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08 mag 2017

In arrivo l’auto volante firmata AeroMobil

di Cristina Betti

Il sogno di un'auto volante è quasi realtà: Aeromobil presenta il suo ibrido fra un'automobile e un aereo. Da anni ormai si parla di un futuro con auto volanti che occuperanno i cieli invece delle nostre strade, e con la slovacca Aeromobil questo sogno comincia a farsi più concreto. Durante il Top Marques di Monaco, che si è svolto dal 20 al 23 aprile, Aeromobil ha mostrato il suo progetto: un veicolo nato dall'incrocio fra un aereo privato e un automobile. Una presentazione che si è accompagnata anche all'affermazione che già dalla fine del 2017  sarà possibile prenotare la Flying Car. Con una costo ipotizzato fra i 200-300mila euro, sarà possibile avere la prima macchina volante, capace di passare da auto ad aereo grazie alle sue ali ripiegabili, con un'autonomia di 700 km in volo e di 875 km su strada, mentre la velocità massima nelle due versioni è di 200 km/h e di 160 km/h rispettivamente.     «AeroMobil è un aereo completamente integrato e un'auto a quattro ruote perfettamente funzionante, alimentata da propulsione ibrida» spiega l'azienda. «Il suo obiettivo è far diventare molto più efficiente e rispettosa dell'ambiente il trasporto personale, consentendo di viaggiare da porta a porta su medie distanze e in aree prive di infrastrutture stradali (o con infrastrutture carenti) in tempi molto più ridotti»* https://youtu.be/kzYb68qXpD0 Fonte: Zeusnews.it 

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04 mag 2017

E-Mob: la Conferenza Nazionale sulla Mobilità Elettrica

di Alessandro Gori

Dal 18 al 20 maggio a Milano, negli ambienti del Castello Sforzesco, avrà luogo un incontro tra i soggetti che si occupano a vario titolo della mobilità elettrica. Produttori, istituzioni locali e nazionali, ricercatori, operatori del settore, saranno i protagonisti di una tre giorni milanese incentrata sulla Mobilità Sostenibile, il cui obiettivo è elaborare e sottoscrivere una Carta di Milano, contenitore delle linee guide per lo sviluppo in Italia della mobilità elettrica. Interverranno ricercatori ed esperti del settore, oltre a esponenti del Governo e delle Istituzioni. La tre giorni sarà ricca di convegni e iniziative di confronto con le realtà europee. Negli spazi interni ed esterni del castello saranno esposti autobus, automobili e altri mezzi a energia “verde”. Il comitato promotore di E-Mob è composto dal Comune di Milano, dalla Regione Lombardia, Itas Assicurazioni, Class Onlus (promozione moblità elettrica), A2A, Enel e Hera (reti di ricarica), Cobat (riciclo componenti).      

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02 mag 2017

La stazione “Foster” di Firenze sarà il primo hub italiano di mobilità integrata

di Roberto Lentini

Durante la riunione che si è tenuta a Roma tra Regione Toscana, Comune di Firenze e Gruppo FS Italiane, è stato discusso il nuovo progetto della stazione di Firenze Foster. Inizialmente pensata solo per l'alta velocità, diventerà invece un hub integrato per treni, autobus (di linea e turistici), per la linea tranviaria e auto private. Complessivamente ci saranno 34 gli stalli a rotazione, cui si aggiungeranno 130 posti per la lunga sosta, direttamente collegati con la Foster. L’autostazione, che avrà una viabilità dedicata per l’accesso e l’uscita, servirà il trasporto regionale, extraurbano, urbano e turistico. La stazione Foster sarà il primo esempio in Italia di stazione della mobilità integrata e sorgerà nell'area a nord ovest del capoluogo toscano al posto dell'ex sede della scuola media Ottone Rosai, degli ex macelli comunali, della scuola elementare Gianni Rodari, di palazzine residenziali e del deposito treni che si trova sulla destra rispetto all'incrocio tra il viale Belfiore e il viale Redi (a circa un chilometro di distanza, in linea d'aria, dalla stazione di Santa Maria Novella).

