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08 mar 2017

Bici-Camper: l’innovativa soluzione per le vacanze “green”

di Alessandro Gori

Quest'estate volete fare un viaggio in bicicletta? Forse questo gadget potrebbe tornarvi utile.    Si tratta di un'idea che gira da un bel po', con risultati a dir il vero non molto credibili, ma forse ora ci siamo. La statunitense Wide Path Camper ha sviluppato il suo Bicycle Camper: una roulotte da agganciare al mozzo posteriore di una bicicletta, come un qualsiasi carrello, che almeno sulla carta sembra molto interessante. Bicycle Camper ha infatti un design particolare che permette alla struttura rigida di piegarsi su se stessa durante il viaggio e aprirsi quando ci si deve  fermare per dormire (no, niente pisoli mentre qualcun'altro guida) che indubbiamente incuriosisce. Aperta consente a due persone di dormirci dentro, oppure di allestire un piccolo salottino con tavolino, e in generale di trasportare 300 L circa di materiale. Inoltre sono presenti tutta una serie di optional di cui il più interessante è sicuramente il pannello fotovoltaico portatile (italiano!) per alimentare le lampade della roulotte e ricaricare apparecchi elettronici come i cellulari. Bello vero? Ma non per tutte le tasche. Il Bicycle Camper costa infatti "solo" 4.000 €. Il kit fotovoltaico? 1.650€. Quindi, non c'è da lasciarlo in giro per andarsi a fare una passeggiata... Una curiosità: il listino prezzi è in dollari, euro e... corone danesi. Ci verrebbe da dire "ovviamente"... Scheda tecnica: Bicycle Camper

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07 mar 2017

“Ergo Crosswalk”: le strisce pedonali che si adattano alle abitudini delle persone

di Amedeo Paladino

Agli inizi del '900 il rapporto delle persone con la strada era molto diverso rispetto a quello odierno: le automobili erano poche e conseguentemente la priorità spettava a chi andava a piedi: non esistevano infatti strisce pedonali o semafori. Negli anni '20 il cambiamento della destinazione d'uso delle strade cambiò a vantaggio dei mezzi a motore che ebbero un aumento esponenziale a partire dalle grandi città degli Stati Uniti: vennero disegnate le prime strisce pedonali, ma la norma che prescriveva l'attraversamento solo in corrispondenza di esse era scarsamente rispettata e gli investimenti mortali crebbero enormemente. Le case automobilistiche americane misero in opera una campagna mediatica affinché non venissero emanate delle leggi sulla limitazione della velocità dei veicoli in città, che avrebbero rappresentato un pericolo per il fiorente mercato dell'auto. L'eco di questa campagna fu talmente forte che venne coniato un nuovo termine dispregiativo per definire coloro che non rispettavano le norme sull'attraversamento: "jaywalking". Dopo un secolo dall'inizio del processo di motorizzazione di massa la tendenza in corso in molte grandi città  è la riacquisizione dello spazio pubblico a favore delle persone, limitando l'utilizzo del mezzo privato e intervenendo a favore della sicurezza dei pedoni. Una delle condotte più criticate è l'attraversamento al di fuori delle strisce pedonali: il designer coreano Jae Min Lim ha osservato il comportamento dei pedoni, accorgendosi che spesso camminano fuori dalla segnaletica, descrivendo un arco. I pedoni infatti cercano inconsciamente sempre di trovare la via più rapida rispetto al punto di accesso, per raggiungere il marciapiede opposto. Jae Min Lim ha così descritto il suo progetto di rivisitazione degli attraversamenti pedonali, "Ergo Crosswalk": Quando le persone attraversano la strada tendono a prendere la via più rapida: a volte lo fanno intenzionalmente, ma il più delle volte lo fanno inconsciamente. Questo comportamento viola le norme del traffico, mettendo in pericolo la sicurezza dei pedoni stessi. Se le norme stradali non sono rispettate, è più ragionevole cambiarle. "Ergo Crosswalk" è un progetto che spinge i pedoni al rispetto degli attraversamenti, tenendo conto delle loro abitudini. Presentate al “Seoul International Design Competition 2010” le “Ergo Crosswalk” sono strisce pedonali ad arco che oltretutto nascondono degli indicatori LED attivati in base alla distanza delle auto. "Ergo Crosswalk" finora non è stato implementato in nessuna città, ma rappresenta un ottimo esempio di come si debba progettare tenendo conto delle abitudini delle persone.   Bibliografia: The forgotten history of how automakers invented the crime of "jaywalking" Why Jaywalking is Called Jaywalking Come l’industria automobilistica ha criminalizzato pedoni e ciclisti

