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08 giu 2015

Scommettere sulla bici a Siracusa con un ciclobar

di movimentocentrale

Ci sono tanti modi in cui lasciare il segno. Uno di questi è aprire un ciclobar in una città siciliana dove la cultura della bicicletta è scarsa e le mosse dell'amministrazione sulla mobilità sostenibile poco influenti. Per molti è pazzia, per noi è coraggio e lungimiranza. Il mondo si sta accorgendo che i comportamenti di oggi hanno un impatto sulle generazioni future. Questo mondo è ancora lontano da Siracusa, ma ci arriverà. Un giorno Ortigia sarà pedonalizzata, le numerose attrazioni turistiche e culturali della città saranno collegate da percorsi protetti, i cittadini si sposteranno con mezzi alternativi alle automobili, le spiagge, le riserve naturali e le altre meraviglie della Sicilia sud-orientale saranno visitate da migliaia di biciclette. Perchè in futuro non ci sono alternative. Noi ci battiamo affinchè questo futuro sia sempre più vicino. Non siamo soli, ci sono molte altre persone consapevoli e responsabili con cui unire le forze. Noi ci mettiamo un bar con ciclofficina in pieno centro storico, davanti una scuola, raccolta e diffusione di percorsi, bici a noleggio, contatti con chi organizza tour in bicicletta e strutture ricettive bike-friendly. Ci abbiamo messo il coraggio di lasciare i nostri posti di lavoro in una città del nord Italia per aprire un'impresa in Sicilia. Ci mettiamo la determinazione e la convinzione che le cose possono cambiare se qualcuno ci si mette a farlo. Forza! Chiara Pota e Alfonso Peralta www.movimentocentrale.net

