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06 feb 2017

Entro il 2017 il primo prototipo di strada in plastica riciclata

di Roberto Lentini

VolkerWessels con KWS, Wavin e Total hanno annunciato un accordo per sviluppare il "PlasticRoad", un concetto unico per costruire strade in plastica come alternativa sostenibile alle tradizionali strade asfaltate. Il concetto PlasticRoad, è stato introdotto nel 2015 da KWS, e utilizza la plastica riciclata di bottiglie e oggetti in PET trasformandoli  in moduli stradali prefabbricati che vengono assemblati. Gli interni di questi moduli sono cavi e permettono di far passare cavi e tubi di plastica e rendere questi moduli leggeri e facili da trasportare e montare. L'obiettivo di questa tecnologia è di creare strade con un impatto ecologico minore rispetto  ai sistemi stradali tradizionali  e di sfruttare un materiale riciclato che oggi fatica a trovare una collocazione- Anne Koudstaal e Simon Jorritsma, gli inventori di PlasticRoad, hanno dichiarato che un primo prototipo sarà pronto entro la fine del 2017 e sarà installato nella città di Rotterdam. PlasticRoad offre numerosi vantaggi rispetto alle strade convenzionali, sia in termini di costruzione e manutenzione. La plastica è molto più sostenibile e apre la porta per un certo numero di innovazioni, come la produzione di energia, superfici stradali tranquille, strade riscaldate e costruzione modulare. Inoltre, il disegno PlasticRoad presenta uno spazio 'hollow' che può essere utilizzato per cavi, tubi e acqua piovana. PlasticRoad è un prodotto praticamente esente da manutenzione non essendo interessato dalla corrosione. La struttura stradale gestisce temperature da -40 a+80 gradi Celsius senza problemi. È anche molto più resistente alla corrosione chimica. Le stime prevedono che la durata della vita delle strade sarà triplicato. Ciò significa meno manutenzione delle strade e meno a nessun ingorghi e deviazioni. Uno dei principali vantaggi del PlasticRoad è la struttura cava che può semplicemente essere installato su una superficie di sabbia. In aggiunta alle opzioni di cui sopra, è anche possibile integrare altri elementi nella fase di prefabbricazione. Questi elementi includono traffico loop sensori, strumenti di misura, e le connessioni per i pali della luce. Ecco un video  