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26 apr 2017

Busitalia Fast: il nuovo servizio su gomma del Gruppo FS Italiane

di Roberto Lentini

l Gruppo FS Italiane entra nel mercato dei collegamenti lunga percorrenza su gomma grazie a Busitalia Fast, un nuovo servizio di trasporto integrato presentato oggi in occasione della Fiera BUS2BBUS di Berlino. Si tratta di un servizio di Busitalia Simet, la nuova compagnia di mobilità integrata frutto dell’acquisizione da parte di Busitalia - Sita Nord del 51% di Simet, storica azienda che dal 1946 offre servizi bus a lunga percorrenza in Italia e all’estero. Busitalia Fast collegherà ogni giorno 15 regioni italiane e oltre 90 città in Italia e Germania con una flotta di 60 autobus di ultima generazione Un servizio di trasporto integrato e sostenibile Busitalia Fast offrirà un’integrazione con altre modalità di trasporto, più capillarità e flessibilità dei servizi, pianificazione di nuovi collegamenti, canali di vendita veloci, innovativi e integrati con i modelli più attuali di customer experience. L'attenzione all'ambiente è assicurata grazie alle basse emissioni di PM10 e NOx. PM10 cos'è - NOx cos'è Stefano Rossi, Amministratore Delegato di Busitalia - Sita Nord "Puntiamo a diventare il principale player europeo nei servizi Long Haul di trasporto su gomma. Servizi che stanno registrando un significativo interesse e una costante crescita di domanda dal mercato. Nei prossimi tre anni è programmato un incremento dei collegamenti, sia a livello nazione sia internazionale, anche in sinergia con altre società di trasporto del Gruppo FS Italiane, in piena sintonia con il pilastro della mobilità integrata contenuto nel Piano Industriale 2017 - 2026 di FS Italiane”. Mariella De Florio, Amministratore Delegato Simet “Simet, da oltre 70 anni, ha fatto del suo core business i collegamenti a lunga percorrenza. La strategica e importante partnership con Busitalia - Sita Nord del Gruppo FS Italiane ha lo scopo di creare una rete integrata di servizi di trasporto su scala nazionale ed europea. Questo è il nostro obiettivo industriale. Busitalia Simet consentirà di incrementare la quantità e la qualità dei collegamenti attraverso nuove relazioni di traffico, unitamente all'acquisto di nuovi autobus con evidenti ricadute occupazionali”. 

