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18 set 2018

MILANO | Inaugurate le aree verdi di piazza Duca d’Aosta, al via il restyling di Luigi di Savoia

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Questa mattina sono state inaugurate le aree verdi di piazza Duca D’Aosta riqualificate nell’ambito di seMiniAmo, l’iniziativa realizzata da Zack Goodman in collaborazione con il Comune di Milano e il terzo settore, e sono partiti i cantieri per la riqualificazione di piazza Luigi di Savoia. Due interventi che trasformeranno l’area in un luogo più vivibile e decoroso per gli oltre 400mila milanesi e turisti che ogni giorno vi transitano. “Stiamo lavorando per trasformare le aree attorno alla Stazione Centrale da strade di passaggio a luoghi di socialità – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran –. Se grazie all’intervento di Zack Goodman renderemo più verde e decorosa la piazza riqualificata dall’Amministrazione nel 2013, l’avvio dei lavori in Luigi Di Savoia segna il recupero di spazio pubblico a favore della collettività e crea le condizioni per un maggior presidio della piazza. Prosegue anche il dialogo con Grandi Stazioni Retail e le Associazioni di Quartiere per portare qualità urbana e rigenerazione in tutta la zona che va dalla Stazione ai Magazzini Raccordati, un’area che anche il nuovo Piano di Governo del Territorio intende rilanciare incentivando interventi di rigenerazione urbana che agiscano in maniera sinergica con quelli messi in campo dall’Amministrazione”. Per quanto riguarda piazza Duca D’Aosta, l’ampia e articolata opera di restyling, realizzata attraverso professionisti del verde (Nespoli Vivai), ha donato alla città un rinnovato spazio verde arricchito da 40 nuovi alberi ad alto fusto, 30 arbusti maggiori con fioritura estiva ed oltre 20.000 nuove piantine da sottobosco. Cura del verde ma anche integrazione sociale. Il progetto infatti coinvolgerà e inserirà nel mondo del lavoro persone ‘fragili’ che cureranno i nuovi giardini di piazza Duca D’Aosta e faranno del loro meglio per effettuare un’opera di presidio e controllo dell’intera area; attraverso Consorzio Sir e Cascina Biblioteca, partner responsabili del lato sociale di seMiniAmo, le persone verranno inoltre coinvolte all’interno di un percorso di formazione culturale e professionale nell’ambito della cura del verde.  “La cura della città – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – è un tema che deve riguardare tutti: cittadini, volontari, operatori e persone con fragilità. È questo il senso della bella scommessa messa in campo dal progetto seMiniAmo, una iniziativa che speriamo possa essere replicata e diventare un modello”. “È una grande soddisfazione tagliare il nastro di questa prima opera di seMiniAmo, un progetto nel quale stiamo crediamo fermamente insieme al Comune di Milano – ha affermato Riccardo Belli, AD di Zack Goodman –. I giardini di piazza Duca D’Aosta sono il segno tangibile che esiste oggi l’opportunità per ogni azienda di potersi esprimere attraverso un percorso in grado di creare valore per la città”. Per un cantiere che si chiude, un altro si apre. In piazza Luigi di Savoia i lavori, che avranno una durata di circa due mesi e mezzo, procederanno per fasi. Cuore dell’intervento sarà lo spostamento dei bus e la risistemazione generale della piazza. Sarà riorganizzato anche il marciapiede lato stazione che potrà ospitare dehors a servizio dei nuovi format di ristorazione per viaggiatori e cittadini e questo contribuirà in maniera importante ad aumentare il presidio generale dell’area e il confort dei visitatori. Grandi Stazioni Retail ha ultimato i lavori per il recupero dei locali che hanno riscosso grande interesse da parte degli operatori commerciali. Entro l’anno verranno avviati anche i lavori negli spazi lato piazza IV Novembre. Sul modello del Mercato Centrale di Roma, sarà realizzata una grande area dedicata al food, che si estenderà su parte dei marciapiedi laterali grazie ai dehors, garantendo così anche qui la fruizione e il presidio degli spazi sia in inverno sia in estate.