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03 feb 2017

Alitalia, con il nuovo orario estivo nuovi collegamenti in Italia e all’estero

di Roberto Lentini

Con l’orario estivo 2017, Alitalia avvierà i nuovi collegamenti diretti Roma–Kiev e Tel Aviv–Atene (volo soggetto ad approvazione delle autorità). A questi due voli si aggiungono anche nuovi collegamenti stagionali domestici e internazionali che, uniti al ripristino di voli verso destinazioni popolari in estate e all’incremento di frequenze su numerosi collegamenti, risponderanno alla grande domanda di voli nel periodo estivo verso destinazioni tipicamente vacanziere. Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione sul mercato intercontinentale, dal mese di agosto entrerà in flotta il primo Boeing 777-300ER che diventerà così la nuova ammiraglia della Compagnia italiana. Di seguito l’orario dei nuovi voli avviati nell’estate 2017 (ore locali): Roma-Kiev AZ590: partenza da Roma Fiumicino alle ore 23.00, arrivo a Kiev alle ore 2.50 del giorno successivo; AZ593: decollo da Kiev alle ore 5.00, atterraggio a Roma alle ore 6.55; Servizio effettuato tutti i giorni a partire dal 1 maggio con aerei della famiglia di medio raggio Airbus A320. L’Ucraina rappresenta un mercato di grande interesse per l’Italia grazie ai rapporti commerciali consolidati tra i due Paesi. L’Italia è il settimo partner commerciale per l’Ucraina, il terzo dell’Unione Europea, dopo Germania e Polonia, e circa 200.000 persone viaggiano annualmente tra i due paesi. Tel Aviv-Atene AZ822: partenza da Tel Aviv alle ore 19.45, arrivo ad Atene alle ore 21.55; AZ823: decollo da Atene alle ore 7.30, atterraggio a Tel Aviv alle ore 9.25; Servizio effettuato tutti i giorni a partire dal 1 maggio con aerei Airbus A320, gli stessi che volano sulla rotta Roma-Tel Aviv. Grecia e Israele hanno avviato da tempo una stretta collaborazione politica e commerciale e il volo diretto risponderà alla crescente domanda di traffico tra le due nazioni che, nei primi undici mesi del 2016, ha visto un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Collegamenti stagionali per l’estate 2017: 7 nuove rotte internazionali e altre 7 nuove rotte domestiche. In aggiunta ai nuovi voli Roma-Kiev e Atene-Tel Aviv, Alitalia offrirà con il prossimo orario estivo nuovi collegamenti stagionali, aggiungendo 7 rotte internazionali e 7 rotte nazionali da diversi aeroporti italiani. Di seguito le 7 nuove rotte internazionali operative nel periodo estivo: Un nuovo collegamento Roma-Spalato, attivo fino a due volte alla settimana dal 7 luglio al 10 settembre ed effettuato con aerei della famiglia Airbus A320. Un nuovo volo Roma-Dubrovnik, effettuato con aerei della famiglia Airbus A320 fino a due volte alla settimana dal 23 luglio al 10 settembre. Un nuovo collegamento fra Milano e Atene, effettuato fino a 6 volte alla settimana con aerei Embraer 175 e Airbus A320 dall’1 al 30 agosto. Un nuovo volo settimanale, effettuato con aerei Airbus A320, che collegherà Catania con San Pietroburgo dal 3 giugno all’1 ottobre. Tre nuovi collegamenti per Ibiza, tutti attivi fra il 31 luglio e il 4 settembre, da Bologna (volo giornaliero effettuato con aerei Embraer 175), da Venezia (volo giornaliero operato con aerei della famiglia di medio raggio Airbus A320) e da Verona (volo giornaliero effettuato con aerei Embraer 175). Di seguito le 7 nuove rotte domestiche attive nel periodo estivo: Un nuovo collegamento Roma-Trapani, attivo dall’8 luglio al 17 settembre. Il volo sarà effettuato con aerei Embraer 175 e con aeromobili della famiglia di medio raggio Airbus A320 e vedrà due frequenze settimanali a luglio e a settembre, mentre ad agosto sarà operativo tutti i giorni. Un nuovo collegamento Torino-Catania, attivo tutti i giorni dal 29 luglio al 3 settembre ed effettuato con aerei Airbus A319. Un nuovo volo settimanale fra Napoli e Cagliari che sarà operato con aerei ATR72 dal 25 giugno al 10 settembre. Inoltre Alitalia effettuerà quattro nuovi collegamenti per Olbia, da Bologna (volo attivo due volte alla settimana fra il 1 luglio e il 10 settembre, operato con aerei Embraer 175), da Napoli (un volo a settimana con aerei ATR72 dal 25 giugno al 10 settembre), da Genova (un volo a settimana con aerei Embraer 175 dal 1 luglio al 10 settembre) e da Trieste (un volo a settimana effettuato con aerei ATR72 dal 1 luglio al 10 settembre). Ripristino di altri collegamenti estivi e incremento di frequenze durante l’estate Sempre per i mesi estivi saranno ripristinati i collegamenti estivi da Catania e da Palermo verso Mosca e fra Milano Linate e Comiso. In più, saranno potenziati i collegamenti internazionali verso la Spagna, la Russia, la Grecia e Cipro: nello specifico, da Roma Fiumicino verso Malaga, Ibiza, Palma di Maiorca, Minorca, Salonicco, Mikonos, Rodi, Heraklion, Larnaca e San Pietroburgo; da Milano Linate verso Minorca, Palma di Maiorca, Ibiza, Corfù, Heraklion, Mykonos, Santorini, Rodi e Salonicco. Inoltre, Alitalia aggiungerà più voli su diversi collegamenti nazionali, come, ad esempio, da Milano Linate a Bari, Napoli e Pescara, da Roma Fiumicino a Bologna, Firenze, Lampedusa e Pantelleria e fra Catania e Bologna.

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02 feb 2017

Dalle vecchie ruote alla levitazione magnetica: dall’Italia arriva Ironlev

di Alessandra Santoni

A Shanghai esiste un treno, che collega la città all'aeroporto, che riesce a raggiungere una velocità di 600 km/h: esattamente 33 km in soli 7 minuti e 20 secondi. Può sembrare fantascienza ma non lo è affatto, perché in Cina, così come in Giappone, esistono già da tempo treni che si muovono grazie alla levitazione magnetica: treni che per muoversi, detta in modo molto semplice, non hanno bisogno delle ruote, perciò nemmeno di rotaie. Con questo genere di treni, chiamati anche MagLev, i tempi di percorrenza si riducono in modo veramente significativo, tuttavia la loro diffusione è stata fino ad ora molto scarsa a causa degli elevatissimi costi di produzione. Ma qualcosa sta cambiando, e proprio quest'anno stiamo assistendo alla nascita e sviluppo di un progetto per un nuovo treno a levitazione magnetica e, udite udite, il progetto è proprio italiano: si tratta di un prototipo low cost, chiamato Ironlev, ideato dai ricercatori della Ales Tech, un centro studi legato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Il "motto" dei ricercatori, così come si legge aprendo il loro sito, è appunto: Welcome to the post-wheel future. Welcome to Ironlev. Ma stavolta non ci si limita semplicemente a "rottamare" le vecchie ruote, perché questi treni, a differenza di quelli progettati fino ad ora, non avranno bisogno di corrente elettrica per muoversi, ma sfrutteranno le proprietà fisiche della materia. La tecnologia di Ironlev infatti, come spiega il presidente di Ales Tech Luca Cesaretti, sfrutta il fenomeno della permeabilità magnetica: si basa cioè su binari di acciaio sui quali i vagoni sono "magneticamente agganciati" e possono scorrere grazie ad un particolare sistema di galleggiamento non alimentato da corrente, ma soprattutto senza toccare né usurare le rotaie. Quindi, se tutto andrà secondo i piani di Ales Tech, riusciremo probabilmente a vedere i primi tram, treni o metropolitane senza rotaie a partire già dal 2020; nel frattempo vi lasciamo alla visione della dimostrazione di questa "semplice" ma rivoluzionaria tecnologia. Foto e video: ironlev.com

