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13 giu 2020

Olimpiadi Milano-Cortina: Riunione al Mit con le Regioni sulle opere stradali e ferroviarie

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Le opere infrastrutturali per le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026 al centro della riunione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Ministra Paola De Micheli e i rappresentanti di Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano. Si tratta di opere stradali e ferroviarie del valore di un miliardo di euro finanziate nella Legge di Bilancio 2020. La Ministra De Micheli ha illustrato il percorso per passare alla fase realizzativa degli interventi e ricordato la loro importanza strategica per migliorare l’accessibilità, i collegamenti e la dotazione infrastrutturale dei territori coinvolti dall’Olimpiade, nel segno della piena sostenibilità ambientale. La ministra ha proposto tempi e metodi. “C'è stato un accordo – ha affermato la Ministra – su un primo elenco delle opere ed entro l'estate definiremo il relativo cronoprogramma, al termine degli ultimi approfondimenti con le Regioni e le province autonome. A breve inoltre si costituirà la nuova società pubblica incaricata della realizzazione delle infrastrutture”.

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06 giu 2020

MILANO | Reinventing cities oltre 60 proposte per i 7 siti milanesi

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Sessantuno candidature per rigenerare 7 luoghi strategici della città. È l’esito della prima fase della seconda edizione di Reinventing cities, il bando internazionale lanciato a dicembre dal Comune insieme a C40 che prevede l'alienazione e costituzione del diritto di superficie di siti da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana. "È un risultato molto importante - dichiara l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran - che dimostra come, nonostante il momento estremamente difficile per tutti, Milano continui ad essere una città attrattiva per architetti e progettisti che vogliono sperimentare idee innovative e per investitori internazionali. Aspettiamo di vedere le proposte che verranno selezionate nella seconda fase ma siamo sicuri che, come per la prima edizione del bando, arriveranno progetti di elevata qualità ambientale e architettonica. Ricordiamo che la caratteristica principale di Reinventing cities rispetto ad altre procedure di gara è che il progetto vincitore non sarà quello con l'offerta economica più alta, ma quello che verrà valutato avere la miglior qualità secondo un set di parametri ambientali". Sono 11 le proposte arrivate per Loreto, che dovrà svilupparsi a partire dalle regole del Piano di governo del Territorio valorizzando la piazza come cerniera tra Corso Buenos Aires, viale Monza e via Padova e riorganizzando la viabilità per generare nuovi spazi pedonali, 10 quelle per il nodo Bovisa, la cui rigenerazione sarà l’occasione per ricucire il quartiere e integrare la stazione quale porta di accesso a un sistema di funzioni urbane strategiche. Sette le candidature per Lambrate, dove in base all’Accordo di Programma per la rigenerazione degli scali ferroviari dovrà nascere un quartiere sostenibile con alloggi di edilizia residenziale a prezzi accessibili, spazi pubblici, aree verdi e servizi di quartiere per il 60% dell’intera superficie. L’area di Civitavecchia a Crescenzago ha avuto 12 proposte, ben 13 quelle per l’ex Macello e una per l'area di via Monti Sabini: in questi tre i siti dovranno essere realizzati alloggi in edilizia residenziale sociale, in particolare in affitto, per rispondere alla forte domanda di case a prezzi accessibili. Infine sono 7 le candidature per le Palazzine Liberty di viale Molise dove potranno nascere anche servizi per tutta la città. Il bando prevede ora la nomina di una commissione giudicatrice per ogni sito (che verrà composta da rappresentanti del Comune di Milano e di C40, esperti internazionali di urbanistica/ architettura, esperti ambientali locali ed esperti economici, da rappresentanti di Ferrovie dello Stato per quanto riguarda il sito di Lambrate e di Ferrovie Nord per il nodo Bovisa) che valuterà i progetti selezionando, per ciascun sito, sino ad un massimo di cinque finalisti che dovranno elaborare la proposta dettagliata compresa di offerta economica e infine, nel primo trimestre del prossimo anno, l’individuazione del progetto vincitore per ognuno dei 7 siti. Al bando, il cui obiettivo è promuovere uno sviluppo urbano sano, verde, economicamente sostenibile e resiliente erano chiamati a partecipare architetti, pianificatori urbani, designer, sviluppatori, imprenditori, esperti ambientali, start-uppers, associazioni di vicinato, innovatori e artisti. Reinventing cities, che nella prima edizione ha portato progetti innovativi e di elevata qualità ambientale per le Scuderie de Montel, lo scalo ferroviario di Greco e porzioni di via Doria e via Serio, quest’anno ha visto la partecipazione di 10 città del mondo: oltre a Milano, Madrid, Roma, Chicago, Dubai, Montreal, Singapore, Cape Town, Reykjavik. TI POTREBBERO INTERESSARE: MILANO | 7 aree milanesi alla seconda edizione di “Reinventing Cities” Milano partecipa a “Reinventing Cities” un bando internazionale per progetti urbani a zero emissioni di carbonio MILANO | Ecco i progetti vincitori del bando di C40