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15 set 2018

VENEZIA | Approvata la delibera per lo scavo in umido di venti rii in Città antica

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La Giunta comunale ha approvato la delibera con la quale si dà avvio al progetto definitivo per lo scavo in umido di venti rii in Città antica, in particolare nei sestieri di Santa Croce, San Polo, San Marco, Cannareggio e Castello, oltre alla pulizia del sedime dell’ex Piscina Rari Nantes sul Canal Grande davanti al parco ferroviario di Cannaregio di fianco alla Stazione di Santa Lucia. Lavori che interesseranno 4 chilometri di rii, per una superficie complessiva di oltre 25.000 metri quadrati di specchio d’acqua e l’eliminazione di quasi 15.000 metri cubi di fanghi, che saranno smaltiti secondo le indicazioni stabilite dal Protocollo del Ministero dell’Ambiente del 1993. “Con questa delibera – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – andiamo a stanziare altri 3,5 milioni di euro, in aggiunta al milione già investito nel 2016, per proseguire un’operazione fondamentale per assicurare non solo la navigabilità e la salubrità dei rii, ma anche per salvaguardare l’intero sistema acqueo della Laguna. E' risaputo che i canali tendono inevitabilmente a interrarsi per il fisiologico spostamento di fango determinato dal flusso e riflusso delle acque. Risulta quindi necessario asportare i fanghi, un'azione che, fin dai tempi della Repubblica Serenissima, è sempre stata una priorità e che ora, dopo anni di incuria e grazie all'efficientamento del bilancio, come Amministrazione abbiamo fortemente voluto riprendere. Un’operazione invisibile agli occhi dei cittadini – conclude Brugnaro - ma fondamentale per garantire la vivibilità delle nostre vie d’acqua e, conseguentemente, di tutta la Città”. Nello specifico si procederà con lo scavo in umido dei rii de Ca’ Brazzo, de Ca’ Tron, de la Frescada – S. Rocco, de le Muneghete, de S. Daniele - Riello, de S. Giovanni Evangelista, de S. Maurizio – Malatin, dei Ferali – Cavalletto, dei Gozzi – Sartori – S. Andrea, dei Lustraferi, dei Meloni, dei Muti, dei Servi, del Ghetto Novo, del Megio, del Piombo, delle Procuratie – Cappello, Priuli – S. Sofia e una parte di Rio Widmann oltre che al Bacino Orseolo e Rio Orseolo o del Caval e della Piscina Rari Nantes. Questi si vanno, per l’appunto, ad aggiungere ai rii dove l’intervento è già stato realizzato negli scorsi due anni come il Rio de la Panada, parte di Rio Widman, parte di Rio del Batelo, parte di Rio de S. Maria Maggior, parte di Rio de la Cazziola, Rio de S. Niccolò dei Mendicoli e parte di Rio de S. Marta. Le operazioni di scavo, gestite da Insula, inizieranno a metà novembre, avviando contemporaneamente due fronti di scavo in zone urbane sufficientemente distanti l’una dall’altra, in modo da ridurre i disagi per la cittadinanza in generale, ma al contempo per dimezzare i tempi dei lavori. Considerato che lo scavo in umido necessita che non vi siano imbarcazioni ormeggiate lungo le sponde dello specchio acqueo interessato, sono stati individuati degli spazi acquei dove ormeggiare temporaneamente le imbarcazioni per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori. Si tratta di complessivi 77 posti ubicati tra la darsena di Quintavalle (25), la darsena della Celestia (27), la darsena della Misericordia (20 posti) e la darsena del Tronchetto (5 posti per barche da lavoro). Per gli interventi, attività che verrà eseguita con estrema cautela, si prevede di operare ad una distanza dalla linea spondale di circa un metro per lato (misura che scende a 70 cm in rii particolarmente stretti), effettuando lo scavo ad una quota pari a – 1,80 metri.