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30 gen 2017

Graziano Delrio: nel 2017 4,5 miliardi per rinnovo bus

di Roberto Lentini

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è intervenuto al convegno organizzato dall'Associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale (Asstra) "Trasporti Pubblici: investire per il futuro". Nel corso del suo intervento il Ministro ha parlato di un piano di investimenti da 4 miliardi per il rinnovo dei mezzi pubblici: "Abbiamo voluto mettere in campo un Piano di investimenti che supera i 4 miliardi, che, con il cofinanziamento possono arrivare a oltre 7 miliardi. Il primo punto su cui ci si è concentrati è il rinnovo del parco mezzi, ormai obsoleto, con più di 8.000 autobus euro 0 o 1 nelle grandi città: con queste risorse pensiamo di togliere 6.500 autobus vecchi nei prossimi 16-18 mesi e  sostituire 2.000 autobus l'anno nei prossimi anni. Abbiamo bisogno di rinnovare il parco autobus e il parco materiale rotabile del trasporto su ferro regionale, lo dobbiamo ai milioni di cittadini che, purtroppo, per tanti anni hanno dovuto subire disagi per la vetustà del nostro parco rotabile, quindi questi investimenti sono confermati. Sarà un investimento massiccio che partirà da subito e non sono promesse  ma fatti, sono soldi già trasferiti alle regioni e in parte che arriveranno nei prossimi mesi. Credo che abbiamo messo in campo un piano di investimenti che non c'è mai stato nella storia del nostro Paese, che durerà per 20 anni e che darà  certezza anche per coloro che vorranno investire". Delrio si è inoltre impegnato a introdurre anche la detrazione fiscale degli abbonamenti al trasporto pubblico locale: “Centralità del Tpl nelle città vuol dire anche favorire l'utilizzo da parte dei cittadini. La proposta che farò nelle prossime settimane andrà in questa direzione in modo che le famiglie abbiano meno carico fiscale quando fanno abbonamenti ai loro figli”. Fondamentale anche la lotta all’evasione tariffaria, fra le principali cause dei disservizi che lamentano i cittadini.

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30 gen 2017

Auto diesel messe al bando in 4 capitali

di Cristina Betti

Parigi, Madrid, Atene e, fuori Europa, Città del Messico: ecco le città che hanno deciso di togliere dalle loro strade entro il 2025 le auto diesel. Per contrastare i preoccupanti livelli di inquinamento, alcune capitali hanno deciso di optare, fra le altre, per una drastica soluzione: bandire le auto alimentate a diesel entro il 2025. Ma il diesel è davvero più inquinante dei motori a benzina? In realtà non sempre il diesel inquina più dei motori a benzina, molto dipende dal tipo di auto e dai filtri installati. Le ultime ricerche tendono ad affermare che i motori a benzina producono in generale un 15% in più di anidride carbonica, mentre quelli a gasolio più ossidi di azoto e polveri sottili, molto più dannose nella nostra vita cittadina.  Il filtro antiparticolato è ad oggi la tecnologia che aiuta di più a contrastare l'inquinamento provocato dalle auto a diesel, ma questo a quanto pare sembra non bastare alle capitali europee e non solo, specialmente dopo lo scandalo Dieselgate che ha coinvolto la Volkswagen e i suoi sistemi anti-inquinamento. Nel novembre dello scorso anno a Città del Messico si sono riuniti i sindaci del paese in rappresentanza di 600 milioni di abitanti: il cambiamento climatico in corso è il fattore a destare maggiore preoccupazione, ma anche l'aumentare delle malattie respiratorie e cardiovascolari ha portato alla decisione di eliminare le auto diesel dalle città. Scelta che ha fatto pensare anche l'Europa, dove si calcola che nel 2013 l'inquinamento atmosferico ha causato la morte di mezzo milione di individui. Le auto diesel rappresentano in Europa il 50% del parco auto circolante, non è quindi difficile capire perché si sia puntato all'eliminazione della circolazione dei mezzi a diesel entro il 2025, anche se molte case automobilistiche (fra cui Renault e Audi, oltre alla stessa Volkswagen) hanno deciso di dire addio al diesel entro il 2020. Vero è che un'alternativa al diesel non manca e nei prossimi anni, in vista dell'acquisto di un nuovo mezzo, non farà male dare un'occhiata alle auto elettriche e ad i nuovi modelli ibridi.  

