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15 dic 2018

PORTO VENEZIA | Al via il piano di sviluppo infrastrutturale e tecnologico degli impianti ferroviari

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È stato infatti firmato da Maurizio Gentile Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e Pino Musolino Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSPMAS) l’accordo per dare concretezza alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di potenziamento infrastrutturale nel Comprensorio Ferroviario di Venezia Marghera Scalo, strategico nodo logistico del territorio e della rete europea per i Corridoi ferroviari TEN-T. Il documento sarà successivamente sottoscritto anche dalla Regione Veneto. Gli interventi necessari per migliorare l’efficienza gestionale e infrastrutturale nel Comprensorio – il cui sistema ferroviario comprende 65 km di rete, 1 stazione di immissione nella rete nazionale, 3 parchi ferroviari, 1 impresa ferroviaria di manovra e 25 terminal raccordati – sono stati individuati dal gruppo di lavoro istituito nel febbraio 2018 con la sottoscrizione di un primo Protocollo d’intesa. Prevista, già nel 2019, una prima fase di interventi nella stazione di Marghera Scalo, per l’attrezzaggio di ulteriori binari elettrificati e l’adeguamento del modulo a 750 metri (standard europeo di lunghezza dei treni), cui seguiranno via via nel corso degli anni ulteriori fasi di intervento sia tecnologico (realizzazione di un nuovo Apparato Centrale Computerizzato*) che infrastrutturale. Tra questi ultimi trova spazio il rifacimento e l’implementazione di Parco Breda situato lungo la Strada Regionale 11. In questo modo sarà possibile aumentare la quota del traffico merci da e per il porto di Venezia, anche in relazione alla crescita dei traffici già registrata e all’ulteriore sviluppo previsto. Proseguirà, inoltre, l’analisi sulle attività necessarie per il ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Chioggia e la rete nazionale. Parallelamente è in corso di implementazione, da parte di Autorità di Sistema Portuale, il potenziamento dell’infrastruttura di manovra che prevede lo spostamento e il raddoppio del binario di Via dell’Elettricità, con supporto finanziario di specifici fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Per la fase di lungo periodo si progetterà la fattibilità di un nuovo scalo merci nella penisola del petrolchimico e della sua connessione diretta con la rete ferroviaria nazionale. La cosiddetta “cura del ferro”, avviata negli ultimi anni nel Porto di Venezia, continua a dare ottimi risultati nella movimentazione merci dello scalo lagunare: i carri movimentati nel periodo gennaio-novembre 2018 ammontano, infatti, a 93.643 (+11,3% rispetto lo stesso periodo 2017), pari a oltre 2,4 milioni di tonnellate di merci trasportate su rotaia (+10,7% in peso rispetto allo stesso periodo 2017). Le merci transitate per il porto di Venezia intercettano due dei principali Corridoi europei: quello Mediterraneo, che collega la Penisola iberica al confine dell’Est europeo passando per la dorsale italiana Torino – Trieste; e il Corridoio Baltico–Adriatico, che connette importanti porti italiani, come quello di Venezia, all’Austria e ai mercati del Nord Europa. L’accordo firmato oggi è l’ennesima prova dell’impegno di RFI e del Gruppo FS Italiane per promuovere lo sviluppo del trasporto merci e lo shift modale dalla gomma al ferro. L’investimento complessivo previsto in tutt’Italia per l’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale delle linee ferroviarie con interventi dedicati al trasporto merci è pari a 4 miliardi di euro.