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06 mar 2017

La street art colora il Grande Raccordo Anulare

di Roberto Lentini

La storia e il mito di Roma rivivono sulle pareti del Grande Raccordo Anulare. Dieci Urban Artist internazionali hanno aderito al progetto GRAArt, promosso da Anas, per valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese, realizzando su rampe e sottopassi opere ispirate al mito della Città Eterna. GRAArt è un progetto di arte contemporanea urbana ideato da David Diavù Vecchiato, esponente di spicco dell’Urban art in Italia e fondatore di MURo (il Museo di Urban Art di Roma). Nasce così un nuovo percorso culturale che lega centro e periferia: Il Gra diventa un circuito inedito ed originale, un tour da percorrere a tappe che sovrappone vicende della Roma antica a quella della Roma moderna. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è stata presentata questa mattina al Mibact dal Ministro Dario Franceschini, dal presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, dal responsabile del Brand e Immagine di Anas, Claudio Arcovito e dal direttore artistico David Diavù Vecchiato. “Riteniamo - ha spiegato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – che la strada intrapresa due anni fa che ci ha portato a potenziare la manutenzione, investendo forze e risorse, debba correre parallela a quella della valorizzazione del ruolo delle infrastrutture: non solo dal punto di vista logistico ma anche di veicolo della cultura, dell'arte e del turismo. Ecco perché Anas ha deciso di dar vita al progetto GRAART, realizzando intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma un museo a cielo aperto. Si tratta solo di un primo tassello – ha sottolineato Armani -  ma l’idea è quella di replicare l’esperimento anche in altre parti d’Italia”. «Per un progetto diffuso su tutta la città come GRAArt, che coinvolge aree e quartieri molto diversi tra loro – ha spiegato il direttore artistico David Diavù Vecchiato - si è rivelato ideale il metodo curatoriale con il quale da molti anni sviluppo e concretizzo le mie idee sull'arte urbana, sia nelle mie opere che nei diversi progetti collettivi che ho finora ideato e diretto. Per interpretare liberamente un'infrastruttura importante come il Gra, ho immaginato un'opera d'arte collettiva in cui ogni artista, prima di intervenire sul muro, fosse spinto alla ricerca dell'identità del territorio in cui quel muro si trova e venisse ispirato dunque da storie e leggende, lavorando con spirito di curiosità ed empatia. Credo che riportare nelle periferie alcuni simboli della Città Eterna che in fondo le appartengono, attraverso un'arte visiva che è nata dal basso, e ha ormai conquistato molti muri urbani, sia una bella rivoluzione di cui in questo momento Roma ha bisogno». Le aree interessate dal progetto sono: Torrino Mezzocammino (via Luigi Guglielmi), Gregna di Sant’Andrea (via Lucio Mariani), Romanina (via Pietro Rosano), Tor Vergata (via della Sorbona), Prenestina (via Collatina), La Rustica (via Damone),  Ottavia (via Casorezzo), Trionfale (via Casal del Marmo), Boccea (via di Boccea), Aurelia (via Aurelia). I murales di GRAArt ripercorrono il mito di Roma per mano di artisti internazionali e si avvalgono della consulenza della scrittrice di best-seller ambientati nella Capitale, Ilaria Beltramme. Le opere raccontano la ricchezza culturale ed artistica della Città Eterna attraverso le storie che l’hanno vista protagonista nel corso dei secoli. Tutti i dipinti, infatti, rappresentano miti, leggende ed aneddoti – spesso poco considerati se non addirittura dimenticati – delle aree della città in cui sono stati realizzati e di cui aspirano a diventare un simbolo. Gli artisti che hanno preso parte al progetto provengono da ogni parte del mondo: Uruguay, Venezuela, Francia, Spagna, Italia. Ogni opera è corredata di una targa con un QR Code che permette al visitatore di accedere al sito web dedicato www.graart.it, e di leggere la storia che ha ispirato il murales e la biografia dell’artista che lo ha realizzato.

