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01 lug 2016

L’originalità alla fermata del bus: quanto possiamo imparare dagli altri?

di Giulio Di Chiara

Quanti monumenti conta l'Italia probabilmente non lo sanno nemmeno al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.  Spesso tanti di essi non vengono valorizzati come meriterebbero o addirittura gravano in condizioni di degrado. La valorizzazione è spesso un tema molto sentito e in auge nei dibattiti che altrettanto spesso si arenano difronte alla mancanza di risorse. Con questo articolo vogliamo imparare dagli altri. Precisamente dagli austriaci. In foto, una parete trasparente di una fermata del trasporto pubblico riproduce il disegno di come era in origine questa porta storica, giocando con la prospettiva del monumento stesso. Un bel modo di utilizzare al meglio il tempo durante l'attesa del bus, in modo creativo, per niente invadente e sicuramente originale. In Italia quanto saremmo capaci di rispettare un'installazione del genere senza imbrattarla immediatamente con un "forza juve" o "ciccia ti amo" ? Ma soprattutto quanto sono aperti alle novità low cost i nostri amministratori? C'è sempre bisogno di spendere migliaia di euro per creare qualcosa di utile, efficace e bello? A volte basta copiare.  

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23 mar 2016

Torino: il futuro nella mobilità sostenibile

di Alessandro Graziano

articolo di Alberto Garbin Durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino lo scorso 18 Marzo, a cui erano presenti molti rappresentanti istituzionali tra cui il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il Sindaco di Torino Piero Fassino e l’assessore ai trasporti Claudio Lubatti, è stato presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Nei piani dell’azienda entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto che verranno utilizzate per il servizio (che partirà a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone.   Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Il sindaco di Torino pensa che il car sharing elettrico potrà rafforzare il sistema della mobilità della città contribuendo quindi agli obbiettivi che da sempre contraddistinguono il suo operato, ovvero incrementare l’offerta di mezzi alternativi all’auto privata. Mentre per l’assessore all’ambiente Enzo Lavolta, questo progetto punta a ridurre l’impatto ambientale della mobilità privata e rappresenta un contributo importante anche per l’economia visto che la produzione è locale. Il ministro Delrio, durante la conferenza, ha ricordato gli investimenti per il trasporto pubblico che sono stati messi in campo negli ultimi anni e che continueranno in futuro, ma che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del traffico veicolare  e dell’inquinamento devono passare anche attraverso nuove abitudini delle persone nella vita di tutti i giorni in relazione ad un cambiamento culturale e nuove forme di mobilità sostenibile.

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22 mar 2016

Dove ti butto? Le bottiglie di plastica adornano le aiuole

di Giulio Di Chiara

Le nostre città sono spesso invase da rifiuti e gli stessi cittadini non sempre credono alla raccolta differenziata, specie al sud, dove le percentuali di riciclo non sono perfettamente allineate al resto del paese. Negli ultimi anni sono stati introdotti nelle nostre vie anche dei riciclatori di plastica che in cambio delle bottiglie di scarto ci consegnano dei buoni sconto o contribuiscono ad una raccolta punti per godere di sgravi fiscali o altri vantaggi.   La sensazione oramai diffusa è che qualsiasi elemento di scarto sia una risorsa, anche se non tutti i territori sembrano averlo compreso. Comunque sia, oggi volevo riportare all'attenzione un utilizzo alternativo della plastica, finalizzato all'arredo urbano. Qui ci troviamo a Ragusa, in Sicilia: La plastica di risulta da bottiglie e contenitori è stata tagliata, piegata e a volte lavorata per creare un arredo urbano al di sopra di un'aiuola. L'effetto è assolutamente gradevole. Immaginiamo che il Comune abbia avviato una collaborazione con scuole o artigiani, promotori dell'iniziativa e curatori di questo spicchio di città. In generale ci sembra un bel modo di riqualificare piccole parti di città sfruttando l'energia e le competenze provenienti dal territorio, promuovendo contestualmente un messaggio volto al bello e al riuso dei materiali di scarto.  