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14 dic 2018

GENOVA | Firmato il decreto di affidamento dei lavori di demolizione del Viadotto Polcevera

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E’ stato firmato nel pomeriggio del 14 dicembre il decreto di “Affidamento dell’appalto pubblico dei lavori per la realizzazione, in estrema urgenza, di tutte le opere per la demolizione, la rimozione, lo smaltimento e il conferimento in discarica o in altro sito dei materiali di risulta del Viadotto Polcevera in Genova”. Con la firma del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Marco Bucci può di fatto prendere avvio la fase di cantierizzazione propedeutica alla demolizione del Ponte Morandi. Come riportato dal Decreto, l’appalto viene affidato a un gruppo di 5 aziende: Fagioli S.p.A, Fratelli Omini S.p.A, Vernazza Autogru S.R.L., Ipe Progetti S.R.L. e Ireos S.p.A. “Abbiamo rispettato l’impegno che ci siamo presi con i genovesi e da domani partiranno i cantieri che porteranno alla demolizione di ponte Morandi - spiega Marco Bucci -. Un passo fondamentale che dimostra come vogliamo mantenere fede alla promessa fatta: quella di avere il ponte nuovo pronto per la fine del 2019”. Soddisfazione è stata espressa anche dal Ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli: "E' un momento importante per tutto il Paese, alla luce dei grandi sforzi che sono stati fatti in modo da ridare a Genova la centralità che merita – spiega il Ministro -. La città deve diventare una metafora della rinascita italiana e questo già sta accadendo. C'è ancora tantissimo da fare, la sfida di una rapida ricostruzione del ponte non è certamente semplice. Tuttavia, il lavoro adesso procede spedito e la ricucitura del tessuto urbano, oltre che della tratta autostradale, si accompagna a tutte le misure in favore di chi ha perso la casa, dei lavoratori, delle imprese e del porto".

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14 dic 2018

Terzo Valico: ultimata l’analisi costi-benefici e l’analisi giuridica

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Gli esperti della Struttura Tecnica di Missione del MIT hanno completato le valutazioni sulla nuova linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità del Terzo Valico di Giovi. La realizzazione del Terzo Valico dei Giovi, secondo gli esperti della Struttura Tecnica di Missione del MIT, presenta alcuni elementi di criticità che rendono la decisione sulla sua futura realizzabilità assai complessa. Si tratta, infatti, di un’opera che già in passato è stata al centro di problematiche ambientali legate allo scavo di gallerie in roccia amiantifera (problematiche ormai risolte grazie ad adeguate tecniche di scavo e di smaltimento dei materiali di risulta), e di vicende giudiziarie, tuttora in corso, che hanno portato nel Marzo 2017 al commissariamento del consorzio CO.CIV., general contractor dell’opera (formato al 64% da Impregilo, 31% Società condotte d’acqua e 5% Civ). Un’ulteriore elemento di complicazione deriva dal fatto che trattasi di un’opera molto costosa (6.158 milioni di euro), che è già realizzata per circa il 25% (sono stati già consuntivati 1.522 milioni di euro ) e per la quale il CIPE ha approvato 5 lotti costruttivi su 6, assegnando risorse per 3.597 milioni di euro. L’opera ha il principale obiettivo di sviluppare il trasporto ferroviario delle merci ad alta capacità (con treni di lunghezza 750 m e attrezzata con il moderno sistema di controllo della circolazione, ERMTS) tra il sistema portuale ligure e dell’alto Tirreno con il Nord del Paese (Lombardia e Veneto) e con l’Europa centro-settentrionale (Basilea, Stoccarda, Rotterdam e Anversa). La nuova linea consentirebbe, inoltre, lo sviluppo di servizi ferroviari passeggeri portando il tempo di viaggio tra Milano-Genova e tra Torino-Genova a circa 1h. La valutazione delle opportunità di completare il progetto è effettuata attraverso la sua redditività economica e sociale, con una nuova analisi costi-benefici e gli effetti della non realizzazione attraverso una stima dei costi della risoluzione del contratto di convenzione con il general contractor dell’opera, valutati anche alla luce degli accordi internazionali presi dall’Italia con la UE. L’analisi costi-benefici (ACB) è uno strumento internazionalmente accettato dalla Commissione Europea, dalla Banca mondiale, e altre organizzazioni internazionali che rende più trasparenti le scelte di investimento di un’amministrazione pubblica. In questo caso le stime di redditività sono state effettuate sia con riferimento al costo totale sia con riferimento al “costo a finire”, pari a 4.636 mil.Euro, in cui la somma già spesa costituisce un costo “affondato”. Pur in presenza di un importante ammontare di benefici, l’analisi presenta indicatori di redditività economica negativi, ad eccezione dello scenario ottimistico di crescita della domanda, che presenta un rapporto Benefici/Costi pari a 1,04. L’eventuale decisione di non proseguire i lavori comporterebbe la perdita delle somme già spese, pari ad almeno 1.522 milioni di euro, e ulteriori costi di recesso dai contratti in essere, di incerta quantificazione, ma stimati almeno pari a 1.195 milioni di euro. Alle voci di costo negoziale, si sommano, infatti, gli ulteriori costi per lo smantellamento dei cantieri e il ripristino dello stato dei luoghi preesistente ai lavori e della relativa messa in sicurezza ambientale. A tutto ciò va ad aggiungersi il fatto che nell’ambito di accordi internazionali che l’Italia ha sottoscritto con la UE per la realizzazione delle reti trans-europee dei trasporti, TEN-T, ricorrono gli obblighi di attrezzaggio del sistema di controllo e di sicurezza della circolazione ferroviaria ERTMS. La non realizzazione dell’opera comporterebbe, quindi, l’apertura di un negoziato con la Commissione Europea per la rivisitazione dell’allineamento (ovvero del tracciato) di un Corridoio della Rete Globale, e comporterebbe, altresì, il rimborso totale o parziale dell’assistenza finanziaria prevista per l’implementazione del sistema ERTMS sulle sezioni italiane appartenenti al Corridoio Reno – Alpi, stimata pari a circa 27 milioni di Euro. L'analisi costi-benefici è stata valutata insieme alle ulteriori risultanze per cui, date le spese già sostenute per l’avanzamento dei lavori già compiuti e considerati i costi derivanti dai contenziosi e per il ripristino dei luoghi, si procederà verso la realizzazione di un’opera che, con opportuni interventi, sarà maggiormente utile a Genova e ai territori che attraverserà questa ferrovia.