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13 set 2018

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Firmato l’accordo per la realizzazione di 1.500 colonnine per la ricarica di auto elettriche

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Millecinquecento nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche da installare nei prossimi due anni nelle principali città dell’Emilia-Romagna, che diventa così apripista in Italia nella sfida della mobilità a emissioni zero e colma, almeno in parte, il gap che ci separa dai Paesi europei a più alto tasso di sviluppo del mercato delle auto elettriche, come Norvegia, Svezia e Olanda. È l’obiettivo del protocollo di intesa siglato questa mattina a Bologna dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con i rappresentanti di cinque tra i principali fornitori di energia elettrica che operano in Emilia-Romagna - Enel, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia - per la nascita entro il 2020 in Emilia-Romagna di una capillare rete di punti di ricarica di veicoli ad alimentazione elettrica, sia mezzi di trasporto pubblico, che autovetture ad uso privato. Saranno queste cinque società che, in base all’accordo, dovranno provvedere all’installazione a proprie spese delle nuove infrastrutture di ricarica pubbliche nei punti nevralgici del traffico cittadino - stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali, ecc. - secondo un piano di localizzazione concordato tra la Regione e i Comuni che si candidano a ospitarle. Alle 1.500 previste dall’intesa, se ne aggiungeranno altre 500 la cui installazione, nei prossimi due anni, è finanziata al 50% dalla Regione, attraverso i fondi del Piano nazionale infrastrutture ricarica elettrica (PNIRE), e al 50% dagli operatori privati. Complessivamente, calcolando un costo di 9mila euro a colonnina, viene stimato un investimento complessivo di 18 milioni di euro. L’accordo firmato: il piano di localizzazione pronto in sei mesi Secondo la tabella di marcia prevista nell’intesa sulle 1.500 colonnine firmata oggi, il piano vedrà la luce entro sei mesi e dovrà favorire la messa in esercizio di impianti di ricarica anche nelle cosiddette aree “a domanda debole”, cioè con scarsa presenza di veicoli elettrici in circolazione, proprio per accelerare la riconversione alla mobilità a zero emissioni. “Credo fermamente che la transizione verso la mobilità con veicoli a zero emissioni sia uno degli impegni più importanti che abbiamo davanti e che vede fortemente impegnata la Regione, come dimostra bene l’accordo firmato oggi e la rete pubblica di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici a cui puntiamo, che dovrà coprire l’intero territorio regionale”, afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, video collegato da San Francisco, dove si trova in missione istituzionale per partecipare all’assemblea dei Paesi e delle Regioni di ‘Under2Mou’ che si batte contro il cambiamento climatico, voluto dallo Stato della California, e al Global climate action summit. “Nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit)- sottolinea Donini- siamo impegnati a potenziare il servizio pubblico e le altre forme di mobilità sostenibili. Con questo protocollo vogliamo dare il nostro contributo al decollo nel nostro Paese di un mercato, quello delle auto elettriche e ibride, fatto di numeri ancora molto bassi, ma che è destinato a una rapida crescita, come indicano tutte le previsioni. Lo facciamo mantenendo saldamente nelle nostre mani quel ruolo di programmazione e coordinamento che ci compete e promuovendo la collaborazione tra le società fornitrici di energia elettrica e gli enti pubblici preposti al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica. Stiamo inoltre lavorando per accelerare l’armonizzazione delle regole di accesso e sosta gratuita nei centri storici dei mezzi a trazione elettrica”.     La situazione oggi in Emilia-Romagna Sono circa 150 i punti di ricarica a uso pubblico attualmente esistenti sul territorio dei principali comuni dell’Emilia-Romagna. Una rete frutto di accordi stipulati a partire dal 2011 tra Regione, Comuni e gestori dei servizi di fornitura di energia cui si aggiungono 24 colonnine installate in 8 comuni della Riviera (Comacchio, Marina di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Riccione, Misano e Cattolica) nell’ambito del progetto “Mi muovo mare”, grazie ad un finanziamento del ministero delle Infrastrutture e trasporti che portano così complessivamente a 174 i punti di ricarica ad oggi disponibili in regione. Le caratteristiche del servizio e l’interoperabilità Tra i requisiti espressamente richiesti dalla Regione e inseriti nel protocollo d’intesa c’è l’interoperabilità, vale a dire la possibilità da parte degli utenti di ricaricare le batterie della propria autovettura presso qualsiasi gestore elettrico. Per usufruire del servizio di ricarica si dovrà sottoscrivere un contratto con un operatore, che rilascerà agli interessati un’apposita tessera. In alternativa si potrà utilizzare il proprio smartphone, scaricando una App che consente di sbloccare le colonnine tramite la “lettura” di uno specifico codice QR. In questo caso anche l’importo da pagare potrà essere addebitato tramite sistemi di pagamento elettronici. I costi per la ricarica variano da fornitore a fornitore, ma dovrebbero aggirarsi in media sui 2 euro ogni 100 chilometri di percorrenza. La Regione per la mobilità ad emissioni zero Per favorire la diffusione dei veicoli elettrici, a partire dalla Pubblica amministrazione, la Regione ha stanziato fino ad oggi 2,4 milioni di euro di fondi Por-Fesr per finanziare l’acquisto di un centinaio di veicoli elettrici da parte dei 15 Comuni che hanno aderito all’accordo sulla qualità dell’aria 2012-2015. Un elenco che comprende - in ordine alfabetico - Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini. Altri 700.000 euro di fondi Por-Fesr 2014-2020 saranno inoltre destinati al finanziamento di una linea sperimentale di trasporto pubblico locale con autobus ad alimentazione elettrica in una città dell’Emilia-Romagna che sarà individuata sulla base di una manifestazione di interesse emanata entro l’anno. Per incentivare il passaggio alla mobilità a basso impatto ambientale la Regione ha concesso per gli anni 2016, 2017 e 2018 un contributo triennale all’acquisto di auto ibride (benzina/elettrico) pari al costo della tassa automobilistica regionale, per un importo fino a 191 euro per ciascun anno. Le automobili ibride sono sempre più diffuse in Emilia-Romagna: dai 2.776 veicoli di nuova immatricolazione nel 2015 si è passati ai 4.369 nel 2016 (+57%) e ai 7.056 nel 2017 (+61%). Numeri inferiori invece per le auto elettriche: l’anno scorso nel 2017 ne sono state acquistate solo 603 in tutta l’Emilia-Romagna, su un totale di oltre 2,84 milioni di autovetture in circolazione.