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06 mar 2017

Aerei di nuova generazione, più leggeri e meno stress per i passeggeri

di Roberto Lentini

Gli  spazi, l'aria e l'umidità sono certamente dei fattori che creano stress al viaggiatore  soprattutto per quello che riguarda l'umidità interna spesso insufficiente a garantire un adeguato livello di umidità relativa. In genere l'umidità nelle cabine degli aeroplani è inferiore al 10%, ciò non comporta rischi per la salute, ma può causare secchezza cutanea e disagio a occhi, bocca e naso. Su un articolo riportato dal The Economist, si legge che molti dei disagi legati al volare derivano proprio dalla pressione atmosferica e dall’umidità. A un’altezza di diecimila metri, la pressione dell’ossigeno nell’atmosfera è troppo bassa per la vita umana così gli ambienti all’interno degli aerei devono essere pressurizzati. Gli standard FAA impongono di mantenere la pressione dell’aria uguale a quella che si otterrebbe naturalmente all’altezza di 2400 metri con un'umidità relativa bassa. In genere questo fenomeno non dovrebbe causare grossi danni alla maggior parte delle persone ma può essere un rischio per persone che presentano già problemi cardiaci o respiratori generando mal di testa, vertigini, stanchezza, ecc... Il motivo per cui si impone una presurizzazione pari a 2400 metri con un'umidità molto bassa  è dovuto al fatto che una pressione pari al livello del mare sottoporrebbe a uno sforzo enorme l’aereo, inoltre le strutture in alluminio degli aerei  di vecchia generazione si corrodono in ambienti troppo umidi. Oggi grazie alle nuove tecnologie è possibile migliorare il confort all'interno degli aerei utilizzando materiali compositi formati da una matrice polimerica in cui vengono inserite delle fibre, come quelle di vetro o di carbonio per ottenere dei nuovi materiali da costruzione sempre più resistenti, performanti e leggeri che possano sostituire quelli tradizionali, come l'acciaio e l'alluminio. In campo aeronautico i materiali compositi sono molto utilizzati soprattutto grazie al risparmio in peso unito all’alta resistenza a fatica e alla corrosione. Basta pensare che risparmiando un chilogrammo su un aero medio-piccolo come l’Airbus A320, in un anno si risparmiano circa 300 kg di carburante. Con l’impiego di CFRP (fibre di carbonio in resina polimerica) si arriva ad una riduzione in peso del 20% rispetto all’alluminio. Grazie all’elevata resistenza garantita dalla fibra di carbonio è stato possibile alzare la pressione interna, corrispondente a 1.800 metri sul livello del mare e aumentare il tasso di umidità, garantendo una migliore comodità per i passeggeri, soprattutto nelle lunghe percorrenze. Due sono i gruppi più importanti a livello mondiale che producono aerei di nuova generazione, la statunitense Boeing con il Boeing 787 e il consorzio europeo Airbus con l’Airbus A-350 e l'Airbus A-380. Il Boeing 787 è realizzato al 50% in fibra di carbonio e permette di risparmiare circa il 20% in meno di carburante con un confort maggiore per i viaggiatori. Ha sedute più ergonomiche e gli oblò grandi riducono la sensazione di “chiuso” che può generare un senso di claustrofobia. L'Airbus A-350 è realizzato con la fusoliera in fibra di carbonio, mentre i comandi pneumatici e idraulici sono stati sostituiti dall'elettronica, riuscendo a tagliare i consumi del 25% con un aumento del confort dei passeggeri. L'Airbus A-380 è il più grande aereo mai commercializzato al mondo, si affida a componenti che ne riducono drasticamente il peso e gli consentono di trasportare 555 passeggeri per 15.000 km senza scalo. E' costituito per circa il 25% da compositi strutturali, utilizzati per le ali, sezioni di fusoliera, impennaggio di coda e porte. Grazie a questi nuovi materiali viaggiare su questi aerei diventa più piacevole e i passeggeri arrivano a destinazione più riposati e senza stress.    