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13 dic 2018

VENEZIA | Approvato il progetto di protezione del Canale Malamocco-Marghera

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La Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha approvato il progetto di “Protezione del Canale Malamocco-Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale con un paio di prescrizioni relative alla forma delle palancole, che dovranno minimizzare il ritorno dell’onda, e alla velocità delle navi, che dovrà mantenersi al di sotto del limite che stabilirà la Capitaneria di Porto di Venezia mediante apposita ordinanza ai fini della sicurezza della navigazione, per tutta la durata dei lavori. Il presidente dell’ AdSP del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino dichiara: “Non solo l’Autorità di Sistema Portuale ma, sono certo, l’intera comunità portuale accoglie con soddisfazione la decisione della Commissione per la Salvaguardia di Venezia che dà il via libera ai lavori di manutenzione del Canale Malamocco-Marghera. La scelta della Commissione riconosce così l’efficacia tecnica di un progetto sviluppato sfruttando modalità d’intervento sostenibili, in linea con quanto previsto dalla legislazione relativa alla laguna di Venezia. Un progetto che, mantenendo adeguati livelli di salvaguardia dell’eco-sistema lagunare raggiunge anche l’obiettivo della salvaguardia della portualità, e di conseguenza rafforza la sostenibilità culturale, sociale ed economica di Venezia. Poter finalmente garantire pienamente l’accessibilità nautica del porto, così come previsto dal Piano Regolatore Portuale, consente al nostro scalo di mantenere standard competitivi adeguati alle sfide imposte dal mercato, a beneficio di tutte le attività insediate, e di interpretare al meglio il ruolo, che gli è proprio, di motore economico della nostra regione e di porta d’accesso ai mercati internazionali per i distretti produttivi veneti. Sarà ovviamente cura dell’Autorità di Sistema Portuale dare seguito alle prescrizioni emerse dalla Commissione di Salvaguardia”.