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28 mag 2020

‘BARI OPEN SPACE’: 30 nuovi interventi per RIABITARE la città

di Roberta Gentile

'Bari Open Space' è il piano per la mobilità sostenibile e la vivibilità dello spazio pubblico che il Comune ha proposto per ridisegnare la città, rispondere alle nuove esigenze di distanziamento sociale dopo l’emergenza sanitaria e migliorare l’ecologia urbana. Quella che questo piano adotta può essere definita una scelta di urbanistica tattica,che consente di attuare trasformazioni urbane temporanee e partecipate per migliorare le condizioni di vita nei quartieri attraverso interventi flessibili, economici, rapidi e condivisi. Le due aree programmatiche del progetto vengono battezzate con modi di dire prettamente baresi: “a muoversi” per i trasporti, “a stare” per gli spazi pubblici. Le norme sul distanziamento sociale hanno portato profondi cambiamenti nella visione della vita, mettendo in evidenza quanto sia diffusa l’esigenza di spazio aggiuntivo per muoversi, sostare e vivere la quotidianità. L’emergenza sanitaria rappresenta perciò anche l’opportunità di riorientare positivamente alcuni obiettivi verso il futuro, per validare l’idea di città portata avanti dall’amministrazione comunale, modificando o accelerando alcuni processi in corso. In una nota del Comune lo spazio pubblico viene definito come “il vero bene comune delle nostre città”: da ciò nasce l’idea di ripensare la città in un’ottica più sostenibile e resiliente. La proposta lanciata dal sindaco Antonio Decaro prevede la realizzazione di arene per spettacoli all’aperto, piste ciclabili e aree pedonali attraverso la sola segnaletica orizzontale e verticale, per un totale di 57 km aggiuntivi, triplicando la lunghezza dei percorsi ciclabili già esistenti. Per quanto riguarda il sistema dei trasporti, saranno ampliate le Zone a Sosta Regolamentata (ZSR) per disincentivare l’uso dell’auto privata, sarà attivato lo sharing di micromobilità elettrica, sarà ridefinito il piano delle Zone 30, 20, 10 per moderare il traffico. Il primo cittadino porta l’esempio di un nuovo corso Vittorio Emanuele con piste ciclabili create tra le due carreggiate centrali e i nuovi spazi di sosta. I 30 interventi previsti sono finalizzati ad aumentare la dotazione di spazi pubblici e riqualificare quelli già esistenti, in particolare nei contesti carenti di piazze e aree verdi, per renderli spazi in cui condividere momenti di cultura e spettacolo, offrire occasioni di relazione sociale e fare attività sportiva all’aperto, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previsto dalla norma. Un esempio potrebbe essere Piazza Umberto a Carbonara che potrebbe ospitare un’arena per spettacoli all’aperto, l’area nelle immediate vicinanze del faro potrebbe essere utilizzata dai runner e dagli sportivi, l’intersezione tra via Putignani e via Manzoni, pedonalizzata, potrebbe essere allestita con arredi urbani. In un momento in cui i tempi contingenti e il rispetto delle norme sul distanziamento sociale prevalgono su tutto, ecco che il nuovo piano sulla mobilità light e sull’urbanistica tattica presentato il 26 Maggio a Palazzo di Città si delinea su poche ma essenziali direttrici: si fa di necessità virtù.

