06 mag 2015

M City: un paese per droni


Si chiama M City e non è una nuova serie televisiva bensì una mini città laboratorio creata alla periferia di Detroit e abitata da Droni e automobili letteralmente “auto-mobili”.

Un’area di 13 ettari con circa quaranta edifici, incroci pericolosi, tunnel, ponti e persino aree verdi, un autostrada e dei pedoni – magari distratti dal cellulare, chi sa, insomma un parco giochi per droni e auto che si guidano da sole.

Sembra la scenografia di The Truman Show invece è il progetto finanziato da Ford, Toyota, General Motors e dall’università del Michigan, per la sperimentazione dei nuovi modelli di auto smart (con la “s” minuscola). M City sarà inaugurata a luglio.

Del resto le ricerche parlano chiaro e pare che tra vent’anni, nel 2035, il mercato delle auto che driverless car rischia di essere un quarto dell’intero mercato automobilistico, quindi è necessario testare la validità dei sensori e accertarsi che siano sufficentemente sensibili e reattivi (Secondo il sondaggio Harris Poll in America il 22%)

M City replicherà i possibili pericoli di una vera città allo scopo di collaudare auto a guida assistita, auto connesse e veicoli totalmente autonomi. Dal momento che aumentano gli investimenti nel settore, su cui stanno lavorando oltre a Audi, BMW e Mercedes, anche new entry del settore trasporti come Google e, pare, Apple, fra i nodi da risolvere si fa pressante quello per la sicurezza, e naturalmente quello ad essa strettamente collegato della responsabilità civile. Sembra che persino l’FBI tema l’uso di queste vetture a livello della sicurezza, e non si riferisce solo al rischio cybercrime, ma anche al più banale (sic!) uso fraudolento per rapine o sparatorie.

C’è da chiedersi se anche le driverless car soffriranno di stress da traffico, di congenita incapacità di rispettare la segnaletica e il codice della strada o se sapranno salvare un gattino dopo averlo colpito in corsa. Ma queste sono cose ancora lontane, almeno una ventina d’anni.


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