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03 feb 2017

Italia e Svizzera sempre più vicine: abbattuto ultimo diaframma galleria Induno

di Fabio Nicolosi

E' stato abbattuto il 30 Gennaio l’ultimo diaframma della galleria di Induno del nuovo collegamento ferroviario Arcisate - Stabio (Svizzera), la cui attivazione commerciale avverrà a dicembre 2017. Presenti Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e Roberto Maroni, Presidente di Regione Lombardia, accompagnati da Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana. Alla cerimonia hanno partecipato anche il Presidente della Provincia di Varese, Nicola Gunnar Vincenzi, e i sindaci di Induno Olona e Arcisate, Marco Cavallin e Angelo Pierobon. Proseguono intanto gli interventi per la realizzazione delle opere civili della futura sede ferroviaria: le due gallerie Induno e Bevera e le trincee in ambito urbano, il viadotto Bevera e le nuove stazioni di Induno Olona, Arcisate e Gaggiolo, quest’ultima nel comune di Cantello. Terminate le opere strutturali, i lavori procederanno con la posa dell’armamento ferroviario e del sistema di alimentazione elettrica dei treni e, nell’ultima fase, verranno realizzati gli impianti di sicurezza e segnalamento per la circolazione ferroviaria. L’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Induno è un ulteriore passo verso il completamento del collegamento ferroviario. Realizzato scavando in parallelo lato Varese e lato Stabio, il tunnel (lungo 950 metri) è costituito da un tratto centrale realizzato in galleria naturale e da due tratti laterali realizzati in galleria artificiale. La galleria si sviluppa planimetricamente con un andamento in curva, ad una profondità di oltre 50 metri sotto la galleria ferroviaria della precedente linea ferroviaria, che sarà trasformata in pista ciclopedonale. La nuova linea Arcisate - Stabio, sviluppandosi principalmente in territorio italiano (oltre 8 km) fino al confine con la Svizzera, collegherà Varese con il Canton Ticino e Como. Il collegamento permetterà di raggiungere l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa dalle città della Svizzera centrale e meridionale e connettere le direttrici del Sempione e del Gottardo grazie all’interscambio ferroviario di Gallarate. A regime, la nuova linea avrà una capacità di traffico di 8 treni passeggeri ogni ora (4 coppie) per i collegamenti Mendrisio - Varese, Lugano - Malpensa, Como - Varese (via Mendrisio) e Svizzera Occidentale - Svizzera Orientale (via Gallarate).