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19 mag 2020

Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, giovedì 21 maggio riapre al pubblico

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Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa giovedì 21 maggio riapre al pubblico, con le modalità per la riapertura dei musei previste dal DPCM del 17 maggio 2020. Fondazione FS Italiane, per garantire il rispetto delle norme di prevenzione e contrasto previste per l’emergenza sanitaria COVID-19, ha attuato numerose azioni per permettere alle persone di visitare il Museo in sicurezza: differenziazione dei percorsi di entrata e uscita dal Museo; presenziamento degli ingressi per evitare code e garantire il distanziamento sociale; obbligo per i visitatori di indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza all’interno degli spazi museali; installazione di colonnine con dispenser automatico di gel disinfettante; installazione di apposito schermo in vetro parafiato e sistema di “parla ascolto” distanziato a protezione della biglietteria. Le visite guidate saranno limitate a gruppi di massimo 10 persone con obbligo di indossare la mascherina e di rispettare il distanziamento sociale. Inoltre, è attivo un sistema di filodiffusione sonora per ricordare ai visitatori le norme igienico-sanitarie da seguire durante la visita. Sono, invece, temporaneamente sospese le attività di proiezione del Virtual tour Bayard e nella sala Cinema, il simulatore di guida e la visita all’interno dei treni storici. Nei mesi estivi, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa tornerà gradualmente a ospitare eventi culturali all’aperto rigorosamente con ingresso contingentato. Per maggiori informazioni o prenotazioni inviare una mail all’indirizzo [email protected] o telefonare al numero 081472003.

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15 mag 2020

SICILIA | Nove musei regionali si rifanno il look per essere adeguati agli standard di qualità internazionali

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Nove musei regionali si rifanno il look per essere adeguati agli standard di qualità internazionali. Lo ha deciso il governo Musumeci che ha deliberato lo stanziamento di 22 milioni di euro, quale avvio di un "Piano regionale per la riqualificazione della rete museale siciliana". Gli interventi riguarderanno: il miglioramento e l'abbellimento infrastrutturale, ma anche l'installazione di nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali per la fruizione e la valorizzazione delle collezioni. Gli spazi museali che saranno sottoposti ai lavori coinvolgono, in questa fase, sei province dell'Isola: il Museo archeologico di Aidone, in provincia di Enna; il Museo archeologico di Gela, nel Nisseno; l'Antiquarium e il Museo "Pirri Marconi" nel Parco archeologico di Himera a Termini Imerese, nel Palermitano; il Museo d'Arte moderna e contemporanea di Palermo; il Museo delle Solfare "Trabia Tallarita" di Riesi, in provincia di Caltanissetta; il Museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa; il Museo "Agostino Pepoli" di Trapani; il Museo interdisciplinare di Messina. «Parecchi nostri musei - sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci - sono ricchi nel contenuto, ma appaiono superati nell'allestimento, nelle dotazioni tecnologiche e nei servizi. Alcuni non sono neppure dotati di servizi igienici adeguati. Non è possibile tutto questo per una terra che punta a fare del turismo culturale il segmento trainante. Dopo anni di chiacchiere, la Regione interviene con risorse concrete e con progetti all'avanguardia. E' solo l'inizio di un Piano che coinvolgerà tutti i musei di proprietà regionale e non escludiamo un possibile bando per gli altri spazi museali». Il governo regionale ha deliberato pure di trasfromare la Chiesa di Santa Margherita di Sciacca in auditorium con lavori di restauro e adattamento, su progetto della Soprintendenza di Agrigento.

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09 mag 2020

MILANO | Inizia la seconda fase della gara per la vendita dell’ex scalo di Porta Romana

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Entra nella seconda fase la gara per la vendita dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana a Milano in cui sarà realizzato il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026. A fine marzo si era conclusa con successo la prima fase che ha visto la partecipazione di numerosi operatori del mercato immobiliare nazionale e internazionale. Dall’11 maggio sarà avviata la seconda fase che si concluderà con la presentazione da parte dei concorrenti di un’offerta di vendita non vincolante. Seguirà poi l’ultimo atto con la consegna delle offerte vincolanti. Lo sviluppo dell’area di 187mila metri quadrati dell’ex scalo di Porta Roma, in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, prevede la costruzione di edifici che ospiteranno gli atleti e la trasformazione di alcune zone a verde pubblico. Finiti i Giochi, le residenze degli atleti saranno riconvertite in alloggi di housing sociale e per studenti universitari. L’ex Scalo di Porta Romana fa parte del più ampio progetto per la riqualificazione dei sette ex scali ferroviari dismessi avviato con la sottoscrizione dell’accordo di programma firmato nel 2017 da Comune di Milano, Regione Lombardia e Gruppo FS Italiane. Gli ex scali ferroviari occupano una superficie libera di circa un milione di metri quadrati, il 65% dei quali saranno destinati ad aree verdi. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 10 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e riqualificazione cittadina in Italia e in Europa. Grazie a FS Sistemi Urbani, i sette ex scali ferroviari torneranno presto al centro della vita urbana: oltre a Porta Romana, negli ex scali di San Cristoforo e Farini nasceranno due parchi rispettivamente di 14 e 25 ettari, , per Rogoredo e Porta Genova si svilupperanno procedure concorsuali per la stesura dei masterplan, i progetti degli scali di Greco-Breda e di Lambrate parteciperanno alla seconda edizione del bando internazionale Reinventing Cities, infine, è in fase di gara l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della nuova stazione di Tibaldi della Circle line cittadina.