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02 mar 2017

Le Green city non sono solo roba da ricchi

di Alessandro Graziano

Lo sviluppo del verde urbano dovrebbe riguardare tutti i cittadini e non solo quelli dei quartieri d'élite Molto spesso una città verde non è né verde ovunque né per tutti. Ciò significa che le aree verdi, sistemi di trasporto sostenibili, energia a impatto zero  possono non essere accessibili per tutti e possono non essere distribuite equamente all'interno della città. Una città equa dunque deve partire dalle aree verdi, dai trasporti e dall'energia a disposizione di ogni cittadino, non in termini meramente numerici o quantitativi ma qualitativi. Spesso invece l'urbanistica punta sui numeri e i metri quadri di servizi a discapito della vera accessibilità degli stessi. Secondo il pianificatore urbano Renard Teipelke dell' Asian Development Bank  ci sono almeno quattro punti da cui riconoscere una città per tutti: 1 La vita urbana deve consentire un sostentamento economico per i cittadini 2 Si dovrebbe consentire la piena accessibilità agli abitanti, che vuol dire libertà di partecipazione alla vita della metro-polis 3 La vita urbana deve essere accessibile, garantendo che le infrastrutture urbane, come l'alloggio, e servizi urbani, quali l'assistenza sanitaria, siano accessibili per i cittadini. 4 La vita cittadina deve avere una capacità di resilienza, ovvero di resistere agli stress naturali o umani derivati da cambiamenti climatici o criminalità, quindi essere un posto sicuro. Ovviamente se questi quattro punti vengono messi in relazione al boom economico Asiatico si vedrà la grande discrepanza tra ricchezza economica e diseguaglianze. Molto più che nella vecchia Europa. Persone di diversa condizione socio-economica dovrebbero essere in grado di trarre beneficio dalle loro città in termini fisici, economici, ambientali e sociali. Spesso nella megalopoli asiatiche vediamo le grandi downtown dove sostenibilità ed economia green ci sembrano splendere al massimo. Un controsenso invece rispetto al disequilibrio delle periferie urbane. Localizzare le politiche di sviluppo urbano significa quindi identificare le azioni intersettoriali che rendono viva una città. Ad esempio, un programma di crescita economica dovrebbe mirare a migliorare la competitività di una città e anche fornire opportunità di lavoro per una gamma più ampia di cittadini in modo che possano accedere ad un alloggio, alle spese mediche, o al biglietto d'ingresso ad un evento culturale. Solo allora lo sviluppo urbano verde "Green" potrà avere un impatto reale e positivo sulla vita di tutti i cittadini.

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28 feb 2017

Lo “sconto bambini educati” al ristorante: episodio isolato o possibile moda?

di Giulio Di Chiara

Spesso parliamo di città in termini infrastrutturali, ma un agglomerato urbano è fatto anche di persone e di relazioni. In tal senso, anche i rapporti umani e il rispetto verso gli altri soprattutto negli spazi pubblici sono degli indicatori di sviluppo e crescita di una comunità. Per questo oggi raccontiamo di un episodio molto singolare (e anche creativo se vogliamo) avvenuto a Padova, a cura di un ristoratore locale. Antonio Ferrari, titolare di un'enoteca cittadina ha applicato per la prima volta in Italia uno scontro per "bambini educati". Un premio decisamente insolito, destinato ai genitori che hanno scongiurato il ricorrente scorazzare tra i tavoli altrui e gli schiamazzi dei loro figli. Un modo nuovo di omaggiare l'educazione dei clienti e ridurre il disturbo agli altri presenti in sala. Sebbene possa sembrare un comportamento un pò restrittivo verso la tipica vivacità dei bambini, il proprietario dell'enoteca ha ribadito di amare le famiglie e di ospitarle volentieri nel suo locale, nonostante ogni tanto abbia assistito a scene poco gradevoli per gli altri clienti i quali dovevano sopportare l'eccessivo brio di alcune "piccole pesti", spesso giustificato anche dai rispettivi genitori. Per questo la nascita dello sconto così "originale. Il ristoratore ha garantito che questa non diventerà una promozione commerciale, ma rimarrà un gesto assolutamente contestuale e spontaneo. “Non mi va di passare per quello che giudica gli altri, perché immagino quanto possa essere difficile fare il genitore oggi”. E' stato un locale di Miami a fornire l'ispirazione al signor Ferrari. E se diventasse davvero una moda anche in Italia?