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13 dic 2018

AEROPORTO VENEZIA | Lunedi presentazione progetto ampliamento terminal passeggeri

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Lunedì prossimo verrà presentata alla Sala del cerimoniale presso la Darsena il progetto del nuovo ampliamento del terminal passeggeri dell’aeroporto di Venezia.  Il progetto, individuato nel Master Plan aeroportuale 2021, risponde ad un programma di ampliamento per fasi del Terminal di oltre 100.000 mq per rispondere alla richieste più complesse dal punto di vista funzionale, architettonico e costruttivo, in area land side e air side, per la gestione degli oltre 15 milioni di passeggeri all’anno previsti negli anni futuri. La prima fase di costruzione denominata Lotto 1, con un’estensione di 11.000 mq, è ormai completata ed è costituita da una nuova galleria vetrata lunga 280 metri, che sfrutta perfettamente lo spazio interstiziale e  sarà direttamente collegata, attraverso il nuovo Moving Walkway, con la darsena dove si attestano i trasporti acquei per Venezia. La seconda fase denominata Lotto 2 prevede un nuovo ampliamento attraverso due corpi a nord e a sud del terminal attuale, soluzione che permette di conservare l’immagine architettonica ormai consolidata dell’intero complesso. L’ampliamento a nord sarà destinato alla nuova area per i varchi di sicurezza e ai passeggeri, mentre le aree a sud saranno principalmente destinate ai passeggeri extra-Schengen. Inoltre i nuovi corpi verranno dotati di nuovi pontili di accesso agli aeromobili. I due lotti porteranno complessivamente all’ampliamento della superficie del terminal passeggeri, di oltre 90.000mq.

