04 ott 2018

RFI, oltre 45% investimenti destinati al Sud


Il Sud è al centro dei programmi di investimento di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). 

Le risorse del primo anno del Contratto di Programma 2017-2021, in corso di approvazione, prevedono infatti che il 45% degli investimenti – circa 6 miliardi – sia destinato a opere nel Mezzogiorno, portando al 34% la percentuale degli investimenti complessivi in corso nel Sud Italia.

Partendo da tali dati, RFI - soggetto tecnico che mette la sua esperienza al servizio dei decisori e attua poi le strategie definite dai governi e dal Parlamento - precisa e chiarisce il contenuto di un passaggio dell’audizione dell’AD Maurizio Gentile, erroneamente riportato da alcuni media.

Durante l’illustrazione del Contratto di Programma 2017-2021, non sono state espresse opinioni sull’Alta Velocità al Sud quanto piuttosto sulle diverse tipologie di realizzazione utilizzate fino ad oggi, che prevedono linee specializzate per diverse categorie di treni. Le nuove linee, invece, dovranno essere realizzate in modo da portare benefici a tutti i treni, sia sul breve che sul lungo tragitto.

In tale ottica RFI sta già lavorando a numerosi progetti di velocizzazione e potenziamento, che permetteranno di ridurre i tempi di viaggio tra le principali città del Meridione.

Così, al completamento dei lavori si potrà andare da Napoli a Bari in due ore e da Roma a Reggio Calabria in poco più di quattro ore, ossia lo stesso tempo di percorrenza previsto tra la Capitale e Torino. Inoltre, gli interventi in corso in Sicilia consentiranno di collegare Palermo e Catania in poco meno di due ore.

Si tratta di velocizzazioni, quindi, che permettono di ottimizzare gli investimenti previsti, producendo ricadute positive per tutti i cittadini, in tempi notevolmente più brevi rispetto a quelli che sarebbero necessari per opere più complesse e impattanti.


investimentiprogetti di velocizzazionerfi

2 commenti per “RFI, oltre 45% investimenti destinati al Sud
  • punteruolorosso 1091
    05 ott 2018 alle 7:19

    gentile dice di essere stato frainteso ma ripete quello che aveva detto. palermo-catania sono 200km, significa che i treni viaggeranno a 100km/h. se viaggiassero a 200km/h si arriverebbe a catania in un’ora, ma capisco che questo disturberebbe le compagnie bus che impiegano lo stesso tempo, è giusto che i treni vadano più lenti per garantire la concorrenza, no?

  • Metropolitano 3188
    07 ott 2018 alle 7:16

    Senza Ponte di Messina, Messina-Catania linea raddoppiata e Catania-Castelbuono (o Fiumetorto) raddoppiate quali treni moderni volete fare arrivare da Roma e da Milano ?
    Abbiamo solo “carri-bestiame” e negli anni novanta ce n’erano piu del doppio di adesso: oggi abbiamo 2 soli IC RM-PA (e RM-SR) con altri due ovviamente per il percorso a ritroso, 2 ICN Siracusa/Palermo-Roma e rispettivi treni opposti e un solo MI-PA e SR (e Siracusa -Milano con antenna PA-MI) al giorno. Senza contare i treni Straordinari Espressi UNITALSI Lourdes-Siracusa e BLUE DANUBE EXPRESS Budapest-Palermo che partono solo occasionalmente. VERGOGNATEVI !!! TONINELLI E Compagnia Bella che si oppongono alla TAV in particolare alla Torino-Lione, e Al Sud al Ponte di Messina che tralaltro non lo stanno facendo perché bloccato da Monti in maniera criminale, alla Pedemontana Lombarda e Veneta al Terzo Valico (infatti in Liguria caso strano per una regione del Nord manca l’Alta Velocità). Con questo ministro non si farà nulla, velo dico io. Ecco come mai Salvini si scontra spesso con Toninelli sulle grandi opere. Toninelli rappresenta la vecchia politica fallimentare; ma come si fa ad incaricare un MIT così spudorato e sprovveduto, oltrechè ignorante ?? Di Maio, complimenti per la scelta azzeccata ! …vuol dire proprio niente.


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