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24 gen 2017

Barcellona, il 60% delle strade sarà a vocazione pedonale. Le foto del primo quartiere restituito alle persone

di Amedeo Paladino

I mezzi a motore in città rappresentano un problema: inquinamento, rumore, incidentalità affliggono molte aree urbane in Italia, in Europa e nel mondo. Ma ci sono anche delle amministrazioni e dei cittadini virtuosi, che dopo la presa di coscienza dei problemi derivanti da una mobilità asservita alle auto, decidono di invertire la rotta. La città catalana di Barcellona sta intraprendendo un percorso che ha avuto inizio nel 2014 con la redazione del Piano Urbano della Mobilità: obiettivo è cambiare le modalità di spostamento dei propri cittadini, liberando sempre più spazio a favore dei pedoni e quindi degli spostamenti a piedi. Le linee guida del piano fissano degli obiettivi raggiungibili entro pochi anni: una riduzione del 21% del traffico privato e il cambiamento di destinazione d'uso del 60% delle strade dai mezzi a motore alle persone,  riducendo l'incidentalità e le emissioni di anidride carbonica del 30%. Non a caso il progetto cardine che è scaturito dal Piano della Mobilità si chiama "Riempiamo di vita le strade", che verrà implementato a partire dai distretti centrali e più congestionati della città. Il progetto definisce dei macro-isolati, superilles, che contraddistinguono già la trama urbanistica della città catalana, composta dal reticolato di strade progettato da Ildefonso Cerdà nell'800: all'interno la velocità dei veicoli è ridotta a 10 km all'ora su un'unica corsia, gli stalli della sosta sono eliminati agli incroci, privilegiando la mobilità pedonale e ciclistica e liberando prezioso spazio pubblico a favore delle persone; il traffico veicolare viene deviato nelle strade perimetrali fuori dalle superilles. La prima superilla è stata inaugurata nel quartiere Poblenou e costituisce un banco di prova per le successive implementazioni che coinvolgeranno altre zone della città, a cominciare dal distretto centrale di Eixample. La progettazione e la messa in opera delle superilles coinvolgono attivamente tutti i cittadini: critiche e proposte vengono dibattute attraverso incontri pubblici e riunioni e i cambiamenti che vengono apportati alla mobilità cittadina sono suscettibili di modifica anche attraverso consultazione popolare. Per la Superilla di Poblenou le risorse investite sono state quasi irrisorie: 55 mila euro per l'arredo urbano e il verde pubblico, gli stessi cittadini hanno avuto un ruolo attivo nella creazione dei nuovi spazi a vocazione pedonale.

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23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

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20 gen 2017

Gli USA dicono stop agli incidenti e puntano tutto sulle auto intelligenti

di Andrea Baio

Gli Stati Uniti potrebbero presto legiferare in materia di sicurezza stradale, puntando tutto sulle auto di nuova generazione. In gergo è chiamato V2V (Vehicle To Vehicle), un sistema intelligente basato su un segnale radio a corto raggio in grado di far comunicare le auto tra di loro, trasferendo informazioni quali: velocità, posizione, direzione, accelerazione o frenata, all'interno di un raggio di circa 300 metri. La richiesta di tali normative è subordinata a una potenziale riduzione degli incidenti stradali di quasi l'80%. Questo smart system consentirebbe quindi non solo di garantire una maggiore sicurezza per gli automobilisti, attraverso sistemi di automatizzazione del veicolo, ma anche di ricreare le condizioni di guida ottimali attraverso la notifica al guidatore relativamente a condizioni pericolose che potrebbe non notare spontaneamente durante la guida. Ci sono inoltre progetti che mirano a far comunicare le auto in futuro anche con oggetti come i segnali di stop o barriere fisiche, per prevenire situazioni pericolose. Il segretario dei Trasporti Anthony Foxx ha dichiarato: "Una volta sviluppato, il V2V ci consentirà di garantire una consapevolezza su strada a 360 gradi e ci aiuterà a migliorare la sicurezza dei veicoli".