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12 dic 2018

Pendolaria 2018, Legambiente: ecco le vere opere incompiute

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Altro che autostrade pedemontane e Tav, le vere incompiute italiane sono 26 opere, bloccate e senza risorse, che aiuterebbero invece a migliorare la vita dei pendolari. Linee di metropolitane e tram e collegamenti ferroviari di cui potrebbero beneficiare oltre12milioni di persone se si investisse in una cura del ferro nelle città italiane, in particolare al Sud dove i ritardi sono enormi, e su linee dove da anni si promettono miglioramenti per il trasporto delle persone e delle merci. Come ogni anno, all’entrata in vigore dell’orario invernale, Legambiente presenta una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L’obiettivo è di sottolineare l’importanza e l’urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un’alternativa più competitiva, economica e sostenibile all’automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali su cui nei prossimi anni il nostro Paese ha scelto di impegnarsi; e, purtroppo, le risorse mancano proprio per le opere più urgenti e importanti per i pendolari. Il secondo punto analizzato da Legambiente riguarda i tagli al servizio ferroviario regionale - da cui si evidenzia che dal 2010 a oggi il numero di treni regionali in circolazione è sceso del 4,7% - accompagnati in quasi tutte le Regioni da un aumento delle tariffe. La terza questione evidenziata è l’età dei treni in circolazione - circa 16 anni - rispetto a cui si può finalmente parlare di buone notizie, ma anche di grandi differenze tra le Regioni, con il Sud che rimane indietro. Per i pendolari, sulle 10 linee peggiori d’Italia nulla è cambiato. Non c’è nessuna buona notizia da trasmettere rispetto alla situazione che vivono coloro che ogni giorno prendono i treni sulle tratte ferroviarie Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia e Bari-Corato-Barletta. Stesse linee, stessi treni, stessi disagi, a testimoniare la scarsa qualità del servizio che accomuna diverse aree del Paese, che la campagna Pendolaria di Legambiente continua a denunciare. “Quando si parla di incompiute in Italia - commenta il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini -  ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza considerare quelle da realizzare dove, in realtà, si trova larga parte della domanda di trasporto. Nelle aree urbane vive il 42% della popolazione nazionale, ed è qui che sono i maggiori ritardi infrastrutturali rispetto al resto d’Europa, e soprattutto congestione del traffico e inquinamento. Dal 2002 a oggi - prosegue Zanchini - i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade. Queste priorità vanno cambiate altrimenti sarà impossibile dare una speranza ai pendolari. Per questo chiediamo che le 26 opere prioritarie per i pendolari, oggi ferme e senza risorse sufficienti, diventino la priorità di investimento dei prossimi anni. Va inoltre potenziato il numero di treni in circolazione, in particolare nelle città e al Sud, per dare un’alternativa rispetto all’auto ogni giorno a milioni di persone. Il governo del cambiamento si impegni in questa direzione a partire dalla legge di Bilancio, dove purtroppo non ci sono le novità che i pendolari attendevano”. Le 26 opere incompiute che secondo Legambiente devono diventare la priorità di intervento nei prossimi anni, nelle città e nei territori italiani, sono linee di metropolitane e tram indispensabili a recuperare i problemi di congestione del traffico a Roma, Torino, Bologna, Palermo, Cagliari. Linee ferroviarie al Sud che versano in uno stato di degrado senza speranza dalla Calabria alla Sicilia, dal Molise alla Sardegna, alla Puglia. E collegamenti ferroviari al Sud come al Nord che risultano fondamentali per le merci (come dal porto di La Spezia al Brennero, o da quello di Ancona a Roma) e per i collegamenti tra tanti centri rimasti in questi anni senza un servizio degno di questo nome (in Piemonte sono state tagliate 14 linee per 480 chilometri).  Interventi distribuiti in tutta Italia, che comporterebbero una spesa limitata rispetto alle solite grandi opere, ma che sembrano condannati a non vedere mai la luce, dato che per la loro realizzazione mancano risorse pari a quasi 10,8 miliardi di euro. La ragione? Si continua a investire nelle strade e autostrade. Come dimostrano i dati degli interventi realizzati durante la scorsa legislatura: 3.900 km tra strade provinciali, regionali e nazionali, 217 km di autostrade, 62,6 km di linee ferroviarie ad alta velocità, 58,6 km di metropolitane, 34,5 km di tramvie. Inoltre sono state sospese o cancellate linee ferroviarie per 205 km. Sul fronte dei tagli ai servizi ferroviari regionali va sottolineato quanto avvenuto in particolare nel Sud Italia, dove tra il 2010 e il 2018 si è tagliato del 33,2% il numero di treni in circolazione in Molise, del 15,9% in Calabria, del 15,1% in Campania, del 6,9% in Basilicata e del 5,6% in Sicilia. La Liguria ha invece il record per l’aumento del costo dei biglietti del 49%, seguono Campania e Piemonte con aumenti rispettivi del 48,4% e del 47,3%. L’età media nazionale dei convogli è la buona notizia per i pendolari, secondo un trend iniziato negli scorsi anni con l’immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia, attestandosi sui 15,4 anni, contro i 16,8 anni dell’anno scorso e i 18,6 di tre anni fa. Ma con un miglioramento avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove è diminuita l’età media e il numero di treni con più di quindici anni di età (quando i treni cominciano ad avere problemi sempre più rilevanti di gestione e manutenzione) per l’immissione di nuovi convogli (come nel Lazio, in Veneto, Lombardia, Toscana ed in Emilia-Romagna) e di dismissione di quelli più vecchi. In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna si vedranno miglioramenti nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia. Nel Lazio si divarica la differenza tra le linee gestite da Trenitalia, dove procede il rinnovo del parco circolante, e quelle gestite da ATAC dove invece i treni sono sempre più vecchi e il degrado riguarda anche le stazioni e il servizio. Fonte: LEGAMBIENTE

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12 dic 2018

MILANO | Al via l’accordo per realizzare gli ascensori sui ponti del Naviglio Grande