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04 set 2018

PORTO DI LIVORNO | Messo in esercizio il GTS3, il software che rivoluziona le modalità di accesso

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È stato firmato il verbale di collaudo tecnico del GTS3(Gate Transit Security), il software dell’Authority che promette di rivoluzionare le modalità di accesso al porto di Livorno. Il GTS3 controlla in modo puntuale tutti i mezzi e le persone che transitano dai varchi Galvani, Valessini, Zara e Darsena Toscana, e registra – direttamente al momento del transito lungo ognuna delle corsie – la targa anteriore e posteriore, la foto del veicolo, il numero del contenitore, i dati anagrafici e la foto degli operatori. Un nuovo sistema di videosorveglianza, attivo h24, permetterà inoltre il controllo dei varchi e la registrazione di quanto accade. Tali dati vengono condivisi tramite collegamenti telematici con la polizia giudiziaria e gli istituti previdenziali per i relativi controlli. Questo scambio di informazioni in tempo reale consente di verificare nelle banche dati nazionali delle forze dell’ordine la presenza nel porto di persone o mezzi segnalati e di comunicare posizioni lavorative irregolari. «In un settore altamente concorrenziale come il trasporto intermodale, efficienza e sicurezza sono gli elementi chiave per aumentare la competitività di un porto» ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Stefano Corsini. «Il GTS3 assicura il completo controllo delle procedure di transito senza influire sull’operatività dello scalo». Identificazione, acquisizione dei dati, matching con le informazioni in possesso delle altre autorità competenti, abilitazione all’accesso: con il GTS3 l’intera procedura di transito può essere gestita in modo sicuro, efficiente e semplificato. Alcune categorie di utenti potranno infatti stamparsi per conto proprio il permesso. Inoltre, utilizzando i dati acquisiti tramite il Gate Transit Security, l’Ufficio Controllo Accessi e l’Ufficio Sistemi Informativi dell’AdSP, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con la Guardia di Finanza, ha realizzato una procedura che permette di velocizzare l’uscita della merce dal porto. Con il nuovo sistema il camionista non dovrà più scendere dal mezzo per l’espletamento delle procedure doganali, ma potrà transitare velocemente a seguito dell’acquisizione telematica di tutti i dati necessari. Sulla base della messa in esercizio di questo sistema sarà possibile lo sviluppo di nuove implementazioni che potranno migliorare l’operatività del porto tramite l’interscambio di dati tra operatori portuali e Autorità competenti