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17 gen 2017

Anas, Osservatorio del traffico: +2,45% su tutta la rete nel 2016

di Roberto Lentini

Il 2016 si è rivelato un anno di crescita per il traffico sulla rete stradale e autostradale di oltre 26 mila km gestita da Anas a paragone con il 2015. Nell’anno appena concluso, infatti, l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le infrastrutture principali ha registrato un incremento del 2,45% dei veicoli totali rispetto all’anno precedente, nonostante la diminuzione delle percentuali nell’ultima fase dell’anno. Dicembre ha infatti registrato un meno 5% sui veicoli totali a paragone con lo stesso mese dell’anno precedente, mentre i veicoli pesanti si fermano ad un calo del 4%. Scomponendo i dati per le macro-aree e confrontandoli con il 2015, l’anno appena concluso ha portato a un 1,6% in più al Nord, quasi un più 1% al Centro Italia e un più 3,5% al Sud. Sfiora invece un più 2% la Sardegna e raggiunge un picco del 5,6% la Sicilia. Sul fronte del segmento dei veicoli pesanti, al raffronto con il 2015, l’IMR rileva un incremento sull’intera rete viaria del 4%, così suddiviso all’interno delle macro-aree e delle due isole maggiori: al Nord con un +0,2%, al Centro e in Sardegna sfiora un +2%, al Sud sale al 6,4%, in Sicilia vola all’11,2%. Proprio la Sicilia, infatti, ha offerto sempre dati molto positivi e interessanti nell’intero arco dell’anno; ad esempio, per il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno e del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dove è stata determinante la riapertura della carreggiata in direzione Palermo dell’Autostrada A19 “Palermo-Catania”. Altri esempi significativi di aumento del volume di traffico legati a nuova viabilità nel corso del 2016 hanno riguardato le regioni Marche ed Umbria che, con l’apertura al traffico del 28 luglio della strada statale 77 “della Val di Chienti” (direttrice Foligno-Civitanova Marche), ha registrato rispetto al 2015 un incremento di 3.000 unità al giorno sia nei mesi di agosto che di settembre. L’arteria più trafficata della rete Anas è stata costantemente il Grande Raccordo Anulare di Roma, dove ad esempio giovedì 22 dicembre ha registrato il passaggio di 165.839 veicoli.

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23 dic 2016

VIDEO e STORIA | Anas: nasce la A2 “Autostrada del Mediterraneo”