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25 apr 2017

Trenitalia, treni più green per il trasporto regionale

di Roberto Lentini

Il Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell’Economia e delle Finanze che promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica ha infatti dato il via libera alla richiesta di Trenitalia, predisposta esclusivamente da personale interno alla società, per ottenere dei Certificati Bianchi relativi ai nuovi treni regionali, che miglioreranno la qualità dei servizi forniti ai pendolari in tutta Italia. “La qualità energetica e ambientale dei treni che abbiamo selezionato testimonia il ruolo di leadership che Trenitalia ha nel Paese per innovazione e sostenibilità”, sottolinea Barbara Morgante, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. “Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto questo risultato grazie alla professionalità e alle competenze presenti in azienda. Questi nuovi treni consentiranno di risparmiare una gran quantità di energia, un vantaggio per l’ambiente ma anche per l’azienda, che vedrà ridurre i costi in bolletta e potrà essere più competitiva”. La società di trasporto passeggeri su ferro del Gruppo FS Italiane è tra i primi consumatore di energia elettrica del Paese e per far muovere i suoi quasi 8mila treni al giorno assorbe una quantità di corrente pari a quella utilizzata dall’intera città di Milano. Dal punto di vista ambientale il treno si conferma mezzo sostenibile e green in quanto la CO2 emessa è ben inferiore a quella che altri modi di trasporto produrrebbero a parità di volumi di traffico. Trenitalia ha coinvolto i più grandi fornitori di treni del mondo e tutte le sue competenze interne per investire con determinazione nell’efficienza energetica. Lo ha fatto anzitutto lavorando sulla sostenibilità delle proprie officine: Trenitalia, nell’arco dei prossimi 4 anni, sarà in grado di coprire buona parte del proprio fabbisogno con energia fotovoltaica autoprodotta. E il medesimo approccio è quello usato lo scorso anno anche in occasione della più grande gara per l’acquisto di mezzi ferroviari mai svolta nel nostro Paese, una fornitura di 450 nuovi treni destinati al trasporto regionale, per un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro, che inizieranno a correre sui binari a partire dal 2019. I bandi di gara per l’acquisto di questi treni hanno infatti richiesto ai produttori, come criterio premiale per l’aggiudicazione, il massimo della tecnologia e dell’innovazione per contenere i consumi di energia e l’impatto ambientale, spingendo l’industria del settore a fare un significativo salto di qualità in avanti. Il risultato è stato sorprendente: i convogli vincitori avranno soluzioni tecnologiche d’avanguardia, capaci di garantire consumi di molto inferiori a quelli registrati dai treni attuali. Leghe leggere, alti rendimenti delle apparecchiature elettriche, motori a ventilazione naturale, sensori di CO2 per calibrare al meglio l’utilizzo della climatizzazione delle carrozze, ma anche analisi del ciclo di vita del prodotto, riciclabilità prossima al 100 per cento, spazi per il trasporto e la ricarica di bici elettriche e molto altro. Uno sforzo che consentirà, nell’arco di vita dei nuovi convogli, di evitare l’emissione di quasi 4,5 milioni di tonnellate di CO2, quello che nello stesso periodo di tempo riuscirebbe ad assorbire una foresta con non meno di 15 milioni di alberi. Non è la prima volta che Trenitalia ottiene risultati positivi grazie alle innovative caratteristiche tecniche in materia di efficienza energetica richieste per i propri convogli. Nel 2015 infatti anche il Frecciarossa 1000 ha ottenuto lo stesso riconoscimento.

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24 apr 2017

#greenlight Anas: al via accordo quadro per l’efficienza energetica nelle gallerie

di Roberto Lentini

Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 21 aprile 2017 l’accordo quadro triennale, del valore complessivo di 45 milioni di euro, per l'esecuzione di lavori di manutenzione degli impianti in galleria, riguardante la fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti. Si tratta della prima tranche del progetto “Greenlight” approvato dal Consiglio di Amministrazione di Anas lo scorso 19 dicembre con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione nelle gallerie della rete stradale di competenza. L’appalto è suddiviso in 8 lotti, uno per ciascuno delle nuove macro-aree di Anas: Area Nord-Ovest (lotto 1); Area Nord-Est (lotto 2); Area Centro (lotto 3); Area Adriatica (lotto 4); Area Tirrenica (lotto 5); Area Calabria (lotto 6); Area Sicilia (lotto 7) ed Area Sardegna (lotto 8). Nell’ambito di questa prima tranche da 45 milioni di euro saranno realizzati interventi su circa 160 gallerie a maggiore consumo e lunghezza. Il piano Greenlight”, che prevede un investimento complessivo di circa 155 milioni di euro, riguarda non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle stesse gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali. Si stima che l’operazione possa portare un considerevole risparmio che consentirà ad Anas di rientrare dell’investimento iniziale in circa 7 anni, al netto dei previsti ribassi in fase di gara. Su un numero complessivo di circa 1.300 gallerie in gestione, Anas ha individuato circa 700 gallerie su tutto il territorio nazionale su cui intervenire prioritariamente con il piano #greenlight. Il piano si articola in due fasi. Una prima tranche di investimenti, oggetto dell’accordo quadro pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale,  per circa 45 milioni di euro e una seconda tranche per 110 milioni di euro da attivare successivamente.