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04 set 2018

MILANO | Al via domani i lavori per la pedonalizzazione delle piazze Dergano e Angilberto II

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Trasformare due luoghi privi di identità e ordine in nuovi spazi pubblici di incontro e partecipazione per grandi e bambini. Con questo obiettivo si avviano domani i cantieri per la parziale pedonalizzazione sperimentale di piazza Dergano e piazza Angilberto II nell’ambito di “Piazze aperte”, il progetto di urbanistica tattica che prevede la riqualificazione dello spazio pubblico attraverso la posa di strutture mobili e materiali a basso costo. Realizzato in collaborazione con Bloomberg associates e con il supporto di National association of city transportation officials (NACTO) Global designing cities initiatives, “Piazze aperte” segue gli obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana di Milano 2030: valorizzare le piazze quale luoghi di aggregazione al centro dei quartieri, migliorare lo spazio pubblico, ampliare le aree pedonali e fruibili e promuovere forme sostenibili di mobilità a beneficio dell'ambiente e della qualità della vita in città. La cantierizzazione porterà alcune piccole modifiche alla viabilità delle due aree. In particolare, piazza Dergano verrà delimitata con transito veicolare unicamente in direzione est, in prossimità del lato sud della piazza. Il traffico verrà mantenuto tra via Giuseppe Tartini e via Conte Verde e lungo via Cesare Brivio. Il marciapiede sul lato nord sarà collegato con il nuovo spazio pedonale ricavato dall’eliminazione della sosta, che sarà ridisegnato per includere la postazione di BikeMi ricollocata rispetto all’attuale posizione (dove invece saranno creati alcuni posti auto), delle sedute, rastrelliere porta bici, aree per il gioco dei bambini, tavoli e tavoli da ping pong, piante e fioriere. Sarà infine invertito il senso di marcia di via Legnone nel tratto tra Conte Verde e via Abba. Piazza Angilberto II verrà invece pedonalizzata nell’area tra via Bessarione e via Comacchio, dove la pavimentazione sarà colorata: saranno posate una nuova stazione di BikeMi e delle rastrelliere, alcune sedute, piante e fioriere, tavoli e tavoli da ping pong. Sarà ristretta la carreggiata dalla parte della piazza adiacente via Bessarione e realizzata una nuova pista ciclabile su via Comacchio. In totale nelle due piazze saranno posizionate circa 100 fioriere tra cui 2 alberi tra melograni e aceri. Questi interventi avranno carattere temporaneo e sperimentale fino al 31 dicembre 2019. Contemporaneamente i due nuovi luoghi verranno monitorati per verificarne l’accessibilità e l’utilizzo per eventuali successivi interventi a carattere più definitivo. “Queste due aree, oggi crocevia di strade a traffico veicolare, diventeranno nuovo cuori pulsanti dei quartieri da vivere e animare – sottolineano gli assessori Marco Granelli (Mobilità) e Pierfrancesco Maran(Urbanistica)-. La qualità dello spazio pubblico migliorerà notevolmente grazie all’eliminazione delle auto in sosta irregolare e alla posa di elementi di aggregazione come panchine, fioriere e rastrelliere. Per rendere queste due piazze davvero vive sarà fondamentale il coinvolgimento dei cittadini, dei municipi e delle associazioni di quartiere, che ci aiuteranno ad animarle con eventi e attività non solo per le inaugurazioni ma anche nei mesi successivi”. Le due piazze con il nuovo look saranno inaugurate con due eventi distinti che coinvolgeranno i cittadini, i municipi e le associazioni di quartiere: il 22 settembre, in occasione del World Car Free Day, sarà la volta di Dergano, mentre il 29 settembre toccherà ad Angilberto, nell’ambito della Milano Green week. “Piazze aperte” segue gli esempi di successo realizzati in grandi città del mondo come Bogotà, Buenos Aires, San Paolo, New York e Los Angeles, Addis Abeba e Bombay.