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03 mar 2016

Tasse al comune non pagate? Adesso a Milano puoi saldare il debito, lavorando!

di Giulio Di Chiara

In tempi di crisi apprendiamo delle evoluzioni interessanti nel rapporto tra pubblico e privato. E' il caso di Milano. Con il Baratto Amministrativo si inaugura di fatto una nuova possibilità di pagare, o meglio saldare, i propri debiti con il comune. Come? offrendo servizi, prestando la propria manodopera. Questa volta non è più una diceria, ma diviene regolamento. A Milano attraverso lavori socialmente utili si potranno estinguere i debiti con l'amministrazione comunale. Basta avere un Isee non superiore ai 21mila euro e aver voglia di mettersi a disposizione della comunità svolgendo attività come abbellire un asilo, curare un giardino o tinteggiare un edificio. Si tratta di una sperimentazione che varrà la pena seguire per verificarne l'esito e le future riproposizioni. Ad ogni ora di lavoro vengono riconosciuti 10 euro di bonus. Dicevamo, esiste un regolamento per accedere a questa agevolazione. Da "Milano Repubblica" riportiamo: Chi può fare domanda. Tra i requisiti per fare domanda c'è l'Isee che non deve essere superiore ai 21mila euro. Possono accedere i cittadini residenti a Milano, anche stranieri purché abbiano un permesso di soggiorno valido, che si trovano in condizione di morosità incolpevole e che desiderano estinguere i debiti verso l'amministrazione. Chi presenta domanda dovrà dimostrare che l'impossibilità di pagare è legata alla perdita o alla riduzione del reddito della famiglia a causa di licenziamento, cassa integrazione, problemi di salute. Che debiti si possono estinguere. Ci sono 60 giorni di tempo per fare domanda. Il baratto si può utilizzare per estinguere debiti maturati fino al 2013 e per un valore minimo di 1.500 euro, riferiti ad esempio a tributi comunali (Ici, Imu, Tarsu, Tares, Tari), violazioni del codice stradale o corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e la prestazione di servizi, canoni e proventi per l'uso di beni comunali. Un progetto pilota che ha caratteristiche interessanti, mirate più alla comprensione che alla repressione. Sarà utile verificare se a livello di bilancio comunale questa iniziativa impatterà positivamente o meno, di fatto è una possibilità in più per i cittadini per risolvere posizioni di morosità accumulata. E a giovarne potrebbe essere il decoro della città. E le altre città italiane coglieranno al balzo questa possibilità?

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01 lug 2015

Musica “a pedali”: ecco il palco che va a bici!

di Andrea Baio

Quella di cui vogliamo parlarvi oggi è un'idea a dir poco geniale, per la quale ci riesce difficile individuare punti deboli. Tutto nasce dalla mente dei Tetes de Bois, gruppo musicale che non ha mai fatto mistero della propria passione per la bicicletta, tanto da inventarsi l'eco-spettacolo che va a pedali. Come funziona? Semplice! Si cerca un gruppo di volontari disposto a pedalare per tutta la durata dello spettacolo, in cambio di una posizione privilegiata dalla quale poter assistere. Si monta quindi una batteria di 128 biciclette -portate dal pubblico- ciascuna delle quali viene poi collegata ad una dinamo che produce energia elettrica dal movimento delle ruote, sino a raggiungere il 160 watt necessari ad alimentare il palco. "Fuori dal luogo comune che lo spettacolo lo fanno gli artisti sul palco e gli spettatori in platea, stavolta la retorica è stracciata dalla realtà. Se non pedali le luci si spengono e il palco rimarrà muto. Una band assurda i Têtes de Bois, un amico ingegnere Gino Sebastianelli, un vecchio artigiano di provincia Roberto Palazzi, un regista di cinema Agostino Ferrente, un folle imprenditore dello spettacolo Mauro Diazzi e la sua agenzia Just in Time. Un gruppo di silenziosi amici carbonari ha custodito il segreto in questi anni, lavorando, limando, migliorando, perfezionando il progetto tecnico. “Il Palco a Pedali”- finanziato Assessorato alle Infrastrutture Strategiche e Mobilità della regione Puglia – può volare." Che dire, bravi!

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