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27 feb 2017

Kranium: il casco per ciclisti in cartone reciclato

di Cristina Betti

Ecocompatibile, resistente, innovativo, sicuro ed economico: ecco le caratteristiche del casco ideato da Anirudha Surabhi. E' più leggero di un casco tradizionale e il 15% più sicuro. Direttamente dal Royal College of Arts di Londra arriva l'idea per questo innovativo casco, pronto a fare un passo avanti rispetto ai tradizionali caschi da bicicletta liner EPS tradizionali (per intenderci, quelli conformi alle norme statunitensi). Il progettista, Anirudha Surabhi, dopo essere caduto di bici ed aver spezzato letteralmente il suo casco, ha pensato bene di presentare come sua tesi finale in design un nuovo elmetto molto più sicuro di quello che indossava quando è caduto. Per questo si è ispirato alla natura, in particolare alla struttura in cartilagine del cranio del picchio, l'uccellino che colpisce il tronco degli alberi con il becco e che riesce a non danneggiare il suo cranio proprio grazie allo strato di cartilagine che separa il suo becco dal teschio.   Sembra uno scherzo l'idea di avere un casco creato completamente con materiale di scarto come il cartone, eppure, dopo molti tentativi su 150 materiali diversi, il suo inventore è riuscito a creare una struttura tale da renderlo, oltre che più leggero rispetto ai caschi standard, anche molto più sicuro. La sua capacità di assorbimento degli urti è 4 volte superiore rispetto ai normali caschi in polistirolo, ciò significa che durante un incidente la quantità di energia di urto che viene trasferita alla testa è molto inferiore rispetto ai caschi standard, diminuendo così eventuali danni alla testa. La sua matrice a nido d'ape, struttura in cartone resa impermeabile da materiali acrilici, è in grado di assorbire un impatto di 250 G, superando per ben 5 volte di fila il test di prova British Standard (EN 1078), il test specifico di sicurezza per caschi da bicicletta, skateboard e roller blade. Kranium si è rivelato talmente efficiente da attirare i team della Formula Uno Force India per applicare la sua tecnologia ai caschi dei piloti. Se ha attirato l'attenzione della Formula Uno, vale la pena di pensarci per la nostra sicurezza in bicicletta!   https://www.youtube.com/watch?v=rHUB1fDHE8Y  

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24 feb 2017

L’economia circolare al centro dell’edizione 2017 del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane

