oltre dieci anni, sempre abbondantemente sotto la sufficienza. Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Per ora pubblichiamo un’anticipazione dello spazzatour – il viaggio dei rifiuti verso luoghi lontani da quello dove sono stati prodotti. Ebbene la Capitale fa fare ai propri rifiuti un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero: ad esempio i resti di un’insalata consumata vicino al Colosseo possono arrivare a centinaia di km di distanza e complessivamente decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 disperdono scarti romani verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o addirittura oltre confine. Elaborando i dati Ama stimiamo che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani ben 44 vengano portati a spasso verso altre province e regioni. Anche Milano è protagonista di un eccessivo e negativo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino. Unica differenza ma rilevante: il raggio dello spazzatour meneghino è decisamente più contenuto. Una selezione di singole buone pratiche legate a Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente a Rimini nel corso di Ecomondo (8 novembre): un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. Un’ultima notazione riguarda l’ampliamento dei temi affrontati. Con questa edizione del report abbiamo raccolto dati statistici sull’accessibilità dei capoluoghi in collaborazione con la Fondazione Serono.  Una prima analisi, la prima anche per l’Italia, sarà pronta nei primi mesi del 2019 e speriamo diventi la base per stimolare la costruzione di città universalmente fruibili. Nella convinzione che una città attenta alle esigenze delle persone con esigenze speciali è una città migliore. Per tutti.

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