28 set 2018

MESSINA | Presentato il nuovo piano invernale dei trasporti ATM


Nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, il sindaco Cateno De Luca, il vicesindaco e assessore alla Mobilità Urbana ed Extraurbana Salvatore Mondello e il presidente di ATM Giuseppe Campagna, hanno illustrato ai giornalisti, nel corso di un’odierna conferenza stampa, il programma di esercizio del nuovo piano invernale dei trasporti varato da ATM.

All’incontro hanno preso parte il direttore generale e gestore trasporti ATM, Natale Trischitta, il progettista del piano, Leonardo Russo e il dirigente del dipartimento competente, Mario Pizzino.

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“In questi mesi – ha dichiarato il Sindaco – è stato effettuato un gran lavoro e per questo motivo ringrazio tutti coloro che vi hanno colaborato, al fine di arrivare al’avvio di un percorso compatibile con mezzi, risorse e personale disponibili. Alla base della nostra decisione ci sono alcune motivazioni. Nei documenti contabili, firmati dalla precedente Amministrazione, c’è la storia di ATM con un piano industriale che non regge economicamente e che in precedenza non è stato preso neppure in considerazione dal Comune. Sono stati prodotti nuovi debiti per oltre 33 mlioini di euro dal 2012 al 2017 e contenziosi con l’Agenzia delle Entrate per oltre 16 milioni di euro, mentre il fondo rischi è sceso di un milione di euro, nonostante però i rischi stessi in realtà siano aumentati. L’Azienda Trasporti ha affrontato costi che non poteva permettersi e che si poteva tranquillamente evitare. Di altre carte di ATM se ne occuperà un altro Palazzo. Il nuovo piano di ATM sarà accompagnato da una serie di azioni per renderlo vivibile e gradevole come dieci mini-stazioni con punti di ristoro”.

“La conformazione morfologica della città di Messina – ha aggiunto il Vicesindaco – ci impone di ragionare in un certo modo e in tal senso la scelta è quasi obbligata per questo piano con un sistema a pettine per collegare anche i villaggi collinari. Tale sistema funzionerà con le mini-stazioni e i parcheggi di interscambio. Ci sono altre attività da aggiungere come la segnaletica, mentre la Polizia municipale affronterà le criticità dello Shuttle anche con un’attività preventiva. Questo è il primo step di un ragionamento complessivo e come ha già evidenziato il Sindaco è il miglior programma possibile in termini di risorse, mezzi e persone”.

“Al fine di una proposta progettuale per il miglioramento e la razionalizzazione della viabilità e del trasporto pubblico per la città di Messina – ha concluso il presidente di ATM Campagna – si è reso indispensabile attualizzare l’offerta del servizio pubblico. Un trasporto pubblico efficiente risulta sempre conveniente per la collettività, non solo perché diminuisce la congestione dovuta all’uso dei mezzi individuali nelle aree urbane e sulle grandi arterie, ma anche perché riduce smog, rumore, ingorghi e ritardi, ed infine, i costi del viaggio. Si tenga presente inoltre che la mobilità pubblica è uno dei principali fattori della valorizzazione delle periferie e accresce nei cittadini la percezione di essere parte di una città. Mediante l’adozione del nuovo piano sarà quindi possibile ridurre il numero di autobus oggi circolanti in città, spesso sovrapposti e sottoutilizzati, avendo come prima conseguenza positiva una depressurizzazione del centro città a vantaggio di un traffico meno congestionato. Le nuove linee inoltre, con orari più ampi e comodi, saranno di incentivo per quei soggetti, pendolari di uffici e negozi che oggi non riscontrano benefici nell’utilizzo del mezzo pubblico. La nuova progettazione porterà non solo un risparmio di tempo e costi ma anche un notevole incremento delle frequenze in quasi tutte le linee oggi in servizio”.

Dal confronto col recente passato emerge che il piano, da aprile a maggio 2018, prevedeva 47 linee con 60 autobus e 180 autisti, mentre il nuovo piano, da sabato 6 ottobre, prevede 35 linee con 48 autobus e 160 autisti. Ovviamente saranno garantiti gli stessi servizi e le stesse utenze del vecchio piano.