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01 feb 2017

Catanzaro: Al via i lavori per la nuova metropolitana

di Fabio Nicolosi

Il Presidente della Regione Mario Oliverio ha inaugurato l’inizio dei lavori per il nuovo collegamento metropolitano ferroviario tra la nuova stazione di Catanzaro, in località Germaneto, e l’attuale stazione di Catanzaro Sala e l’adeguamento a linea metropolitana della rete ferroviaria già esistente nella valle della “Fiumarella”, tra Catanzaro Sala e Catanzaro Lido. Oltre al Presidente Oliverio – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale -, erano presenti all’incontro: l’Assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Musmanno; il Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella; il dirigente regionale e responsabile del procedimento, Salvatore Siviglia, il progettista dell’opera, Domenico Angotti, il vicesindaco di Catanzaro, Gabriella Celestino, Egidio Altomare, in rappresentanza della Società aggiudicatrice dell’Appalto, Vianini S.p.A. e Don Pino Silvestre, Vescovo vicario di Catanzaro. Questa sarà una delle grandi opere finanziate con i fondi comunitari, il cui protocollo era stato sottoscritto nel 2007 dall’allora giunta Loiero, con la spinta importante del sindaco Olivo, ed il cui progetto preliminare era stato approvato nel 2009. Si tratta di un’opera che rappresenta solo un primo tassello di un nuovo sistema della mobilità che stiamo realizzando nella nostra regione e che punta fortemente sui trasporti su ferro. Proprio sull’asse Catanzaro-Lamezia abbiamo investito 380 milioni d’euro attraverso una serie d’interventi che faranno di quest’area il cuore nevralgico della Calabria, in collegamento con il resto dei territori. Più in generale stiamo allocando risorse cospicue sul potenziamento di tutta la rete ferroviaria regionale. Ad esempio è in corso di adeguamento a Rango C la Ferrovia Jonica per rendere percorribili vettori più moderni e rapidi, mentre stiamo definendo uno studio di fattibilità per quanto riguarda la tratta Cosenza-Catanzaro, dopo aver allocato 56 milioni di euro per le tratte Soveria Mannelli-Catanzaro e Rogliano-Cosenza. Nel complesso siamo impegnati a sbloccare tutta una serie di opere, come questa relativa alla Metropolitana del Capoluogo, che era stata definanziata, ma che noi abbiamo ripreso con estrema determinazione inserendola nel nuovo Por 2014-2020 o come la Diga del Menta ferma dal 2010 su cui siamo intervenuti sbloccandola. E la stessa cosa feremo per la Metropolitana di Cosenza, avviando un confronto serrato ma senza riserve con le amministrazioni locali, com’è giusto che sia, perché spetta innanzitutto al Comune il governo del proprio territorio. L’Assessore Musmanno ha anche sottolineato la strategicità della nuova metropolitana di Catanzaro, “E’ fondamentale per lo sviluppo dell’intera regione – ha detto Musmanno – petrchè rappresenta una cerniera di collegamento tra il Tirreno e lo Jonio”. L’opera, che cambierà sicuramente il sistema di viabilità dell’intero capoluogo in considerazione dei nuovi sviluppi urbani, dovrebbe concludersi nel 2019, dopo circa 640 giorni a partire da oggi. L’importante infrastruttura metterà in collegamento, su tre linee ferrate, il centro cittadino con il quartiere marinaro e l’area direzionale di Germaneto. Nello specifico, la progettazione ha come fulcro la realizzazione di un collegamento metropolitano senza interruzioni con fermate in Via Milano, Tribunale, Praticò, Sala e Dulcino. Da quest’ultima stazione, la linea si ramificherà in due direzioni, A e B con fermate a Santa Maria, Pistoia, Corvo, Aranceto, Magna Graecia, Lido, e poi la terza linea, la C, di nuova costruzione, con fermate a Campus università-Policlinico, Cittadella regionale e Stazione Fs di Germaneto. In pochi minuti, poco meno di un quarto d’ora, sarà possibile così spostarsi dal centro storico alla zona sud. Il progetto prevede l’ammodernamento di 12 chilometri di rete ferroviaria già esistente e la realizzazione di 5 chilometri ex novo verso Germaneto. L’importo dei lavori è di 103 milioni mentre all’interno del cantiere lavoreranno circa 300 addetti. L’impianto della nuova metropolitana leggera sarà realizzato con materiali a basso impatto ambientale e consentirà una riqualificazione delle zone degradate della città, oltre ad una maggiore prevenzione, attraverso un nuovo sistema di canalizzazione delle acque.

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25 gen 2017

Melbourne: tram alimentati a energia solare entro il 2018

di Alessandro Gori

Il Governo dello Stato di Victoria (Australia) ha annunciato che l’intera rete tranviaria della città sarà alimentata esclusivamente da energia pulita, lanciando Melbourne ai vertici della sostenibilità energetica. Il Governo  del premier Daniel Andrews ha iniziato la progettazione di ampie centrali elettriche solari nel nord del Paese come parte del piano per ridurre le emissioni di CO2 dell’intero Stato di Victoria. Il progetto prevede la costruzione di campi solari per la produzione di 75Mw di energia e il termine dei lavori per la prima centrale sono previsti entro la fine del 2018. Lily D’ambrosio, il ministro dell’energia, sostiene che ben 35Mw dell’energia prodotta dai pannelli solari sarà utilizzata per alimentare la rete tranviaria di Melbourne.  Grazie a questo intervento l’emissione di gas serra di Victoria si ridurrebbe di 80mila tonnellate l’anno. L’investimento innovativo consisterà in circa 150 milioni di dollari australiani ed è prevista la creazione di 300 posti di lavoro nel settore. D’Ambrosio sostiene che ormai il costo degli impianti solari si sta dirigendo verso una progressiva diminuzione, e questo non può che favorire gli investimenti pubblici nella lotta all'inquinamento e al riscaldamento globale. La scelta di alimentare i tram di Melbourne con energia pulita è nata anche da motivazioni non esclusivamente pratiche. Infatti la vasta rete tranviaria è uno dei simboli e orgoglio della città e, sempre secondo Andrews, la creazione di un sistema di trasporto pubblico metropolitano alimentato esclusivamente a energia solare funzionerà da esempio a livello mondiale per tutte le altre città che vorranno seguirne le orme.