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31 ago 2018

Autostrade per l’Italia amplia i beneficiari dell’esenzione dei pedaggi nell’area genovese

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Autostrade per l'Italia comunica l'estensione dei beneficiari delle esenzioni dai pedaggi nell'area genovese, rispetto alla prima area di esenzione già operativa per chi viaggia sulle seguenti tratte (Genova Bolzaneto-Genova Ovest-Genova Est e Genova Pra'-Genova Pegli-Genova Aeroporto). In particolare, l'esenzione dal pagamento del pedaggio per l'intera tratta Genova Pra'-Genova Pegli-Genova Aeroporto si applicherà anche per chi proviene dalle entrate autostradali a ponente fino ad Albisola e Ovada inclusi. Le esenzioni dell'intera tratta Genova Bolzaneto-Genova Ovest-Genova Est si applicheranno anche a chi proviene dalle tratte di A7 e A12 comprese tra i caselli di Vignole e Sestri Levante. Tale estensione dei beneficiari dell'esenzione dal pedaggio sarà operativa da giovedì 6 settembre. L'obiettivo è quello di agevolare gli spostamenti dei cittadini genovesi e di chi abita nelle zone limitrofe. Nel frattempo, con una semplice dichiarazione (recandosi presso i Punto Blu di Genova Ovest e Genova Sampierdarena, oppure scrivendo a info@autostrade.it) coloro che hanno pagato il pedaggio sulle stesse tratte a partire dal 14 agosto potranno chiederne il rimborso. Ai possessori di Telepass, rispetto ai transiti a partire dal 14 agosto sulle tratte in questione verranno detratte automaticamente le quote delle tratte esenti. Per coloro che hanno già ricevuto l'addebito si procederà allo storno delle quote nella prima fattura utile.  

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27 ago 2018

MILANO | Una piazza verde di oltre 10mila mq nel quartiere Bovisa

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Si affacceranno su una grande piazza verde di oltre 10mila m2 i due nuovi edifici previsti nel quartiere Bovisa. È stata firmata nei giorni scorsi la convenzione con Albatross Srl per l’attuazione del Piano attuativo 9 Durando-Andreoli-Morghen, che prevede la realizzazione di un intervento residenziale per 15.620 m2 di S.L.P., di cui al massimo 7.997 m2 di residenza libera, almeno 5.467 di edilizia sociale e al massimo 2.156 m2 di commercio di vicinato. Il progetto si colloca nell’ex area industriale della CT Ceretti Tanfani insediata in Bovisa a partire del 1894 e dismessa nel 1989 e prevede la realizzazione di due edifici speculari, separati dalla grande piazza pubblica. “Questo intervento porterà un nuovo luogo di aggregazione e socialità in un quartiere che nei prossimi anni sarà interessato da un importante processo di rigenerazione  – sottolinea Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura –.  La Bovisa è infatti uno dei luoghi individuati dalla proposta di PGT in cui lo sviluppo passerà necessariamente attraverso interventi di valorizzazione dello spazio pubblico. Anche la ‘Goccia’, dove i lavori di bonifica sono finalmente ripartiti, nascerà una grande area verde con servizi per l’università e diventerà un nuovo punto di riferimento per residenti e studenti. A questo si aggiunge l’arrivo della nuova università cinese in partnership con il Politecnico”. Oltre alla realizzazione della piazza verde di 10.747 mq saranno garantiti illuminazione e panchine, la pedonalizzazione (salvo accesso residenti e carico/scarico) e riqualificazione delle via Andreoli e Pantaleo, la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via Cosenz e via Bovisasca, la sistemazione dell’area a parcheggio all’incrocio tra via Durando e via Cosenz, il rialzo e disassamento di via Durando nel tratto di fronte al Politecnico e in corrispondenza della piazza verde, la realizzazione di un nuovo tratto di via Donadoni. Per quanto riguarda l’intervento edilizio, nel primo edificio di 4 piani, nasceranno 74 alloggi di edilizia convenzionata agevolata, due unità commerciali di vicinato al piano terra e 94 posti auto ai piani seminterrato e primo interrato. Il secondo vedrà l’intero piano terra adibito a unità commerciali di vicinato con la previsione di uso pubblico della corte interna, mentre ai piani superiori, destinati alle residenze (99 alloggi), è prevista una distribuzione a ballatoio propria della tradizione residenziale milanese e lombarda. I due livelli interrati infine ospiteranno un centinaio di parcheggi. Il soggetto attuatore dovrà presentare la richiesta dei permessi di costruire entro sei mesi a partire dalla stipula della convenzione. Si prevede il completamento di tutti i lavori entro 5 anni. E proprio per parlare con i cittadini del futuro della Bovisa a inizio ottobre si terrà un incontro pubblico nel quartiere con l’assessore Pierfrancesco Maran e il rettore dell’università Ferruccio Resta.