di Roberto Lentini

Un viaggio sui binari d’Italia, 11 tappe, da Catania a Milano, per raccontare un nuovo tipo di economia insieme ai 100 protagonisti che mettono già in pratica questo nuovo modello di sviluppo economico sostenibile e innovativo. L’economia del futuro? È senz’altro l’economia circolare che porta con sé nuove opportunità ambientali, economiche, sociali. A spiegarlo e raccontarlo sarà il Treno Verde 2017, con un’edizione tutta speciale dedicata a questo nuovo modello di sviluppo economico sostenibile e innovativo che sta prendendo sempre più piede in Italia ed è ora al centro del dibattito europeo. Dal 22 febbraio al 31 marzo il convoglio ambientalista di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, viaggerà per l’Italia, per raccontare attraverso 11 tappe, da Catania a Milano, questa nuova economia, per promuovere la sostenibilità che parte dal basso, diffondere l’informazione scientifica e per dar voce ai tanti protagonisti, (aziende, start-up, istituzioni, associazioni e territori), ribattezzati i cento Campioni dell’economia circolare che percorrono già questa strada. Un’economia, che a differenza di quella lineare, dà vita a un processo di autogenerazione in cui tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Per questo il motto del Treno Verde 2017 di quest’anno sarà proprio “Ogni fine è un nuovo inizio”. Un’economia che fa bene al Paese, come dimostrano i dati diffusi dalla Commissione Europea al riguardo: si parla infatti di 580mila posti di lavoro stimati in Europa entro il 2030 con il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto sull’economia circolare. Un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse e quindi ad una riduzione delle importazioni di materie prime. In Italia possono essere creati almeno 190mila nuovi posti di lavoro. Per questo Legambiente chiede alle Istituzioni europee un quadro di norme molto ambizioso, con regole chiare e precise, per un tema decisivo per il futuro dell’Europa e dell’Italia. Una richiesta contenuta nel Manifesto dell’economia circolare che si potrà sottoscrivere a bordo del Treno Verde, sulla prima carrozza. Obiettivo del convoglio ambientalista sarà anche quello di portare a Bruxelles, dove è in corso la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare, le esperienze più rappresentative presentate a bordo del Treno Verde, per far conoscere le tante eccellenze che hanno scommesso su questo nuovo modello di sviluppo economico. L’appuntamento sarà il 24 aprile con una tappa speciale a Bruxelles insieme ai 100 Campioni dell’economia circolare e al vicepresidente della Commissione UE, Jyrki Katainen. Giunto alla 29esima edizione, quest’anno il Treno Verde farà tappa nelle stazioni di Catania Centrale (24-25-26 febbraio), per poi proseguire il suo viaggio a Paola (28 febbraio-1 marzo), Potenza Centrale (3-4 marzo), Bari Centrale (6-7marzo), Salerno (9-10-11 marzo), Pescara Centrale (13-14 marzo), Foligno (16-17-18 marzo), Bologna Centrale (20-21 marzo), Vicenza (23-24 marzo), Asti (26-27-28 marzo) e Milano Porta Garibaldi (30-31 marzo). Nelle sue 11 tappe si parlerà, dunque, di economia circolare, tema centrale della mostra itinerante visitabile a bordo treno, dando spazio ai tanti campioni del settore che recuperano o utilizzano materie prime seconde che fino a ieri finivano in discarica. C’è chi ad esempio recupera circa 250mila tonnellate di pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici, come fa Ecopneus. Chi ricicla i pannolini usa e getta dando nuova vita a materie prime seconde di elevata qualità come fa Fater Spa, che per altro, ha realizzato a Spresiano (TV) il primo impianto in Italia per il riciclo di pannolini. Chi ha dimostrato che è possibile integrare chimica, ambiente e agricoltura. Un esempio? Il Mater-Bi, prodotto di punta di Novamont, l’innovativa bioplastica con cui si realizzano i prodotti biodegradabili e compostabili. Spazio poi a chi ricicla gli imballaggi di acciaio: barattoli, scatolette, lattine, provenienti dalla raccolta differenziata, grazie a Ricrea, passano a nuova vita diventando materiale utile per chiodi, bulloni e anche per parti di treni. Chi si impegna per promuovere e garantire il riciclo dei materiali di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata, dando nuova vita ai rifiuti, come fa il Conai. “In Europa - dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - il pacchetto sull’economia circolare è in una fase avanzata di definizione. L’Italia ha oggi tutte le carte in regola per fare da capofila nell’economia circolare europea, grazie alle tante esperienze virtuose in atto nel Paese e che racconteremo durante il viaggio del Treno Verde. Abbiamo comuni ricicloni, consorzi pubblici e aziende virtuose che costituiscono esperienze di green economy eccezionali. Ma per affermare sempre più l’economia circolare, oltre al contributo dei cittadini e ad una comunicazione efficace, è importante che anche la politica faccia la sua parte introducendo ad esempio politiche tariffarie che premino i cittadini e le aziende virtuose, replicando le buone pratiche su tutto il territorio e definendo un nuovo sistema di incentivi e disincentivi per far in modo che la prevenzione e il riciclo siano sempre più convenienti di discariche e inceneritori”. “Il Gruppo