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23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

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21 gen 2017

Sfruttare l’energia geotermica nelle linee metropolitane per climatizzare le abitazioni?

di Alberto Garbin

Nella metropolitana di Torino è in studio una tecnologia in grado di sfruttare l'energia geotermica del tunnel per climatizzare le residenze nelle vicinanze della metropolitana. Questo progetto, firmato dal Politecnico di Torino, ma già in studio da numerosi altri paese tra cui Svizzera, Austria, Francia, Germania e Russia, prende il nome di ENERTUN. Verrà messo in sperimentazione nel tratto della Linea 1 che va dalla Stazione Lingotto alla futura Stazione Bengasi. Prima di poterlo vedere all’opera e beneficiarne degli effetti dovremmo aspettare ancora. Ma come funziona questa nuova tecnologia? Il progetto è stato sviluppato dagli ingegneri Marco Barla e Alice Di Donna del Politecnico di Torino, che hanno studiato un rivestimento termico per le gallerie della metropolitana, capace di sfruttare l'inerzia termica del sottosuolo per riscaldare in inverno o rinfrescare in estate le abitazioni dei palazzi vicini al percorso della metro. Il tradizionale rivestimento in calcestruzzo armato delle pareti dei tunnel funzionerebbe come uno scambiatore di calore, integrando all'interno delle strutture una rete di tubi contenenti un fluido termovettore in grado di estrarre o immettere calore nel sottosuolo in abbinamento a una pompa di calore, a seconda delle temperature esterne. Notevoli i benefici economici ed ambientali che dovrebbe apportare il progetto. Secondo le prime simulazioni, grazie alle condizioni favorevoli del flusso idraulico a Torino, la struttura dovrebbe riuscire a scambiare tra 53 e 74 W/m2, rispettivamente in inverno e in estate, soddisfacendo così un fabbisogno termico di 2822 kW in riscaldamento e 3756 kW in raffreddamento. Il progetto sarà portato avanti da InfraTo, che già gestisce la costruzione delle stazioni Bengasi e Italia ’61, il gruppo CMC e GTT, l'azienda di trasporti pubblici cittadina. Il progetto è stato presentato pochi giorni fa, in occasione del workshop internazionale sulle geostrutture energetiche.

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19 gen 2017

Aeroporti italiani, nel 2016 superati i 164 milioni di passeggeri

di Roberto Lentini

Il sistema aeroportuale italiano chiude il 2016 in positivo con oltre 164 MLN di passeggeri, 1 MLN di tonnellate di merci e 1,5 MLN di movimenti aerei, trainando fortemente la crescita del turismo nel nostro Paese e l’esportazione dei prodotti italiani nel resto nel mondo. Rispetto al 2015, sono infatti sensibili gli incrementi registrati nelle tre macro categorie monitorate: il traffico passeggeri si attesta al 4,6%, i volumi di merce trasportata al 5,9% e il numero dei movimenti aerei al 2,6%. Si sottolinea che sul risultato complessivo del traffico passeggeri ha inciso positivamente la forte crescita del traffico internazionale pari al 6,2% e, in particolar modo, del traffico UE che registra un incremento del 7,6% rispetto al 2015. Positivo anche l’andamento del traffico nazionale, con un aumento del 2,2% rispetto al 2015. Nello specifico, i passeggeri transitati nei 36 scali italiani monitorati sono stati complessivamente 164.691.059 MLN, corrispondenti a quasi 7,5 MLN di passeggeri in più rispetto al 2015. In questo contesto, si attestano come primi 10 scali per numero di passeggeri transitati, gli aeroporti di: Roma Fiumicino (41,7 MLN), Milano Malpensa (19,4 MLN), Bergamo (11,2 MLN), Milano Linate (9,7 MLN), Venezia (9,6 MLN), Catania (7,9 MLN), Bologna (7,7 MLN), Napoli (6,8 MLN), Roma Ciampino (5,4 MLN) e Palermo (5,3 MLN). Sempre in termini di passeggeri trasportati, si segnalano i risultati positivi raggiunti dal sistema aeroportuale romano (Fiumicino e Ciampino) con oltre 47,1 MLN, da quello milanese (Malpensa e Linate) con oltre 29,1 MLN, dal sistema Venezia-Treviso con quasi 12,3 MLN, dalla Sicilia orientale (Catania e Comiso) con quasi 8,4 MLN, dal sistema toscano (Pisa e Firenze) con oltre 7,5 MLN e dalla rete aeroportuale pugliese (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) con oltre 6,6 MLN. Estremamente significativi i valori registrati per il settore cargo che, con un totale di 1.043.421,72 di tonnellate di merci movimentate nel 2016, si attesta a quasi 60 mila tonnellate in più rispetto al 2015, confermando il trend di crescita registrato negli ultimi anni. Per quanto riguarda, infine, i movimenti aerei, si segnala un incremento pari al 2,6% che risulta essere il tasso di crescita più elevato raggiunto negli ultimi anni. Il maggior numero di voli riscontrato è, anche in questo caso, trainato principalmente dalle destinazioni internazionali, pari al 5,1%, in particolare da quelle UE, che si attestano al 6,5%. In considerazione dei recenti dati diffusi dall’ICAO sull’incremento del traffico aereo globale – che vedono trasportati per via aerea oltre la metà dei turisti che attraversano i confini nazionali, circa il 35% del valore delle merci e più del 90% dell’e-commerce transfrontaliero b2c – appare evidente la necessità che il nostro Paese, al di là degli incrementi registrati, faccia ogni sforzo possibile per intercettare la crescente domanda di trasporto di persone e merci. In tal senso è importante sottolineare quanto sia strategico nel comparto il ruolo dei gestori aeroportuali attualmente impegnati nella realizzazione di circa 4 MLD di investimenti al fine di adeguare gli scali nazionali ai migliori standard europei e internazionali in termini di sicurezza, affidabilità e qualità del servizio offerto.