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04 giu 2015

AGRIGENTO | Dopo 36 anni torneranno i treni di linea a Porto Empedocle

di Mauro Indelicato

Si muove qualcosa di importante a Porto Empedocle sul fronte del ritorno del servizio ferroviario; la cittadina posta a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, ospita il porto di Agrigento e dunque a livello infrastrutturale è uno snodo di primaria importanza per tutta la provincia. Presso il locale porto, attraccano e partono le navi e gli aliscafi per le isole Pelagie e da due anni a questa parte è presente anche un non indifferente traffico crocieristico e dunque i collegamenti tra Porto Empedocle ed Agrigento sono fondamentali sia a livello turistico che commerciale; per questo e per altri motivi, come la presenza delle aree industriali legate prima allo zolfo e poi allo stabilimento della Montecatini, proprio Porto Empedocle ha avuto un’area ferroviaria tra le più vaste e trafficate della Sicilia, poi le magre fortune dell’industria locale ed una generale depressione economica del territorio hanno fatto sì che nel 1978 si interrompesse il trasporto passeggeri dalla stazione centrale della cittadina portuale e nel 1994 anche quello merci. Per anni la ferrovia a Porto Empedocle è stata abbandonata e le sue stazioni (due nella linea ordinaria verso Palermo e due in quella a scartamento ridotto verso Castelvetrano) lasciate marcire; eppure già da diversi anni si è iniziato a parlare di un rilancio dell’infrastruttura ferroviaria, nel 2001 si è provato il primo servizio a spola estivo tra Agrigento e Porto Empedocle visto che la linea ferrata è rimasta funzionante ed elettrificata nonostante la chiusura. Dal 2007 invece, sono attivi nella domenica della Sagra del Mandorlo in Fiore i treni che collegano Porto Empedocle Centrale con Agrigento Centrale, primi timidi tentativi in vista di un progetto più ambizioso: la metropolitana di superficie, che potesse mettere in collegamento diretto il porto con il centro di Agrigento, la valle dei templi e la zona industriale di Aragona. Un progetto questo, destinato a sfruttare parte della tratta Agrigento – Porto Empedocle, comprendente anche una fermata presso il Parco Archeologico, ed il pezzo iniziale della Agrigento – Palermo fino alla stazione di Aragona Caldare, 15 km a nord dal centro cittadino e posta nelle vicinanze di importanti strutture come l’Ospedale San Giovanni di Dio ed il quartiere industriale. Di quel progetto se n’è parlato molto nel 2009, quando sembrava destinato a decollare; in seguito però, come spesso accade per le opere più importanti in Sicilia, si è parlato di problemi prima e dopo di accantonamento. Dal febbraio 2010 però, la stazione centrale di Porto Empedocle è tornata ad essere aperta grazie all’attività svolta dall’associazione Ferrovie Kaos, la quale prima ha reso fruibile in ottica storico/museale la struttura ed in seguito ha contribuito ad organizzare treni storici e turistici sulla tratta Porto Empedocle – Agrigento, grazie soprattutto all’iniziativa degli ‘Akragas Express’ destinati alle scolaresche. In pochi anni, un tratto di ferrovia in disuso e destinato all’abbandono, ha visto la presenza di migliaia di passeggeri; sull’onda di questo entusiasmo e dei successi prodotti da questo segmento di ferrovia, RFI ha deciso di recuperare per il trasporto passeggeri la Porto Empedocle – Agrigento. Non si tratta della metropolitana sopra accennata, ma di un servizio di spola per i pendolari che tornerà ad essere quotidiano e fisso negli orari dei treni e che potrebbe comunque fare da apripista a progetti più grandi; il ragionamento è semplice: piuttosto che rimanere fermi in attesa che ci si decida di convertire l’intera tratta in metro di superficie sul modello del passante ferroviario di Palermo, si inizia ad intervenire sul tratto Porto Empedocle – Agrigento, facendo partire fra pochi mesi un servizio che andrà a snellire il traffico tra i due centri che torneranno ad essere collegati con il treno e realizzando in tal modo anche un collegamento più veloce tra il porto ed il centro di Agrigento. I lavori sono partiti a dicembre; è previsto il totale rifacimento del tratto di un chilometro posto tra Porto Empedocle Centrale e Porto Empedocle Succursale (la stazione, per intenderci, che si trova di fronte l’innesto del porto), nonché altri interventi lungo la tratta tra cui soprattutto la realizzazione di opere di messa in sicurezza del costone Kaos, che spesso ha creato problemi nel recente passato. Da parte sua, il comune di Porto Empedocle si è impegnato a costruire una nuova piazza dinnanzi Porto Empedocle Succursale, un nuovo parcheggio laterale ed a recuperare lo stesso fabbricato viaggiatori della stazione. Al momento, sono in corso i lavori per le prime due opere, purtroppo sembrerebbe che l’intervento sul fabbricato viaggiatori sia rinviato ad un momento successivo, ma RFI provvederà comunque ad una sua messa in sicurezza. I lavori sembrerebbero a buon punto: il nuovo sedime ed i nuovi binari tra le due stazioni empedocline sono in via di ultimazione, la nuova piazza dovrebbe essere inaugurata tra poche settimane, il tutto sarà pronto per settembre quando, in coincidenza con la riapertura delle scuole, verrà attivato il servizio. Il percorso prevede quattro fermate: Porto Empedocle Succursale, Porto Empedocle Centrale, Agrigento Bassa ed Agrigento Centrale. Nei mesi scorsi sono stati effettuati anche piccoli lavori che hanno reso agibile la fermata ‘Tempio di Vulcano’, porta di accesso alla Valle dei Templi, ma pare che al momento tale fermata sarà soltanto effettuata dai treni turistici. In definitiva, da settembre si avrà la buona notizia che dopo 36 anni Porto Empedocle tornerà ad avere regolari treni di linea che la connettono con il capoluogo e con il resto della rete ferroviaria; un vero miracolo, considerando un contesto come quello siciliano in cui da anni si tagliano treni e si sopprimono linee. Potenziare questo tratto è essenziale sia per i turisti che per i cittadini, anche alla luce della recente chiusura del viadotto Akragas, principale via di collegamento tra i due centri; si spera, che questo nuovo servizio ferroviario urbano dia impulso all’uso di mezzo pubblici in una città, come Agrigento, congestionata dal traffico e serva da incentivo per la realizzazione della metropolitana di superficie che andrebbe a collegare tutti i punti strategici più importanti dell’hinterland agrigentino.  