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21 apr 2017

EasyJet propone il cambio volo per chi è diretto a Parigi

di Roberto Lentini

In seguito all'attacco terroristico avvenuto ieri a Parigi la compagnia easyJeat in un tweet comunica ai propri passeggeri in partenza per Parigi la possibilità di cambiare il proprio piano di volo.  “In seguito all’attacco di ieri sera nel centro della città  i nostri collegamenti da e per la capitale francese sono operativi come di consueto, - sottolinea il vettore nel tweet  - ma coloro che intendono variare il proprio programma di volo nelle prossime ore dovranno chiamarci entro questa mattina, in modo da poterli aiutare. Dopo l'incidente  i nostri pensieri sono con il popolo parigino in questo momento difficile".

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20 apr 2017

Il Rapporto Isfort conferma la passione degli italiani per l’automobile

di Roberto Lentini

Nel 2016 gli italiani hanno dedicato 40 milioni di ore al giorno per gli spostamenti. A dirlo è il  14esimo Rapporto sulla Mobilità in Italia, realizzato da Isfort con l’apporto di Asstra e Anav, e presentato ieri alla Sala del Mappamondo alla Camera dei Deputati.   I dati dell’Osservatorio “Audimob” suggeriscono di prestare maggiore attenzione a fenomeni come la continua crescita della domanda: negli ultimi 15 anni, la domanda complessiva di mobilità, in Italia, si è contratta del 15,2% e anche il numero dei passeggeri-chilometro totali è diminuito (rispetto al 2008) del 23,9% (da 1.561 a 1.188 milioni di pass.-km nel 2016). Quanto alla mobilità sostenibile, nonostante il significativo miglioramento registrato nel 2016, i mezzi di trasporto più ecologici (piedi, bici, trasporto pubblico) perdono oltre sei punti di quota modale tra il 2002 e il 2016 (dal 37,2% al 31,1%). Che conferma la passione degli italiani per l’automobile. Il mercato delle vendite di auto è risultato in significativa crescita nel 2016, raggiungendo quasi il numero di 38 milioni di veicoli con un tasso di motorizzazione pari a 62,4 ogni 100 abitanti. Nel frattempo, il mercato del trasporto pubblico urbano rimane molto squilibrato, in particolare nelle aree metropolitane. L’analisi evidenzia il nodo strutturale della “carenza di ferro” nel trasporto delle aree urbane, come emerge anche dal confronto europeo. In Germania ci sono 646 chilometri di linee metropolitane, nel Regno Unito 672, in Spagna 601. Ma in Italia solo 235,9 chilometri, distribuiti in 14 aree urbane. Tuttavia è possibile l’avvio di un circuito virtuoso per la mobilità sostenibile tra maggiore attenzione delle politiche nazionali (risorse per materiale rotabile, investimenti nelle infrastrutture, ciclabilità, riforma del TPL) e i segnali provenienti dal mercato. La svolta a livello politico e governativo potrebbe aver inizio già nel 2017. Ennio Cascetta, coordinatore della nuova struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ricorda infatti che la diversa ripartizione modale che distingue la mobilità italiana da quella degli altri Paesi europei si ripercuote sul reddito disponibile delle famiglie italiane. “Una rete inadeguata di TPL rappresenta  per le famiglie italiane un extra-costo rispetto alla media europea sotto forma di  tasse di possesso, assicurazione, carburante, pedaggi”, ha precisato Cascetta. Una sorta di spread della mobilità inefficiente che per le famiglie che vivono nelle medie e grandi città italiane significa spendere per muoversi circa 1500 euro all'anno in più rispetto alle famiglie delle città europee. Occorre costruire una rete di servizi pubblici di trasporto in grado di migliorare la qualità della vita e competitività nelle aree metropolitane italiane e ridurre il gap infrastrutturale ancora molto rilevante nel nostro Paese, spiega poi facendo riferimento alle misure contenute nell’allegato al Documento Economia e Finanza 2017, dal titolo “Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali che ridisegna la mappa delle priorità infrastrutturali del Paese al 2030”. Cascetta ha così classificato la rete infrastrutturale prioritaria nazionale in tre classi: interventi "invarianti”,  interventi da sottoporre a “project review” e opere selezionate in base a due nuovi strumenti previsti dal codice degli appalti: l’analisi di fattibilità e una valutazione ex ante dell’utilità dell’investimento. Dal rapporto sulla mobilità emerge un altro dato significativo: i bus in Italia  sono ormai anziani. Il parco circondante ha  un’età media di 11,8 anni. Il Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile proposto dal Mit e previsto dalla legge di bilancio 2017 dovrebbe tuttavia  ridare respiro a un settore strategico e una nuova prospettiva per gli investimenti del mercato rotabile. “A questo proposito, il governo ha già previsto uno stanziamento di 3,7 miliardi di euro fino al 2033 per il rinnovo del parco autobus”, ha concluso Cascetta.