FS Italiane è da sempre impegnato nel migliorare le proprie performance ambientali e no. L’obiettivo è quello di contribuire a ridurre l’impronta ecologica delle attività industriali, produttive e dei servizi, individuando le migliori e più innovative soluzioni per rendere sempre più efficienti ed efficaci i processi industriali”, sottolinea Gioia Ghezzi presidente di FS Italiane. “Con il Piano industriale 2017-2026, incardinato su cinque pilastri (infrastrutture integrate, mobilità integrata, digitalizzazione, logistica integrata ed espansione internazionale), abbiamo l’obiettivo – prosegue la presidente di FS Italiane – di creare sinergie fra attori, tecnologie e infrastrutture per favorire lo shift verso modalità di spostamento più efficienti e meno inquinanti per passeggeri e merci. Inoltre, il Gruppo FS Italiane, nel prossimo decennio, vuole proporsi come soggetto promotore di un nuovo sistema di mobilità, che favorisca l’integrazione di tutte le modalità di trasporto, collettive e individuali, a tutti i livelli, internazionale e regionale, in un’ottica di sostenibilità sociale, economica e ambientale: questa è la vision alla quale tutte le attività del nostro business stanno concorrendo”. Come ogni anno, nel corso del suo viaggio il Treno Verde seguirà un programma di monitoraggio dell’inquinamento acustico ed atmosferico delle città in cui farà tappa. Oltre a questo monitoraggio scientifico, novità di quest’anno sarà quello dell’inquinamento indoor con l’analisi di alcuni inquinanti che determinano la buona o la cattiva qualità dell’aria in un ambiente chiuso, come a scuola, a casa, al lavoro. Ciò sarà possibile grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR e dell’Università IUAV di Venezia. Tra gli obiettivi del Treno Verde c’è infatti anche quello di sensibilizzare i cittadini sul problema dell’inquinamento in città, una vera e proprio piaga. Per quanto riguarda il pm10, a un mese e mezzo dall’inizio dell’anno, tre città italiane, Cremona (40 giorni), Frosinone (39), Torino (38), hanno già superato i 35 giorni di sformamento del limite giornaliero, consentiti dalla legge. Sono invece undici le città sopra i 30 giorni: si tratta di Vicenza (34), Padova (33), Reggio Emilia (33), Milano (33), Pavia (32), Asti (31), Venezia (31), Modena (31), Treviso (30), Brescia (30). I risultati georeferenziati del monitoraggio scientifico saranno consultabili sul nuovo portale del Treno Verde, trenoverde.it, qui si potranno trovare anche tutte le info sulla campagna itinerante, le varie tappe, la mostra a bordo treno, e la mappa con Campioni dell’Economia circolare. Cittadini e studenti, come sempre, potranno salire a bordo del Treno Verde per visitare la mostra didattica e interattiva allestita all’interno delle quattro carrozze che avranno come filo conduttore l’economia circolare. Nella prima carrozza chiamata “La linea retta” (è finita) si analizzano gli impatti dell’economia lineare e i vantaggi dell’economia circolare. Ci sarà inoltre un focus specifico sul pacchetto dell’economia circolare e su quello italiano e, a bordo della prima carrozza, chi vorrà potrà sottoscrivere il Manifesto dell’Economia Circolare di Legambiente. La seconda carrozza “Quelli che chiudono il cerchio” sarà dedicata ai “Campioni dell’economia circolare”, suddivisi per ambito tematico: rifiuti (riciclo, recupero, gestione), industria, energia, edilizia, design, spazio laboratori, agricoltura, spreco alimentare, amministrazioni pubbliche, start Up e ricerca. La terza carrozza “Il cerchio perfetto del riciclo” sarà dedicata interamente a Ecopneus, in prima linea nel recupero e riciclo dei pneumatici fuori uso. Si tratta di una delle buone pratiche a livello nazionale ed europeo e sarà raccontata attraverso installazioni, monitor e percorso mostra interattivo. Infine la quarta carrozza “Cittadinanza circolare: riparo e condivido” offrirà una sorta di vademecum per il cittadino, indicando quello che si può fare per consumare meno e meglio. Spazio poi alle migliori esperienze di riuso nate dal basso, ai piccoli laboratori di riparazione di oggetti, alle esperienze di sharing di prodotti e servizi e ai vantaggi che danno in termini ambientali, economici e sociali. Come sempre la quarta carrozza ospiterà di tappa in tappa le varie conferenze, i laboratori, gli aperitivi e le attività pomeridiane. Il Treno Verde e la mostra saranno aperti dalle 8,30 alle 14.00 per le scuole prenotate dalle 16,00 alle 19,00 per il pubblico. La domenica sarà visitabile dalle 10,00 alle 13,00. L’ingresso è gratuito. In concomitanza con il Treno Verde 2017, Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane promuovono una Call for ideas dal titolo “Ci muoviamo per l’ambiente”, riservata ai giovani dai 18 ai 30 anni. Obiettivo raccogliere idee, spunti e progetti per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti anche nelle stazioni e a bordo dei treni, attraverso la sensibilizzazione degli utenti e proposte concrete per ottimizzare questo servizio in ambito ferroviario. Al vincitore del contest Trenitalia offrirà un anno di viaggi nella regione di residenza. Per partecipare al contest è sufficiente consegnare un elaborato, cartaceo o digitale, a bordo del Treno Verde di Legambiente e FS Italiane, durante le varie tappe in calendario.