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26 mag 2015

AGRIGENTO | Anas: abbattuto il diaframma della galleria “Papazzo” sulla AG-CL

di Fabio Nicolosi

E' stato abbattuto ieri il diaframma della galleria naturale “Papazzo”, in costruzione al km 10,270 della strada statale 640 di “Porto Empedocle”, dove sono in corso da parte dell'Anas i lavori di realizzazione del 2° tratto dell’Itinerario Agrigento-Caltanissetta, compreso tra il km 44,000 e lo svincolo con l’autostrada A19 “Palermo-Catania”. Il nuovo tunnel è costituito da due canne, ciascuna di una lunghezza complessiva di circa 700 metri.  Le attività di scavo si sono concluse nella canna in direzione Caltanissetta, mentre per quella in direzione Agrigento restano da scavare circa 80 metri. L’importo complessivo della nuova galleria ammonta a circa 52 milioni di euro. Per il completamento della nuova galleria naturale, restano da eseguire il rivestimento definitivo, la posa in opera della sovrastruttura stradale, la realizzazione degli impianti tecnologici e la segnaletica. I lavori di realizzazione del nuovo itinerario Agrigento-Caltanissetta riguardano, in particolare, il raddoppio della strada statale 640 “di Porto Empedocle”, che ha inizio nell’area dell’omonimo porto, attraversa la Valle dei Templi a sud della città di Agrigento, i territori di numerosi comuni delle Province di Agrigento e Caltanissetta e termina all’innesto con la statale 626 Caltanissetta–Gela. La dorsale, importantissima per la viabilità regionale della Sicilia, rappresenta non soltanto un asse stradale di penetrazione a servizio delle aree interne, ma anche l’itinerario preferenziale tra la Sicilia Sud-occidentale e l’Autostrada A19 Palermo-Catania e quindi il collegamento diretto tra la Provincia di Agrigento e l’anello viario principale dell’isola costituito dai collegamenti autostradali fra i tre principali centri metropolitani (Palermo, Catania, Messina). L’intervento di adeguamento è stato suddiviso su due lotti: il primo tratto, in fase di ultimazione, ricade nella provincia di Agrigento per una lunghezza complessiva di circa 34 km. Il secondo tratto, dove è ubicata la nuova galleria Papazzo in costruzione, ricade nella provincia di Caltanissetta ed è lungo 28 km. Sul secondo lotto sono previsti 6 nuovi svincoli, in adeguamento a quelli già esistenti, tra i quali quello di collegamento con l’autostrada A19 e importanti opere d’arte, tra le quali 13 viadotti, 5 gallerie artificiali, 4 gallerie naturali, 1 ponte e 9 cavalcavia. Il costo complessivo dell’intera opera ammonta a 990 milioni di euro. L’opera d’arte principale, che caratterizza l’intero lotto, è costituita dalla Galleria Naturale “Caltanissetta”, il cui costo complessivo ammonta a 187 milioni di euro. La galleria costituita da due canne e della lunghezza complessiva di circa 4 km, sottopassa la periferia dell’agglomerato urbano di Caltanissetta con una copertura massima di 110 metri. La sezione di scavo è di 15,08 metri e consente la realizzazione di una piattaforma stradale di larghezza totale di 11.25 metri, costituita da 2 corsie (marcia lenta e sorpasso), una banchina a sinistra  e una corsia di emergenza a destra. Lo scavo della galleria, attualmente in corso nella sola canna in direzione Agrigento, viene eseguito attraverso l’utilizzo della TBM, la fresa meccanica a piena sezione. Ad oggi sono stati scavati circa 2800 metri sui 4000 previsti.  