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18 gen 2017

Nasce a Napoli il primo capsule hotel d’Italia

di Fabio Nicolosi

Bed&Boarding, il primo capsule hotel d’Italia, apre all’aeroporto di Napoli: attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 Il modulo abitativo è concepito per soddisfare le esigenze del viaggiatore. Porta automatizzata, finestra oscurabile e pareti insonorizzate garantiscono privacy e sicurezza, un comodo letto, un tavolino reclinabile e ogni attenzione alla connettività (WiFi, docking station, touch-screen con info voli e sveglia, Tv multimediale) forniscono la possibilità di dormire, riposarsi, intrattenersi e lavorare, aria condizionata ed illuminazione regolabili assicurano un ottimo livello di personalizzazione dell’ambiente. Ecco il BenBo, primo capsule hotel d’Italia con base nell’aeroporto di Capodichino. Su una superficie di 1.130 mq sono stati installati 42 moduli (su 72 autorizzati) che hanno la forma di casette colorate con tetto spiovente, porta e finestra. Ciascun modulo è una cabina monoletto. Due moduli sono invece stati realizzati per i diversamente abili. Cabine arancio, grigie e bianche, 16 bagni in comune dotati di doccia, una reception attiva 24 ore su 24 e un giardino d’inverno che è anche spazio lounge per i visitatori. Ecco le tariffe per dormire (o riposare) in una capsula: 8 euro la prima ora, 7 dalla seconda in poi per la permanenza diurna, 25 euro le 9 ore notturne. La nuova formula potrebbe essere esportata in altri aeroporti, già mostrati interessati al format. Il cliente può prenotare la sua capsula attraverso il sito internet del gestore o con un’apposita app per smartphone, oppure nell’area dedicata a Bed&Boarding in aeroporto, dove effettuerà il processo di prenotazione, check-in e check-out. Le lenzuola si cambiano in automatico ad ogni check-out; l’abitacolo è costantemente sanificato e l’aria è mantenuta fresca e pulita attraverso un sistema automatico di diffusione. L'idea del capsule hotel nasce nelle metropoli giapponesi dagli spazi angusti, si sviluppa via via in Asia, fino ad espandersi come idea d'emergenza in scali e stazioni ferroviarie anche altrove (emblematico l'aeroporto di Mosca). Il progetto nasce dal recupero e dalla rifunzionalizzazione della palazzina ex Ati nella zona "land side" dell'aeroporto ed è realizzato da un pool di imprenditori campani. Il finanziamento dei privati ammonta a circa 1 milione di euro mentre Gesac spa, la società che gestisce lo scalo napoletano, ha impiegato altri 400mila euro di investimenti infrastrutturali. "Ci aspettiamo che in Benbo soggiorni chiunque - spiega Carlotta Tartarone, project manager di studiotre, società partenopea che ha progettato e brevettato bed&boarding - e non pensiamo a una sola categoria di viaggiatori. Ci siamo ispirati agli ostelli, in particolare al modello giapponese, ma ospiteremo non solo i giovani, anche tante famiglie". La società è in contatto con altri aeroporti d'italia, roma fiumicino, bergamo e palermo "e speriamo - conclude tartarone - di aprire presto un capsule hotel anche lì".