di Fabio Nicolosi

L’arteria, lunga 436 km circa, andrà da Fisciano (Sa) a Villa San Giovanni (Rc) La A3 Salerno-Reggio Calabria diventerà A2 – Autostrada del Mediterraneo. “Abbiamo lavorato in questi mesi – ha spiegato il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – per trasformare l’A3 da simbolo negativo di eterna incompiuta d’Italia a esempio positivo di una grande autostrada moderna ed efficiente che sia anche una porta di accesso alla straordinaria scelta di mete turistiche offerte dalle aree che attraversa. Ecco perché si chiamerà Autostrada del Mediterraneo, una autostrada - itinerario che attraversa il cuore meridionale del Bel Paese divenendo essa stessa meta e luogo di sosta, in grado di generare circuiti di opportunità per il territorio. La nuova autostrada – ha concluso Armani - assumerà il nome di A2, come naturale prosecuzione dell’itinerario Nord-Sud che nasce a Milano con la A1”. L’itinerario Nord-Sud, originariamente identificato nella tratta A1 (Milano-Napoli), A3 (Napoli-Salerno) e A3 (Salerno-Reggio Calabria) oggi è di fatto composto da più segmenti autostradali, tra cui l’A1, la A30, il Raccordo Autostradale Salerno – Avellino RA02 e A3 Salerno Reggio Calabria, che non sono percepiti dal cliente stradale come un unico collegamento. La A2-Autostrada del Mediterraneo, lunga 436 Km, inizierà in località Fisciano (Sa), dove ha sede l’Università degli Studi di Salerno, e terminerà a Villa San Giovanni (Rc) porta di accesso alla Sicilia e naturale conclusione dell’itinerario internazionale E45. La Tangenziale di Reggio Calabria  In Calabria, nel tratto finale compreso tra lo svincolo di Campo calabro e il centro abitato di Reggio Calabria, denominato Tangenziale di Reggio Calabria, saranno realizzati interventi di manutenzione straordinaria per oltre 44milioni di euro. I lavori prevedono principalmente operazioni di restauro conservativo su alcune opere d’arte presenti lungo il tracciato, la sostituzione delle barriere di sicurezza esistenti, il rifacimento delle opere di regimazione idraulica e della pavimentazione degli strati superficiali della piattaforma stradale, interventi di mitigazione acustica attraverso l’installazione di barriere fonoassorbenti. I lavori, aggiudicati ieri, 21 dicembre, dureranno due anni. L’Autostrada del Mediterraneo/Gli itinerari  L’Autostrada del Mediterraneo è un progetto fortemente voluto da Anas con l’obiettivo di valorizzare la bellezza del Mezzogiorno guidando l’automobilista verso una riscoperta consapevole dello straordinario patrimonio turistico e culturale del Sud d’Italia. Nei prossimi mesi, Anas avvierà una campagna per far conoscere le enormi potenzialità che questa autostrada può esprimere, valorizzando gli itinerari religiosi, culturali naturalistici, enogastronomici dei luoghi che percorre. Anas, infatti, vuole farsi promotrice di un nuovo, dinamico e moderno modello di sviluppo, trainato dalla sinergia tra tutte le realtà locali interessate, per mettere in campo iniziative concrete di sviluppo, di conoscenza e di fruizione del territorio in grado di definire, nel loro insieme, la forza e il valore del Meridione. L’idea è quella di trasformare l’immenso patrimonio di beni culturali, di risorse paesaggistiche, di tradizioni culturali, enogastronomiche e artigianali in economia moderna e globale. Alla base della filosofia del progetto c’è l’idea che la moderna infrastruttura, restituita pienamente alla fruizione, non sia solamente un segmento di collegamento tra Campania, Basilicata e Calabria, ma una retta policentrica orientata ad un’idea di sosta e non solo di attraversamento. Uno stimolo alla scoperta dei luoghi lambiti dalle acque del Mediterraneo, una chiave d’accesso ai sacri templi della storia, ai luoghi arcani del mito. Un’autostrada-itinerario che, attraversando il cuore meridionale del Bel Paese, diventi un generatore di opportunità e di sviluppo per il territorio. In tal senso, il percorso di valorizzazione del Mezzogiorno è stato suddiviso in sette “Vie”, che saranno richiamate dalla cartellonistica autostradale, in fase di allestimento: 1) La Via dei Castelli 2) La Via dell’Archeologia 3) La Via Del Mito 4) La Via Della Fede 5) La Via del Caffè 6) La Via dello Sport 7) Sulle orme di Bacco e Cerere La Via Dei Castelli  Una via di singolare interesse storico, turistico e culturale è la Via dei Castelli. Lungo l’Autostrada del Mediterraneo ce ne sono diversi: il Castello Medievale di Arechi Salerno, il Castello Svevo di Cosenza, Il Castello di Pizzo Calabro, Il Castello di Scilla, Il Castello Aragonese di Reggio Calabria. La via dell’archeologia  L’itinerario prende in considerazione le seguenti aree: il Museo Archeologico provinciale di Salerno, Il Museo archeologico nazionale della Sibaritide, il Museo Archeologico Statale Vito Capialbi di Vibo Valentia, il Museo Archeologico di Medma, il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. La Via del mito  La nuova Autostrada prende in considerazione i valori del territorio attraverso la conoscenza dei miti del luogo. Si tratta di un itinerario affascinante che conduce alla scoperta dei luoghi cari alle Sirene Partenope, Licosia e Ligea che raccontano stupende e fiabesche storie, incidendo fortemente sulle locali tradizioni. La Via della fede  E’ un itinerario turistico religioso di particolare valore. Esistono nel territorio tesori di fede e devozione che narrano la storia di forti spiritualità. Vengono ricordati i luoghi più significativi come la Certosa di Padula, il Santuario di San Francesco da Paola; la Certosa di Serra San Bruno; il Santuario alla Madonna di Paravati; il Santuario di San Gaetano Catanoso; il