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19 mag 2015

Messina | Una “red line” per rilanciare il turismo

di Leonardo Russo

Il progetto “Red Line” nasce per favorire, organizzare e ampliare l’accoglienza turistica per le città turistiche ed in particolare quelle siciliane. Il tema dell'accoglienza infatti è un tema centrale per chi si occupa di turismo. C'è anzi chi sostiene che l'accoglienza sia l'essenza stessa dell'esperienza turistica. Resta il fatto che tradizionalmente, a questo tema, non solo in Sicilia, si dedica poca attenzione, poca progettualità e poche risorse. Siamo abituati a pensare che nelle problematiche turistiche sia la promozione ad essere centrale. Eppure vi sono destinazioni che hanno turismo anche senza fare promozione; destinazioni cioè, che sono state scoperte dai turisti, e che possono contare su flussi turistici senza averli promossi. Noi pensiamo che il turismo possa vivere senza promozione, ma non possa vivere senza accoglienza. La creazione di una Linea guida o “Red Line”, di colore rosso, ben evidenziata a fianco dei marciapiedi cittadini, che dal porto, o dalla stazione, indichi il percorso per raggiungere il centro storico ed il centro commerciale della città, è quindi il primo passo verso una accoglienza più razionale per il turista che, crocerista o no, ha la possibilità di organizzare meglio il tempo a sua disposizione, e di individuare con più facilità i punti di interesse. A ciò va aggiunta la possibilità di inserire un insieme di interventi coordinati per sviluppare e rendere più fruibile l’offerta turistica e per stimolare in modo sinergico insieme all'Amministrazione  Comunale ed ai vari imprenditori locali, una nuova concezione di sviluppo economico legato al turismo nella nostra città. Una concezione non legata ad uno stato passivo e supino dei meccanismi che regolano le presenze turistiche, ma che al contrario le favorisca e le indirizzi cogliendone appieno le opportunità. Quando si parla di turismo spesso si parla di un turismo di passaggio e non di residenza, visto che per vari motivi non abbiamo saputo creare le opportunità che il clima e le nostre attrazioni naturali permetterebbero. Preso atto di ciò, dobbiamo constatare che pur trovandoci al centro dei nuovi flussi turistici non riusciamo a fornire un’organizzazione efficiente per soddisfare pienamente il visitatore e per  captare risorse e denaro per la nostra economia. Da queste considerazioni è quindi nata l’idea di creare un “tessuto”, una base, su cui prima accogliere e poi proporre al nostro visitatore elementi di interesse. Il percorso della  “Red Line” per la città di Messina Il tragitto proposto parte ovviamente dal punto di sbarco dei croceristi, in prossimità del municipio e prevede prima l’attraversamento pedonale della Via Garibaldi e poi la prosecuzione fino alla Via S. Giacomo. All’inizio di Via S. Giacomo è previsto il posizionamento di un portale di benvenuto, che rafforzi la sensazione di accoglienza e di confort per l’occasionale visitatore. Lungo proprio questa via della Città, completamente pedonale, si è deciso di intervenire con degli arredi esterni, pensati per costituire una vera e propria “ossatura dello spazio” e che hanno il compito di invitare e guidare il visitatore con degli elementi di interesse culturale facilmente fruibili. In particolare, si è previsto il posizionamento, lungo il tragitto, di “paline” turistiche con foto della città di Messina risalenti a prima del 1908 e altre subito dopo a testimonianza di quell’evento particolarmente tragico che fu il terremoto. In alternativa, o in aggiunta, si prevedono anche delle riproduzioni delle opere d’arte  presenti nel nostro museo come i quadri dell’ “Adorazione dei pastori” e “La resurrezione di Lazzaro” di Caravaggio e il ”Polittico di s. Gregorio “di Antonello, per dare a tutti l’opportunità di ammirare tali capolavori, ma anche di stimolare l’interesse verso un’eventuale visita degli originali. Arrivati al Duomo il turista avrà la possibilità di ammirare il Campanile con l’emozionante spettacolo delle 12, dove il Leone, il Gallo, Dina e Clarenza e le altre figure allegoriche saluteranno con le musiche di Shubert il funzionamento dell’orologio astronomico più grande d’Europa. D’obbligo la visita della Cattedrale, della fontana del Montorsoli ed del tesoro del Duomo. Il percorso si snoda poi verso il corso Cavour per raggiungere la Via T. Cannizzaro ed arrivare infine al centro commerciale della città, Piazza Cairoli ed il Viale San Martino,  dando la possibilità a chi ricerca qualche ora di shopping di fare degli acquisti. Il ritorno, infine, è previsto lungo la via Garibaldi, particolarmente ricca, anche nelle vicinanze, di Bar e punti enogastronomici che completano da sempre l’offerta turistica.Tutto il percorso è stato previsto completamente in sicurezza con una segnaletica particolarmente curata per la massima fruizione non solo dei disabili ma anche dei semplici cittadini con bambini e passeggini; sarà inoltre previsto: 1)    L’abbattimento totale delle barriere architettoniche 2)    Wi fi gratuito lungo il percorso in sinergia con i locali pubblici aderenti 3)    Presidio dei Vigili Urbani in concomitanza con i traffici turistici 4)    Massima pulizia e decoro    