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24 feb 2017

Vi siete mai chiesti perché gli aerei di solito sono bianchi? Ecco il motivo

di Fabio Nicolosi

Vi siete mai chiesti perché in genere gli aerei sono di colore bianco? La risposta è abbastanza semplice, anche se si devono soppesare sia gli aspetti più squisitamente di marketing che quelli dovuti ai costi di produzione e di manutenzione, e tenere conto anche delle esigenze dettate dalla sicurezza dei voli. Sicuramente un aereo tutto colorato può colpire subito l’attenzione, ma certamente un altro con un motivo sobrio avrà il vantaggio di essere facilmente riconoscibile, sia riguardo alla compagnia di volo che al paese di origine. Inoltre bisogna considerare che i pannelli di alluminio vengono prodotti con una speciale vernice verde che serve da protezione perché è un anti-corrosivo. Dunque c’è da rimuovere prima questo strato per poi procedere alla verniciatura. In seguito l’asciugatura avrà bisogno di almeno 12 ore. Tutta l’operazione potrebbe costare anche 200.000 dollari. E allora ecco perché la maggior parte delle compagnie si limita a inserire solo i loghi con qualche scritta. Se poi l’aeromobile ha un’avaria, una perdita d’olio o qualsiasi altro problema, il colore bianco facilita il controllo e il monitoraggio del veicolo. Infine la pittura aggiuntiva e le decalcomanie (le quali hanno un costo aggiuntivo) sono un peso in più per l’aereo e questo significa maggior consumo di carburante, a parità di condizioni.

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21 feb 2017

Polo Mercitalia, cambiano trasporto merci e logistica

di Roberto Lentini

Sono state presentate al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio le strategie e gli obiettivi del Polo MERCITALIA. Il Polo MERCITALIA avrà il compito di risanare e rilanciare il business merci del Gruppo FS Italiane, sviluppando soluzioni integrate di trasporto merci e logistica che permettano di valorizzare la modalità ferroviaria puntando a raggiungere l’utile già nel 2018 ed il raddoppio dei ricavi in dieci anni (dal miliardo fatturato nel 2016 ad oltre 2 miliardi nel 2026). Il raggruppamento delle società operative in un unico Polo consentirà di ottimizzare i servizi: i clienti potranno confrontarsi con un unico interlocutore, con conseguente risparmio di tempo e risorse. Il Polo MERCITALIA (4.000 dipendenti) prevede nel Piano Industriale 2017-2026 investimenti per 1,5 miliardi di euro: oltre 1 miliardo per il materiale rotabile, 100 milioni per i terminal intermodali (previsti nuovi impianti a Milano, Brescia e Piacenza) in asse con il Gottardo e il Core Corridor Reno-Alpi (Genova - Rotterdam), 100 milioni per l’information technology sicurezza e circa 250 milioni in acquisizioni di aziende per espandere il business. Si tratta dell’investimento complessivo più significativo che le Ferrovie italiane abbiano mai fatto nel settore. Un’attenzione particolare verrà dedicata al rilancio delle attività internazionali che hanno il punto di forza in Tx Logistik, la società del Polo con base in Germania che ambisce a diventare cost/quality leader nei servizi di trazione ferroviaria, da e per l’Italia, sui grandi Core Corridors europei di traffico merci transalpini. Già avviato il rinnovo del materiale rotabile: MERCITALIA Rail ha sottoscritto due contratti di noleggio full maintenance per 20 nuove locomotive elettriche. Inoltre, tra qualche giorno sarà avviato da MERCITALIA Rail e da TX Logistik (congiuntamente) l’iter per acquisire nei prossimi anni fino a 125 nuove locomotive elettriche sia per il mercato nazionale sia per quello europeo.

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