Santuario Maria SS Consolazione di Reggio Calabria. La via del caffè  Lungo il percorso dell’Autostrada del Mediterraneo si incontrano ben sei torrefazioni che danno vita ad un itinerario speciale alla riscoperta del caffè italiano, attraverso una varietà di proposte e miscele. Tra queste: il caffe Castorino (Salerno), il caffè Trucillo (Salerno), il caffè Aiello (Cosenza), il caffè Guglielmo (Catanzaro), il caffè Cannizzaro (Cittanova), il caffè Mauro (Campo Calabro). La via dello sport  Suggestive opportunità di pratica delle più variegate discipline sportive si incontrano lungo il percorso dell’autostrada. Dal Kitesurf del Cilento e dell’area salernitana, al rafting sulle cascate del Fiume Lao, al trekking nelle zone montuose, insieme allo sci sul Pollino, Sila ed Aspromonte. Sulle Orme di Bacco e Cerere – La via enogastronomica  Una suggestiva via che porta alla conoscenza prelibata dei sapori della tavola del Sud è la via enogastronomica. Un posto in prima fila spetta, per citarne solo alcuni, alla cipolla rossa di Tropea, al peperoncino di Diamante, al tartufo nero di Pizzo Calabro. Ecco un po' di storia: Nel 1934 il Piano Regolatore delle Autostrade Italiane redatto dall'Aass, l’Azienda autonoma statale della strada (dal 1946 Anas) prevede la costruzione di un’autostrada tirrenica Livorno-Civitavecchia-Salerno-Reggio Calabria, ma resterà lettera morta. Nel 1952 nel Primo Programma Poliennale di miglioramento ed incremento della rete stradale dell’Anas, presentato dal ministro dei Lavori Pubblici Salvatore Aldisio, non sono previste autostrade a sud di Salerno. Nel maggio del 1955 la legge 463 (detta legge Romita) approva un programma di costruzione della rete autostradale in dieci anni, con un piano finanziario di 100 miliardi di lire. La realizzazione della Salerno-Reggio Calabria è disegnata su un tracciato costiero tirrenico con due corsie per senso di marcia, ma al momento se ne prevede solo lo studio. Il 24 luglio 1961 viene approvata la legge n. 729 (legge Zaccagnini) che definisce il nuovo Piano di costruzioni stradali e autostradali e assegna ad Anas la costruzione e la futura gestione della Salerno-Reggio Calabria, autostrada aperta e senza pedaggio, a due corsie di marcia per ogni carreggiata, autorizzandola a contrarre mutui per 180 miliardi di lire, costo stimato dell’autostrada. Il 14 dicembre 1961 il Consiglio di amministrazione dell'Anas, presieduto dal Ministro dei Lavori Pubblici, Benigno Zaccagnini, approva il progetto di massima dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, predisposto da Salvatore Ruiz. La progettazione del tracciato viene realizzata da due gruppi di tecnici: uno per il tronco da Salerno fino al confine con la Basilicata, l'altro per la restante parte sino a Reggio Calabria. Per il tratto da Lagonegro a Reggio Calabria sono previsti tre percorsi alternativi: quello tirrenico, quello jonico e quello interno. Si apre un dibattito, al termine del quale prevale la proposta di Giacomo Mancini, che dal luglio 1964 è diventato ministro dei Lavori Pubblici (e quindi anche presidente di Anas): viene scelto il tracciato interno, che abbandona la costa e attraversa le montagne, passando per Cosenza e allungando il suo percorso di circa 40 km. Il 21 gennaio del 1962, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, Amintore Fanfani, partono i lavori. Una targa posta quel giorno a Salerno testimonia l’entusiasmo con cui vengono accolti i cantieri: “Dopo ventuno secoli la via che Roma aprì ad unire le genti del Mezzogiorno si riapre sulle antiche orme da Salerno a Reggio Calabria per continuare e completare tra il Settentrione e il Meridione d'Italia la grande via del traffico e del lavoro”. Fanfani dichiara che i lavori termineranno due anni dopo, nel 1964. Nel maggio del 1963 l’Anas, per seguire i lavori di realizzazione dell’opera, istituisce l'Ufficio Speciale dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, guidato dall’ingegner Giuseppe Scaramuzzi. Nel 1967, 125 km sono in esercizio (da Salerno a Lagonegro) e 318 sono ancora in costruzione. La realizzazione dei viadotti Italia, Stupino, Rago, Coscile, Salso, Jannello, Caffaro (ancora oggi esistenti) e delle lunghe gallerie (addirittura il 30% dell’intero tracciato) coinvolge alcuni dei migliori ingegneri italiani, tra cui Silvano Zorzi, Riccardo Morandi e Fabrizio de Miranda. Nel 1968 apertura del tratto tra Lagonegro e Cosenza, caratterizzato da alte difficoltà tecniche per la conformazione del territorio. Nel 1969 apertura del tratto tra Cosenza e Gioia Tauro. Nei primi mesi del 1972 a causa di una frana nei pressi di Lagonegro vengono danneggiati i due viadotti Taggine e Sirino, determinando la chiusura di una tratta dell’autostrada, con una deviazione e una strozzatura, tra il km 131 e il km 132, che durerà per oltre 40 anni. Nel 1974 l’intero tratto da Salerno a Reggio Calabria, finanziato dallo Stato, viene aperto al traffico. Il costo finale è stato di 368 miliardi di lire, con una media di 830 milioni a chilometro. Si tratta per l’epoca di un’opera di ingegneria d’avanguardia che vanta alcuni dei più importanti ponti e viadotti d'Europa, il Viadotto Italia sul Rio Lao, all’epoca il più alto d'Europa sul fondo valle e lungo 1.160 metri, e il ponte sullo Sfalassà, lungo 893 metri, uno straordinario arcotelaio in acciaio dalle interessanti modalità costruttive. Ma l’autostrada nasce incompleta, per l’interruzione sul Sirino, nei pressi di Lagonegro, al km 131. Nel 1987 Il presidente del Consiglio Bettino Craxi e il ministro dei Lavori pubblici Riccardo Misasi stanziano 1.000 miliardi di lire per lavori di somma urgenza sulla Salerno-Reggio