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29 apr 2015

AGRIGENTO| SS 640: prende forma la galleria Caltanissetta

di Mauro Indelicato

Pur tra alti e bassi, la principale opera pubblica che sta interessando l’agrigentino e che diventerà, un volta ultimata, vera porta di accesso verso il resto della Sicilia e d’Europa della città dei templi, prosegue la sua ‘avanzata’ verso la fine dei lavori. La SS 640 dall’aprile del 2009 è interessata dall’ammodernamento ed adeguamento della sua sede stradale, che sarà composta da due carreggiate a doppia corsia rendendola una strada extraurbana principale e quindi un collegamento molto simile a quello autostradale. L’arteria collega Agrigento ed il porto di Porto Empedocle con l’Autostrada A19; un corridoio viario che dunque metterà in comunicazione l’agrigentino con Caltanissetta, Enna e soprattutto l’Aeroporto Fontanarossa di Catania. Storia abbastanza lunga quella della SS 640: progettata negli anni 50 per dare ad Agrigento un rapido collegamento con il centro della Sicilia senza attraversamento dei paesi limitrofi (come accadeva con la SS 122, fino a quel momento unica arteria di questa tratta che penetrava dentro Favara, Canicattì e San Cataldo), la strada ha visto la luce soltanto sul finire degli anni 70. Ma ben presto ci si è resi conto che, pur facendo scendere da 2 ore ad 1 ora la distanza con Caltanissetta e da 5 a 2:30 con Catania, la nuova statale era del tutto inadeguata agli standard moderni ed al flusso di traffico crescente. Inoltre, il fatto che sia stata costruita ad unica carreggiata a due corsie, ha fatto sì che anche la stessa sicurezza degli automobilisti venisse meno e negli anni si sono contate tante vittime; così già nei primi anni 90 si parlava di un raddoppio della SS 640 ed in una trasformazione o in autostrada vera e proprio oppure in strada extraurbana principale. Ma, come spesso succede in Sicilia, sono dovuti trascorrere diversi anni prima di vedere sorgere il progetto; così, il finanziamento per l’opera arrivava soltanto del 2003 e riguardava la progettazione definitiva e successivamente si è passati alla fase operativa con lo stanziamento delle somme necessarie a terminare l’iter prima di aprire i cantieri. Suddivisa in due maxi lotti, uno inerente la provincia di Agrigento e l’altro invece quello di Caltanissetta, i lavori sono partiti come detto sopra nell’aprile del 2009; ad oggi, il tratto agrigentino si presenta quasi completo, quello nisseno invece è ancora nel pieno della fase di costruzione. In particolare, la SS 640 in provincia di Agrigento si presenta con più di metà tracciato completa: mancano soltanto due chilometri in contrada Petrusa, ossia all’ingresso della città ed a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, così come risulta incompleto il tratto che attraversa il territorio di Racalmuto. Si tratta di due zone comunque pianeggianti, in cui i lavori, salvo imprevisti, dovrebbero terminare entro l’anno: il grosso è stato invece fatto ed i punti critici già aperti, in particolare risalta il tratto contraddistinto dal viadotto ‘Serracazzola’, il più lungo della nuova SS 640 e costruito con una particolare tecnica ‘a spinta’ considerata come prototipo per abbattere i tempi di costruzione dei viadotti in futuro e che potrebbe essere esportata anche in Europa. Completato anche il tratto che attraversa Canicattì, raggiungibile tramite tre uscite dalla nuova superstrada. Nel tratto nisseno si sta procedendo alla costruzione della galleria ‘Caltanissetta’: si tratta di un tunnel di 5 km che passa sotto il centro del capoluogo nisseno e che andrà a sostituire la galleria Sant’Elia ma soprattutto andrà a tagliare il percorso della SS 640, che presenterà adesso un maxi rettilineo che andrà da San Cataldo fino al raccordo con l’autostrada Palermo – Catania. Non sono mancati ritardi (il tratto agrigentino doveva essere pronto entro il 2012), né polemiche ed inchieste; non ultima, il sequestro della vasca di smaltimento del materiale proveniente dalla nuova galleria di Caltanissetta, per la quale si sospetta una mancanza di conformità alle norme vigenti che potrebbero aver provocato l’inquinamento di alcune falde acquifere. In molti si augurano che i lavori possano terminare al più presto: vorrebbe dire abbattere a poco meno di mezzora il tragitto tra Agrigento e Caltanissetta e collegare l’isolata provincia agrigentina con l’asse autostradale siciliano.  