Messina è oggi, insieme a Roma e Catania, la città in cui il tasso di motorizzazione è il più alto d’Italia; quindi è tra le città in cui si usa meno il mezzo pubblico. Allo scopo dunque di aiutare a raggiungere degli standard ottimali di utilizzo dei mezzi pubblici, si è pensato di ottimizzare le risorse esistenti ripensando totalmente la rete di trasporto e di offrire alla cittadinanza un servizio più semplice, più “sicuro” (in termini di passaggi), ma soprattutto più frequente e quindi, più appetibile.

I criteri per raggiungere gli obiettivi saranno i seguenti:

  1. disattivare le linee di bus non frequentate dai viaggiatori (rami secchi);
  2. riallocare le risorse (mezzi e personale) dove è maggiore il numero di viaggiatori trasportati;
  3. potenziare i collegamenti principali diretti verso il centro;
  4. regolarizzare le linee esistenti per renderle più affidabili in termini di puntualità e regolarità;
  5. favorire l’interscambio tra i servizi (metroferrovia, ecc…).

L’analisi dei percorsi, che tutti gli autobus cittadini devono oggi percorrere per svolgere il loro servizio, ha rivelato che tali linee risultano, in molti casi, inadeguati ed obsolete. Basti pensare infatti, che quasi tutte le linee partono dalla stazione centrale e raggiungono le periferie affiancandosi e sovrapponendosi l’una sull’altra con servizi che, seppur garantiti, risultano largamente insufficienti e poco attraenti. Solo dalla zona sud arrivano, spesso contemporaneamente, 22 linee di autobus che collegano in modo indipendente i vari villaggi.

Ovviamente avere 22 linee in partenza dalla stazione e poca frequenza da e per ogni villaggio non rappresenta certo un vantaggio per l’utente ed anche per il traffico cittadino che risulta sovraccaricato.

Il progetto prevede infatti la realizzazione di un collegamento a “pettine” dai vari villaggi alle due litoranee, nord e sud, con un servizio navetta ad alta frequenza verso il centro città.

L’asse centrale del progetto è dato dalla dorsale principale (SHUTTLE) che ricalca i tragitti delle linee 2 e 79 per un totale di 30 km da nord a sud; questi tratti saranno ovviamente serviti da altre linee ed interconnessi con la linea principale, ma non ne faranno parte integrante.

Il nuovo tragitto sarà pertanto più breve ed il tempo di percorrenza sarà minore, portando quindi il tempo stimato a circa 100/110 minuti per l’intero tratto. Proprio su questa linea si è aumentata la frequenza per garantire all’utenza cittadina una dorsale ad alta efficienza ed appetibilità. I mezzi previsti saranno, nella prima fase, 10 bus, consentendo pertanto di portare 1 autobus ogni 20 minuti su questo tratto.

Le altre linee in partenza dai villaggi e dalle periferie saranno servite da bus non più diretti alla stazione Centrale (Cavallotti) ma alle intersezioni con la dorsale principale con la quale, tramite scalo, proseguire il viaggio.

In merito al progetto dei bus elettrici il nuovo piano bus tiene conto della volontà dell’Amministrazione di dotarsi di una nuova linea cittadina legata alla messa in esercizio dei 13 bus elettrici appena acquistati e che si prevede in arrivo per il mese di novembre.

I pro della proposta – ha evidenziato l’ing. Russo – sono i seguenti:

  1. aumento o raddoppio (a seconda della linea) delle frequenze attualmente garantite dall’ATM a parità di organico;
  2. notevole risparmio economico;
  3. creazione di una vera e propria “metropolitana di superficie” con nuove linee più moderne e attuali;
  4. zero costi (se non quelli di modifiche degli orari e delle nuove piazzole di sosta);
  5. depressurizzazione delle arterie cittadine avendo eliminato le decine di autobus, spesso vuoti, transitanti in centro;
  6. aree di parcheggio spostate verso le periferie piuttosto che verso il centro città;
  7. aumento della domanda di utilizzo del TPL grazie alla creazione di un nuovo tipo di offerta con orari compatibili non solo con le scuole ma anche con negozi ed uffici;
  8. un’incentivazione per l’utenza turistica, che può utilizzare un asse di trenta chilometri, maggiormente fruibile.

I contro della proposta sono invece la modifica dello “status quo” e delle abitudini dei cittadini e un periodo di ambientamento per familiarizzare con gli interscambi tra le linee, come già avviene in tutte le altre città italiane.


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