Calabria. Tra il 1996 e il 1997 il governo presieduto da Romano Prodi approva un piano di lavori su tutto il tracciato dell'A3, stanziando 6.000 miliardi di lire. In base all’esame dei flussi di traffico, il programma di ammodernamento dell’autostrada prevede la realizzazione di tre corsie per ogni senso di marcia solo per i primi 53 km (da Salerno a Sicignano degli Alburni), mentre per il resto dell’autostrada sono previsti l’adeguamento e la messa in sicurezza, con l’eliminazione delle curve pericolose, la riduzione delle pendenze e, ove necessario, la costruzione di nuove gallerie e l’abbattimento di viadotti. Nel progetto è previsto anche il superamento della strozzatura del Sirino, al km 131. Nel 1999 il Cipe, con la delibera n. 49, unifica gli interventi precedentemente deliberati in un unico intervento denominato “interventi di adeguamento autostrada Salerno-Reggio Calabria” per assicurare maggiore flessibilità operativa. L’Anas, divenuta nel frattempo ente pubblico economico e presieduta da Giuseppe D’Angiolino, bandisce le gare per la progettazione. I lavori, divisi in ben 77 microlotti, vengono realizzati non tutti contemporaneamente, ma secondo una progressione temporale scandita dall’erogazione delle risorse economiche messe via via a disposizione, incontrando nel tempo alcune difficoltà a causa di problemi tecnici e del fallimento delle imprese aggiudicatarie delle gare e portando di volta in volta alla posticipazione della data di ultimazione lavori. Da quegli anni, il percorso dell’autostrada sarà caratterizzato da una lunga teoria di cantieri, che soprattutto d’estate provocheranno spesso code e disagi. Il 21 dicembre 2001 viene approvata la Legge Obiettivo n° 443, proposta dal governo Berlusconi. L’Anas, presieduta da Vincenzo Pozzi, riprogetta la cantierizzazione dell’autostrada per accelerare il programma di ammodernamento. I lavori di più lotti funzionali vengono concentrati in macrolotti, da affidare con il nuovo strumento del general contractor. Il 25 novembre 2003 partono i cantieri del 1° Macrolotto relativi all'ammodernamento del tratto che va dallo svincolo di Sicignano degli Alburni allo svincolo di Atena Lucana, in provincia di Salerno, per 28,5 km. Il 23 luglio 2008 l’Anas, presieduta da Pietro Ciucci, apre al traffico il 1° macrolotto dallo svincolo di Sicignano degli Alburni allo svincolo di Atena Lucana, costato 500 milioni di euro. L'11 giugno 2014 vengono consegnati i lavori dell’ultimo grande cantiere della A3, il Macrolotto 3.2, che riguarda 20 km di autostrada da Laino Borgo a Campotenese, del valore di circa 600 milioni di euro. Tra le opere presenti c’è anche il viadotto Italia. Il 31 ottobre 2014 viene aperto al traffico l’ultimo tratto del Macrolotto 2, che riguarda 31 km di autostrada da Padula-Buonabitacolo a Lauria, che complessivamente ha comportato un investimento di oltre 1 miliardo di euro. I lavori, grazie a una soluzione tecnica in galleria, consentono dopo oltre 40 anni di superare la strozzatura del Sirino. Il 2 marzo 2015 crolla la quinta campata della carreggiata sud del viadotto Italia, mentre sono in corso lavori di demolizione dell'impalcato, trascinando con sé un mezzo di cantiere sul quale è presente un operaio di origine romena (Adrian Miholca), morto precipitando per circa 80 metri. L'autostrada viene chiusa in entrambe le direzioni, tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno (Cosenza). Il 24 luglio 2015, dopo la nomina del nuovo presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, l’emergenza viene superata: la carreggiata nord del Viadotto Italia viene riaperta al traffico nei due sensi di marcia grazie a lavori svolti in tempi record dall’Anas e che riguardano la rimozione delle macerie con connessa attività di bonifica dei luoghi sottostanti il viadotto, la riparazione della pila danneggiata dal crollo e l’apposizione di opere strutturali a protezione delle altre pile. A fine luglio del 2015, sono 355 i km di autostrada completati e in esercizio e d’estate per la prima volta da circa 20 anni sulla Salerno-Reggio Calabria si registra un solo cantiere inamovibile di circa 3 km. Su richiesta del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il nuovo vertice Anas rivede il programma dei lavori, anticipando di un anno e mezzo l’apertura al traffico del tratto, al mese di dicembre 2016. Il 4 febbraio 2016 viene abbattuto l’ultimo diaframma della nuova galleria “Jannello”. Il 10 marzo 2016 viene abbattuto l’ultimo diaframma della nuova galleria “Mormanno Nord”. Il 26 luglio 2016 viene aperto al traffico quasi l’intero tratto di oltre 20 km dell’ultimo cantiere, Macrolotto 3.2, in cui rientra anche il viadotto Italia. Il 10 ottobre 2016 viene abbattuto il diaframma della canna nord della nuova galleria `Laria`, a Laino Borgo, in Provincia di Cosenza. Il tunnel - lungo oltre 600 metri - è l`ultima opera in fase di completamento nel Macrolotto 3.2 ed è la più complessa dell`intero tratto. La realizzazione della nuova galleria `Laria`, posta in variante rispetto al tracciato esistente, non ha determinato impatti sulla viabilità, nemmeno durante i periodi critici dell`esodo estivo. Il 24 ottobre 2016 E’ stato abbattuto il diaframma della canna sud della nuova galleria ‘Laria’: l’ulteriore passaggio segna la conclusione delle attività di scavo di tutti i tunnel della nuova autostrada. Il 22 dicembre 2016 l’Anas, preseduta da Gianni Vittorio Armani ha aperto al traffico, con oltre un anno di anticipo sulla data di consegna dei lavori, la Galleria Larìa. Era l’ultimo grande cantiere: la A3-Salerno Reggio Calabria è finita.

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