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29 apr 2015

NAPOLI | Arriva Bike Sharing Napoli per sfidare le auto e il caos

di Cristiano May

L'idea del progetto Bike Sharing Napoli nasce nell'ottica della sostenibilità ambientale e dell'innovazione sociale. Fiduciosi che a Napoli un sistema di mobilità leggera è possibile abbiamo voluto testare sul campo questa idea. Noi dell’Associazione CleaNap siamo nati nel 2011 come una proposta di performance socialmente utile. Una genesi avvenuta in piena emergenza rifiuti, lungo la quale abbiamo realizzato interventi di "PIAZZA PULITA" con l'intento di coinvolgere i cittadini in nome del concetto di città bene comune, per ripulire la piazza scelta e manifestare in maniera fattiva il nostro senso di appartenenza alla comunità. Bike Sharing Napoli è un progetto di ricerca dell’associazione Cleanap che ha vinto il bando “Smart Cities and Communities and Social Innovation” del MIUR – PON Ricerca e Competitività 2007-2013. E' un sistema semplice, ecologico ed economico che consente una più ampia fruizione della città e delle aree pedonali, a vantaggio dell’ambiente e della viabilità e ideale sia per cittadini che per turisti. Bike Sharing Napoli conta attualmente su una rete di 10 ciclostazioni e 100 biciclette dislocate in una delle aree più pianeggianti e trafficate della città, a ridosso di pista ciclabile, ZTL e area perdonale del centro storico. Questa zona è attraversata quotidianamente da un elevato numero di pendolari, studenti e lavoratori. Le stazioni sono distribuite tra il Parcheggio di interscambio Brin e Piazza Vittoria (Mappa: http://www.bikesharingnapoli.it/it/mappa-stazioni/ ), equamente distribuite tra aree di interscambio e luoghi di destinazione. L'app Bike Sharing Napoli disponibile in free download su Google Play ed App Store rappresenta il motore innovativo del progetto, consente di registrarsi in pochi click ed iniziare subito a sbloccare ed utilizzare la bicicletta. Inoltre fornisce all'utente in tempo reale la disponibilità di biciclette stalli, itinerari, segnalare guasti ed interagire con la community. Presso le ciclo stazioni è disponibile il free-wifi ed inoltre sono stati installati totem multimediali che forniscono informazioni sia utili al bike sharing che a valenza turistica. In quanto alle nostre aspettative, avevamo ipotizzato 8.000 utenti in un anno, in meno di 3 mesi (ad oggi) abbiamo superato i 9.000 utenti. I luoghi comuni invitavano a temere furti, rapine, esplosioni e rapimenti di massa. Ad oggi i danni maggiori sono stati quelli ordinari (qualche campanello rotto e qualche ruota bucata) i primi prodotti per lo più dai ragazzini i secondi dalla strada. L'assenza di piste ciclabili capillari e il fondo stradale dovevano scoraggiare l'utilizzo: ad oggi contiamo più di 400 sessioni al giorno.  

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