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17 gen 2017

Anas, Osservatorio del traffico: +2,45% su tutta la rete nel 2016

di Roberto Lentini

Il 2016 si è rivelato un anno di crescita per il traffico sulla rete stradale e autostradale di oltre 26 mila km gestita da Anas a paragone con il 2015. Nell’anno appena concluso, infatti, l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le infrastrutture principali ha registrato un incremento del 2,45% dei veicoli totali rispetto all’anno precedente, nonostante la diminuzione delle percentuali nell’ultima fase dell’anno. Dicembre ha infatti registrato un meno 5% sui veicoli totali a paragone con lo stesso mese dell’anno precedente, mentre i veicoli pesanti si fermano ad un calo del 4%. Scomponendo i dati per le macro-aree e confrontandoli con il 2015, l’anno appena concluso ha portato a un 1,6% in più al Nord, quasi un più 1% al Centro Italia e un più 3,5% al Sud. Sfiora invece un più 2% la Sardegna e raggiunge un picco del 5,6% la Sicilia. Sul fronte del segmento dei veicoli pesanti, al raffronto con il 2015, l’IMR rileva un incremento sull’intera rete viaria del 4%, così suddiviso all’interno delle macro-aree e delle due isole maggiori: al Nord con un +0,2%, al Centro e in Sardegna sfiora un +2%, al Sud sale al 6,4%, in Sicilia vola all’11,2%. Proprio la Sicilia, infatti, ha offerto sempre dati molto positivi e interessanti nell’intero arco dell’anno; ad esempio, per il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno e del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dove è stata determinante la riapertura della carreggiata in direzione Palermo dell’Autostrada A19 “Palermo-Catania”. Altri esempi significativi di aumento del volume di traffico legati a nuova viabilità nel corso del 2016 hanno riguardato le regioni Marche ed Umbria che, con l’apertura al traffico del 28 luglio della strada statale 77 “della Val di Chienti” (direttrice Foligno-Civitanova Marche), ha registrato rispetto al 2015 un incremento di 3.000 unità al giorno sia nei mesi di agosto che di settembre. L’arteria più trafficata della rete Anas è stata costantemente il Grande Raccordo Anulare di Roma, dove ad esempio giovedì 22 dicembre ha registrato il passaggio di 165.839 veicoli.

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17 gen 2017

Dalle buche all’asfalto permeabile e solare: l’evoluzione delle strade al 2017 e un video storico di grande impatto