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Via libera della Giunta alla stipula di un Protocollo per la realizzazione degli ascensori sui ponti del Naviglio Grande; saranno dunque finalmente abbattute le barriere architettoniche degli attraversamenti pedonali all’altezza delle vie Lombardini e Parenzo. “Si porta così a compimento un’opera che riteniamo fondamentale per dare piena accessibilità a tutti dei due ponti realizzati in occasione dell’Esposizione universale – commenta l’assessore alla Mobilità Marco Granelli –, che per una diversa concomitanza di fattori, tecnici e gestionali, non era stato possibile completare. Abbiamo chiesto che l’impegno fosse mantenuto e trovato piena disponibilità in Expo 2015 S.p.A. e in MM S.p.A., che ha redatto il progetto esecutivo”. Queste opere possono contare su un finanziamento fino a 436mila euro, nella piena disponibilità di Expo 2015 S.p.A. in liquidazione. La società si impegna infatti ad erogare il 50% alla sottoscrizione del Protocollo operativo e il restante 50% una volta ricevuto dal Comune di Milano il certificato di regolare esecuzione dei lavori. La convenzione tra Comune di Milano, Expo 2015 S.p.A. e MM S.p.A., che bandirà poi la gara, sarà stipulata a inizio anno così che i lavori possano essere avviati a fine 2019, cominciando dal ponte all’altezza di via Parenzo/piazzale Negrelli.

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06 dic 2018

FIRENZE | Presentato il progetto del nuovo mercato ortofrutticolo

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Va avanti il progetto di cambiamento del quadrante Nord Ovest della città. Con l’approvazione il 7 novembre scorso della variante al piano urbanistico esecutivo di Castello, si è dato il via al percorso che porterà alla realizzazione in quest’area della nuova ‘cittadella’ del mercato ortofrutticolo. Un progetto che punta a rafforzare la posizione del mercato all’ingrosso fiorentino sulla scena italiana attraverso  l’alta qualità dei prodotti. L’intervento riguarda una superficie utile lorda di oltre 65mila mq, di cui 28mila con destinazione industriale-artigianale, 30mila mercato ortofrutticolo, 3mila commerciale e 4mila direzionale privato.  Il nuovo mercato avrà tra i suoi punti di forza l’apertura alla città. Sarà sviluppato e ampliato il ‘Mercato delle opportunità’, già oggi aperto ai cittadini tutti i martedì e venerdì per l’acquisto di frutta e verdura a prezzi convenienti. Non solo, saranno allestiti spazi didattici, laboratori e orti destinati a un progetto di educazione alimentare per i più piccoli e al sostegno delle start-up del settore agroalimentare del territorio. L’idea forza è quella di superare la mera dimensione del mercato agroalimentare proponendo una struttura integrata in grado di attivare diverse funzioni anche per mezzo di una rete di infrastrutture che prevede tra l’altro accessi specifici sia stradali che tranviari.