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28 apr 2020

Estate 2020: arriva il Live Drive In 20 città italiane

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Sempre più vicini, sempre più protetti con Live Drive In, il progetto ideato da un gruppo di addetti ai lavori dello showbiz per fornire una risposta immediata all’attuale sospensione delle attività relative a cinema, teatro e musica live provocata dall’emergenza Covid-19. Per l’estate 2020, in diverse città italiane, altrettante location si trasformeranno in drive-in spettacolari attrezzati con mega schermi e palcoscenici. Live Drive In vuole essere promotore del primo festival completamente Covid Safety-First, che permetta di tornare a vivere la socialità e la musica live già dalle primissime fasi della riapertura: una soluzione ambiziosa per permettere al pubblico di riavvicinarsi a passioni e abitudini, promuovendo un'inedita fruizione dell’intrattenimento. L’obiettivo mira anche a sostenere tutta la filiera di cinema, del teatro e dei concerti. Un’industria in ginocchio, con oltre 300mila lavoratori in disoccupazione e perdite per decine di milioni di euro settimanali. Con questo progetto si vuole lanciare un appello al Governo, al Ministero della Cultura e alle Istituzioni Nazionali per porre l’attenzione su un settore importante come l’intrattenimento. Comuni, assessorati e promoter locali stanno aderendo, con grande entusiasmo e partecipazione, e sono già state individuate aree fruibili al format nella sua capienza massima a Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Napoli, Verona, Catania, Genova, Bari, Cagliari, Cosenza, Mantova, Avellino, Reggio Calabria, Lamezia Terme, Lido di Camaiore, Olbia, San Benedetto del Tronto e Palermo. Il progetto rispetta anche l’ambiente: è quasi completamente a impatto zero grazie all’utilizzo di generatori a energia rinnovabile, bagni auto-igienizzanti e materiali ecosostenibili.

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25 apr 2020

EUvsVirus, FS Italiane partecipa alla sfida digitale contro il Covid-19

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Condividere su una piattaforma digitale idee e progetti innovativi con un unico obiettivo: trovare soluzioni per sostenere il futuro sociale ed economico dell'Europa e del mondo dopo la pandemia. A lanciare la sfida è la Commissione Europea attraverso il primo hackathon paneuropeo online EUvsVirus, in programma dal 24 al 26 aprile. FS Italiane accoglie la sfida e partecipa alla tre giorni in cui circa 20mila persone di oltre 30 Paesi sono pronte a condividere le proprie esperienze nel campo dell'innovazione e della digitalizzazione dando un contributo rispetto a diversi temi divisi in 5 macro challenge: Health & Life, Business Continuity, Social & Political Cohesion, Remote Working & Education, Digital Finance. I partecipanti potranno anche indicare nuovi temi sui cui confrontarsi. Nell'ambito della sfida Business Continuity il Gruppo con le sue persone è pronto a condividere il proprio know how nel campo della mobilità con idee per realizzare nuovi e resilienti modelli di business nel settore turistico. Nella challenge dedicata al lavoro da remoto e all'educazione gli sfidanti di FS si confronteranno con gli altri partecipanti su metodi e strumenti di e-learning per la formazione a distanza e smart working. Le idee e i progetti più innovativi saranno selezionati da una giuria e condivisi attraverso la nuova piattaforma Covid del Consiglio Europeo dell'Innovazione (EIC).