di Giulio Di Chiara

Lo calpestiamo giornalmente e probabilmente lo abbiamo maledetto più di una volta quando abbiamo rischiato di inciampare durante una passeggiata o quando con l'auto siamo transitati "dentro" una buca. Tutta colpa dell'asfalto, definito in un video d'epoca lo "smoking della strada". L'asfalto è composto da una componente calcarea porosa e naturalmente dal bitume, volgarmente considerato lo scarto del petrolio. La qualità dei suoi componenti e il suo posizionamento sulla pavimentazione incidono fortemente sul comfort e sulla sicurezza dei nostri spostamenti sulle strade. Nel video seguente scopriamo grazie al famoso programma televisivo "Com'è fatto?" in che modo nasce questo composto e il perchè delle diverse consistenze, che causano anche diversi tempi di deterioramento. Guardatelo, è molto interessante scoprire quanti passaggi sono richiesti per arrivare al prodotto finale. Ma soprattutto, quante miniere servono per il fabbisogno delle città odierne?   Come abbiamo visto, l'asfalto è una malta che col tempo si deteriora, soprattutto quando è notevolmente stressato dal transito dei veicoli. Chiaramente più il composto è costituito da inerti, più la resistenza aumenta, ma è fondamentale che tutti i componenti siano ben legati tra loro. Capita spesso che si possano aprire delle crepe in alcuni tratti della pavimentazione. Molte amministrazioni locali, anzichè pianificare una nuova scarificatura della strada (che comporta dei costi non indifferenti) sono ricorse ad una soluzione tampone, ovvero l'asfalto liquido, che consente di riempire i buchi nell'asfalto appianando eventuali dislivelli. (esempio di asfalto liquido su pavimentazione privata, viene applicata anche in diverse strade urbane) Non tutti i comuni ricorrono a questi espedienti, probabilmente anche per motivi di bilancio, pertanto i cittadini devono spesso attendere una nuova messa in opera della pavimentazione stradale, che avviene dopo svariati mesi o anche anni. Oppure si interviene con rattoppi che non fanno che peggiorare la situazione. Diversi livelli di asfalto, diverse consistenze, sconnessioni e avvallamenti, con buona pace di pedoni, ciclisti e automobilisti.     Verso dove va la tecnologia? Di questi tempi assistiamo allo sviluppo di prodotti innovativi, frutto della ricerca. Ad esempio alcune aziende producono già l'asfalto permeabile, in grado di assorbire grandi quantità di acqua. In questo video un esempio di malta che assorbe fino a 4000 litri. Si va oltre, si sperimentano le strade fotovoltaiche: Si tratta di strade pavimentate con pannelli quadrati larghi come la carreggiata, che produrranno energia sfruttando i principi dei pannelli fotovoltaici e lavorando allo stesso modo dei moduli normalmente installati sulle nostre case, ma posti in sostituzione dei comuni asfalti per il manto stradale. Trattandosi di un prototipo, i dati definitivi sono ancora incerti, ma se si stima un’insolazione media di 4 ore al giorno e un’efficienza intorno al 15%, ogni pannello produrrà, giornalmente 1,6 kWh di energia elettrica, che potrà essere immessa nella rete pubblica, utilizzata per l’illuminazione stradale o per la ricarica delle auto elettriche tramite colonnine (fonte) In Olanda nel 2013 si è iniziato a sperimentare la “Smart Highway”, il primo prototipo di autostrada intelligente e a risparmio energetico: tra le soluzioni introdotte: segnaletica fotoluminescente in grado di ricaricarsi di giorno e illuminarsi di giorno luci che si accedono solo al passaggio delle autovetture cristalli di ghiaccio che si illuminano in caso di temperatura sotto lo zero e una corsia a induzione grazie alla quale i veicoli elettrici potranno ricaricarsi semplicemente percorrendola sfruttamento di energie rinnovabili, con una serie di turbine eoliche poste ai lati della carreggiata che, mosse dal vento causato dal transito delle auto, produrranno energia elettrica necessaria all'illuminazione della strada Insomma, anche in questo campo il mondo va a diverse velocità. In Italia rimane ancora attuale la diatriba tra trasporto pubblico - trasporto privato, secondo molti ancora troppo esposta a favore di quest'ultimo. Sta di fatto che anche le strade devono godere di un livello di comfort e manutenzione molto alto. Le sperimentazioni costano e diversi comuni italiani non riescono nemmeno a garantire la semplice manutenzione. Non ci resta che chiudere questo excursus con una nota storica: un filmato del 1961 dell'Istituto Luce, dove veniva presentata l'attività mineraria nei pressi di Ragusa. Immagini che ancora oggi hanno il loro fascino.  

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21 dic 2016

Inaugurata “Eurasia”: la mega-struttura che rivoluziona il traffico ad Istanbul

di Andrea Baio

Europa e Asia unite da un tunnel sottomarino di 15 km, a 24 metri di profondità sotto il Bosforo. Il mega progetto rivoluzionerà la viabilità di Istanbul, una delle metropoli più trafficate al mondo. L'autostrada sottomarina abbatterà notevolmente i tempi di percorrenza, che fino a ieri potevano superare l'ora e mezza, mentre ora - col nuovo tunnel - si ridurranno ad appena 15 minuti. Il tunnel è composto da una sezione a due piani, uno per ogni senso di percorrenza. Un progetto utile quindi, ma anche efficiente, dato che è stato consegnato con 8 mesi di anticipo rispetto al crono-programma. Il Ministro dei Trasporti turco ha inoltre annunciato il prossimo step: la costruzione di un ulteriore tunnel sottomarino a tre piani, che includa anche la ferrovia.

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