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05 dic 2018

VENEZIA | Via libera alla quarta rotatoria nei quattro cantoni

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La Giunta comunale ha dato il via libera alla proposta di delibera che prevede il progetto definitivo degli “interventi di fluidificazione dei nodi viari e dei collegamenti sostenibili tra parcheggi scambiatori e centro città – lotto 2”. Il testo verrà ora inviato alle competenti commissioni consiliari e al Consiglio comunale per la sua discussione e votazione. L’intervento, per un totale di 300mila euro, prevede la riorganizzazione viaria dell’incrocio tra Via Einaudi e Via Padre Giuliani con la realizzazione di una rotatoria di 25 metri di diametro. Un intervento che completa quel progetto di riorganizzazione di fluidificazione viaria avviato questa estate con la realizzazione di tre rotatorie sperimentali e che comprende le altre principali arterie stradali come Via Castellana, Via Terraglio, Via Circonvallazione e via Miranese. “Non appena il Consiglio comunale si esprimerà e potranno iniziare i lavori di realizzazione di questa quarta rotatoria – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto– potremmo portare a compimento il progetto del sindaco Brugnaro per i Quattro cantoni e garantire un ingresso molto più fluido e veloce al Candiani e alle aree centrali di Mestre, sgravando di una parte non trascurabile di traffico anche le altre due rotatorie vicine a questa”. “La sistemazione dei quattro nodi – continua l’assessore alla viabilità Renato Boraso – avrà come risultati concreti la diminuzione dei tempi di percorrenza e la riduzione dell’inquinamento, sia acustico che atmosferico, su queste strade senza contare il conseguente aumento del livello di accessibilità dei parcheggi scambiatori presenti nelle immediate vicinanze di questi interventi”. Nello specifico, oltre al miglioramento della circolazione dei veicoli, particolare attenzione è stata dedicata al miglioramento e sicurezza della mobilità dei pedoni e dei ciclisti prevedendo la realizzazione dei tratti mancanti di marciapiedi e piste ciclabili tra quelli esistenti. Più precisamente si procederà con un intervento lungo la pista ciclabile di Via Einuadi con la costruzione di un tratto di circa 230 metri tra la nuova rotatoria e l’esistente pista ciclabile in prossimità della rotatoria “Sirio” tra Via Circonvallazione e Via Einaudi. Sempre in tema di piste ciclabili se ne realizzerà un tratto di 146 metri in prossimità dello svincolo est tra Via Filiasi e Via Da Verrazzano in modo tale da completare il collegamento tra la pista ciclabile esistente su Via Santa Maria dei Battuti e la pista ciclabile in programma su Via Filiasi. Infine si procederà con il rifacimento totale in porfido del marciapiede di via Einaudi (lato giardino pubblico). “Per fare spazio alla nuova rotatoria – conclude Zaccariotto- è purtroppo necessario abbattere cinque tigli presenti nel parco di Via Einaudi. Questa inevitabile operazione sarà compensata con la piantumazione di dieci nuove alberature. Inoltre saranno trapiantati di pochi metri, due alberi presenti nel parco”. L’inizio dei lavori, una volta espletate le procedure burocratiche, è previsto entro l’estate del 2019.

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05 dic 2018

Un bando di gara per la vendita del lotto C1 di Roma Tiburtina

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Il Gruppo FS Italiane mette in vendita il lotto C1, un'area di circa 7.200 metri quadrati sul lato Ovest Nomentano della stazione di Roma Tiburtina.  Il bando di gara prevede una superficie utile lorda (SUL) a destinazione d’uso ricettivo di 12mila metri quadrati (base d’asta 12.450.000 euro) e una superficie utile lorda (SUL) a destinazione commerciale di 7mila metri quadrati (base d’asta 7.250.000 euro). L'operazione, che rientra in un più ampio processo avviato dal Gruppo, ha come obiettivo la riqualificazione e rigenerazione di aree adiacenti agli scali ferroviari. Il bando di gara è stato presentato oggi nella stazione Roma Tiburtina da Gianfranco Battisti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato Italiane, Umberto Lebruto Amministratore Delegato FS Sistemi Urbani, Maurizio Gentile Amministratore Delegato Rete Ferroviaria Italiana. Presenti Luigi Abete Presidente BNL, e Virginia Raggi Sindaca Roma Capitale. "Con la vendita di questo lotto Roma Tiburtina diventerà il cuore pulsante della città" - ha affermato Gianfranco Battisti nel corso della conferenza stampa - "Sull'hub di Tiburtina - ha aggiunto l'ad di FS - continueremo a investire: il nostro programma prevede di arrivare a 200 treni Alta Velocità rispetto agli attuali 120". Fonte Il Sole 24 Ore Radiocor Plus I CONCEPT DEL LOTTO C1 Per rappresentare al meglio le potenzialità dell’area in vendita, FS Sistemi Urbani ha chiesto a tre giovani architetti di sviluppare ognuno il proprio concept del lotto C1. Le tre vision insieme ad una mostra fotografica sull’area di Tiburtina sono in esposizione in stazione fino al 7 dicembre dalle 9.00 alle 18.00. I tre concept del Lotto C1 su YouTube IL BANDO DI GARA Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12.00 del 15 marzo 2019. La vendita è curata da FS Sistemi Urbani per conto di Rete Ferroviaria Italiana e con il supporto tecnico-amministrativo di Ferservizi. A Roma Tiburtina sono stati già venduti due lotti: uno a BNL, che ha aperto una nuova sede, e un altro all’Università La Sapienza, che ha in progetto di realizzare laboratori di ricerca.  

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