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10 apr 2020

NAPOLI | ANM, taglio dello stipendio dirigenziale per sostegno alla CIG

di Antonio Somigliato

L’Azienda Napoletana Mobilità fa sapere, tramite una nota sulla pagina Facebook aziendale pubblicata oggi 10/04/2020, del provvedimento aziendale preso dai dirigenti societari quale il taglio del salario personale per contribuire alla cassa integrazione dei dipendenti. Nel comunicato di seguito riporta, si da anche la parola a Nicola Pascale, Enrico Panini ed Amedeo Manzo, rispettivamente amministratore unico dell'ANM, vicesindaco e assessore ai trasporti e le infrastrutture, e amministratore unico della Napoli Holding S.r.l. Crisi Covid19: i dirigenti ANM si tagliano lo stipendio per sostegno al personale in CIG Napoli 10 Aprile 2020 - I dirigenti di Anm hanno deciso di operare un taglio del 10% del loro stipendio di marzo e aprile per contribuire al Fondo con cui l'azienda integrerà lo stipendio dei dipendenti che sono in cassa integrazione. «Noi dirigenti di ANM, consapevoli del grave stato di crisi che sta investendo il mondo produttivo e mettendo in enorme difficoltà la prosecuzione ordinaria della vita di ognuno e delle prestazioni lavorative, stiamo compiendo ogni sforzo per affrontare queste circostanze complesse e ignote, in termini professionali ed umani, con l'obiettivo di essere punto di riferimento per chi opera sul campo e nelle strutture di supporto. Naturalmente siamo altrettanto coscienti che non è finita qui ed altre sollecitazioni e scossoni bisognerà affrontare prima di rivedere un ritorno alla normalità, ma noi ci siamo. In questo "esserci", abbiamo ritenuto di dover dare un segno materiale e tangibile, nella attuale fase aziendale, con una proposta, su base volontaria, di riduzione delle nostre retribuzioni del 10% per i mesi di adesione al Fondo di Solidarietà dei lavoratori dell'Anm. Non è la soluzione a nessuno degli enormi problemi che stiamo vivendo, ma intendiamo manifestare la nostra partecipazione alla difficile fase aziendale». Così i dirigenti hanno annunciato la loro decisione nell'emergenza Covid19. Le somme che i dirigenti hanno volontariamente tagliato dal loro stipendio verranno inserite nel fondo che Anm ha costituito per integrare la busta paga dei dipendenti che andranno in cassa integrazione. All’iniziativa dei dirigenti di Anm ha aderito anche l’Amministratore Unico Nicola Pascale. «La decisione dei dirigenti di Anm e dell’Amministrato Unico - commenta l'assessore ai trasporti del Comune di Napoli Enrico Panini - di ridurre volontariamente la loro retribuzione in questo momento di grandissima difficoltà è un fatto rilevante. Ringrazio ognuno di loro perché la solidarietà nei momenti di difficoltà vale doppio». La decisione è sottolineata anche dall'amministratore unico di Napoli Holding Amedeo Manzo: «In un momento molto duro e soprattutto incerto per gli effetti del post Covid-19 è bello sapere che un'azienda è fatta da persone che conoscono il senso della solidarietà e dell'inclusione. Questa è l'unica strada per la ripresa».

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01 apr 2020

Alitalia: voli speciali da Mozambico, India e Repubblica Ceca per rimpatrio italiani e nuovi servizi cargo sulla Cina

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Alitalia prosegue la programmazione di voli cargo per trasportare dalla Cina all’Italia mascherine protettive e altro materiale sanitario necessario per aiutare le strutture ospedaliere del nostro Paese nella gestione dell’emergenza Covid-19. La Compagnia opererà questa settimana tre voli cargo su Shanghai con Boeing 777, l’aereo con la maggiore capacità di carico della flotta, effettuando una sosta a Novosibirsk, in Siberia, per il cambio dell’equipaggio ai comandi, non essendo possibile l’avvicendamento in Cina a causa delle restrizioni in vigore che impongono la quarantena ai viaggiatori in arrivo dall’Italia, incluso il personale navigante. Questo secondo volo speciale cargo Alitalia dalla Cina atterrerà a Fiumicino domani mattina, 2 aprile, alle ore 5:15 con stivati oltre 120 metri cubi di forniture medicali fra mascherine, 1 milione e 200 mila, e decine di respiratori per le terapie intensive. Continua anche il programma di voli speciali per il rimpatrio di connazionali bloccati all’estero, in collaborazione con l’Unità di Crisi della Farnesina, anche su aeroporti non serviti abitualmente da Alitalia. Un Boeing 777-200ER decollerà questa sera alla volta del Mozambico per andare a recuperare a Maputo i dipendenti di una società petrolifera che arriveranno a Fiumicino nella serata di domani, 2 aprile. Un altro Boeing Alitalia arriverà a Fiumicino alle ore 8:10 di venerdì 3 aprile da Goa (India), consentendo di riportare in Italia circa 250 connazionali, come richiesto dall’Ambasciata italiana in India. Per sabato 4 aprile è stato infine organizzato un altro volo speciale da Praga (Repubblica Ceca), i cui biglietti sono già prenotabili sul sito alitalia.com.

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