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24 ago 2018

VENEZIA | Mercoledì 29 agosto riapre il Ponte dell’Accademia

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Tempi del restauro rispettati: mercoledì 29 agosto, alle ore 10, alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, si terrà la cerimonia di riapertura del Ponte dell'Accademia a seguito dei lavori di ristrutturazione eseguiti grazie alla donazione di Luxottica Group. Sabato 25 agosto, dalle ore 00.15 alle 9, sarà interrotto il transito pedonale sul ponte per consentire lo smontaggio dei ponteggi. Modifiche alla circolazione acquea Sabato 25 agosto, dalle ore 00.15 alle 6.15, per il disallestimento della parte centrale del cantiere, sarà interdetta la navigazione sotto il Ponte dell’Accademia a tutti i mezzi sia a remi che a motore, compresi i mezzi Actv e Alilaguna, ad eccezione dei mezzi del Pronto intervento in servizio di emergenza. Lo stesso divieto sarà in vigore martedì 28 agosto, sempre dalle 00.15 alle 06.15, per la rimozione dei pali guardiani.

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16 ago 2018

MILANO | Un nuovo percorso ciclabile da Largo D’Ancona alle Colonne di San Lorenzo

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Un nuovo percorso ciclabile è stato messo a punto dal Comune di Milano per percorrere sulle due ruote un tratto del centro città, esattamente da Largo D’Ancona fino alle Colonne di San Lorenzo. L’obiettivo è stato quello di realizzare un tracciato, dedicato alle biciclette, alternativo alle vie Carducci e De Amicis attualmente interessate dai cantieri della nuova metropolitana M4 (Stazioni S.Ambrogio, Manufatto e Stazione De Amicis) che rendono difficoltosa la circolazione e resa necessaria la soppressione temporanea delle ciclabili. “Con questo percorso – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – vogliamo offrire maggior sicurezza a chi usa le biciclette per muoversi in città, in particolare garantendo la continuità lungo una direttrice molto importante che attraversa il centro di Milano”. Questo in dettaglio il nuovo indirizzamento consigliato ai ciclisti: largo D’Ancona, via Buttinone, via Terraggio, piazza S.Ambrogio, via Lanzone, via Caminadella e via Gian Giacomo Mora, per concludersi in Corso di Porta Ticinese. Nell’ultimo tratto di via Caminadella viene istituito un percorso ciclabile protetto. Di conseguenza, è stato ripristinato il senso di marcia originario in via Caminadella, nel tratto compreso tra via Lanzone e via Novati, che sarà quindi percorribile provenendo da via Lanzone.

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16 ago 2018

Obike presenta istanza di fallimento

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Obike, leader nel bike-sharing senza stazioni, ha fatto istanza di fallimento dopo che alla fine di giugno ha cessato le operazioni nella sua sede natale di Singapore. La stessa sorte era toccata nel 2017 al colosso Bluegogo,  il terzo più grande operatore del mercato. Il motivo principale sembra derivare dalle nuove regole di Singapore entrate in vigore il 7 luglio scorso per regolamentare il parcheggio selvaggio  delle bici.  Le autorità locali avevano infatti previsto canoni e norme più severe  proprio per ordinare la crescita incontrollata delle flotte di biciclette in città. Ma già nel marzo 2018, oBike aveva annunciato il ritiro della maggior parte delle biciclette da Monaco e nel giugno 2018 il ritiro della sua flotta di biciclette da Zurigo. Ad Amburgo la società di bike-sharing avrebbe dovuto avviare il servizio ma non è mai partito e adesso è in corso una grande svendita delle bici mai utilizzate. La piattaforma è attualmente presente in 3 diversi continenti per un totale di 26 stati e oltre 40 città nel mondo In Italia è presente, con una società partecipata oBike Italia, a Torino, Milano, Roma e sulla costa romagnola e nei prossimi giorni si saprà quale sarà il suo destino.  

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