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19 apr 2017

U.F.O.? No, I.F.O. (Identified Flying Object)

di Alessandro Gori

Dalle auto ai dischi volanti, i designer non vedono l'ora di staccarsi da terra per... saltare il traffico? La voglia di sostituire i mezzi di uso comune classici, ovvero che utilizzano la millenaria invenzione della ruota, con alternative volanti è una costante delle fantasie degli addetti ai lavori come del'uomo comune, ossessione che ha prodotto idee talvolta interessanti, più spesso assurde. Vi ricorderete forse che proprio su questo sito abbiamo già affrontato non troppo tempo fa le ultime novità in fatto di auto volanti, ma oggi siamo su un altro pianeta. Ecco a voi quello che è già stato rinominato Jetsons, chiamato così in onore dalla serie animata conosciuta in Italia come "I Pronipoti", che chi ha un certa età ricorderà sicuramente di aver visto sul piccolo schermo. Il prototipo concettuale (no, non esiste nella realtà) è una sorta di drone biposto, mosso da otto eliche elettriche con una batteria di una durata di 70 minuti, può raggiungere una velocità di 120 miglia orarie, alla cabina di accede tramite un ascensore, ecc... Ovviamente i dati forniti non hanno alcuna valenza scientifica o ingegneristica, sono solo teorici. L'osservazione che molti potrebbero fare quando si parla di oggetti volanti identificati è questa: una larga fetta della popolazione non è in grado di guidare decentemente un auto, figuriamoci una sorta di elicottero! Vedremo cosa ci porterà il futuro.        

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18 apr 2017

Tempi duri per i furbetti: arrivano gli ausiliari del pedaggio nelle autostrade

di Giulio Di Chiara

Da alcune settimane è stata attivata la procedura che dovrà combattere  definitivamente i "furbetti" dei caselli autostradali, ovvero coloro che con il proprio mezzo si incolonnano nel casello sbagliato e non riescono a pagare il pedaggio dovuto. Sebbene esista già una norma del Codice della Strada a tal proposito, fino a ora era venuta a mancare l' attività di formazione dei cosiddetti "ausiliari del pedaggio", personale delle concessionarie autostradali abilitati ad accertare le violazioni. Quale è la violazione più ricorrente? Gli automobilisti che transitano nella corsia riservata al Telepass senza averlo o sfruttando pericolosamente la ”scia” del veicolo che li precede. Ma grazie ad un protocollo d'intesa del 3 Ottobre 2016, già i primi casellanti sono stati abilitati a sanzionare chi, per errore o distrazione, non paga il pedaggio: la multa ammonta a 85 € e la perdita di due punti della patente. La sperimentazione è partita da Piemonte e Liguria e si estenderà a tutto lo stivale. Nello specifico, l'ausiliare del pedaggio accerterà la violazione al casello. Successivamente sarà la polizia stradale a notificare il verbale al trasgressore, entro 90 giorni. Se anzichè distrazione, viene accertato il dolo, l'omessa fermata alla stazione di pedaggio verrà punita con una multa ben più salata, pari a 422 euro.

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